mercoledì 30 settembre 2026

LA VENDETTA SBAGLIATA

La vendetta perfetta
Trama: Breaking Bear

Che film sbagliato. 
Proprio come quando vai al ristorante e leggi "Carbonara sbagliata" o "Tiramisù sbagliato", che sono quei piatti dove lo Chem di turno usa tutti gli ingredienti giusti ma si sente in vena di creatività e li assembla tutti a cazzo, e finisce in un casino informe insapore incolore dove alla fine quello sbagliato sei tu che ti sei seduto a quel ristorante, nel nostro caso in sala.
Intanto partiamo dalla locandina italiana. Ma chi l'ha fatta? Un cieco? Ma che cazzo è successo, è fatta con CANVA? Perché se io posso anche capire che in Italia c'è bisogno che il faccione (e che faccione) di Massimone Decimone Meridione aka Il Gladiattore aka Russel Crowe sia messo in primo piano più grande possibile perché ovviamente è l'attore che conoscono tutti mentre nessuno si ricorda Aaron Paul manco chi ha visto Breaking Bad mi sa che non ha mai imparato il nome, stesso dicasi per la tipa di cui appunto non mi ricordo il nome che faceva The Vampire Diaries (che ho sempre incredibilmente scampato, e ne ho vista di monnezza sui vampiri, per dire mi sono visto tutto True Blood...), però, tornando alla locandina, mi chiedo proprio perché non hanno "tradotto" questa?
Oh, mi pare che Russel sia bello evidente anche qui e almeno è tutto fatto meglio, composizione, tuning, scontorni, ombre. E invece no, a noi ci piacciono le donne con mani venose giganti un po' sfumatelle, siamo un po' pazzerelli
Ma anche la posa di Jesse Pinkman, ma perché è cambiata rispetto all'originale? Cambiami titolo, lo accetto che magari mi si confonde con quell'horror, cambiami la cromia ok che il violetto per un crime non ci piace proprio... ma non mi spiego perché da una locandina decentissima e sottolineo con Russel Crowe GIGANTE passare a un Photoshop disaster solo per il gusto di far schifo. Lo sapete che sulle locandine mi toccate sul vivo, ci finirei in tribunale per difendere le locandine belle 😉.
Per esempio avrei potuto accettare il non utilizzo di queste locandine (poi Bear Country… The Get Out… madonna quando i film hanno sette titoli e diciasette locandine sono un disastro annunciato)
 
anche se sarebbero state più che perfette, e avrebbero anche incuriosito di più, perché il vero protagonista - e unica cosa riuscita del film - è proprio il personaggio un po' gonzo-Lebowsky di Russell, un criminale di non grandissima tacca, non proprio mezza, ma manco una, che vuole solo ritirarsi dopo che gli succede questa cosa tipica di quando fai una vita criminale:
Vorrei un'intervista all'intimacy coordinator del film.
Je viene er coccolone mentre sta facendo bunga bunga con la fidanzata. Ma quella (stranamente, ti aspetteresti infatti una che si approfitta dei soldi del pansòn) lo ama davvero e lo convince a lasciare la vita criminale per ritirarsi ad Hamamett. Lui ci prova a uscire dal giro, ma a mettergli i bastoni tra le ruote ci pensano Jesse Pinkman (un poverissimo Aaron Paul costretto ormai a fare film di terza fascia con la solita espressione da topo bagnato) e una tipa che si eccita a fare le rapine e con il fetish delle maschere dei Presidenti (la citazione è dichiarata).
Ma lo sbaglio è in ogni scena, in ogni parola, in tutto. È un film che forse gli è scoppiato in mano, magari sulla sceneggiatura sembrava anche uno di quei film che raccontano in maniera un po' grottesca e sardonica i criminali, un lato "comico" dei film di Scorsese e Tarantino, ma poi è andato tutto a scatafascio in una maniera così forte che ti chiedi come sia arrivato all'"Ok si distribuisca". 
Forse il regista ha fatto il passo più lungo della gamba, uno che era partito con questo film che ho pure visto ma non ne ricordo un singolo fotogramma:
(l'ho dovuto recuperare da il CHICKENBROCCOLETTI 2010 - ma ve lo ricordate che bello era il CHICKENBROCCOLETTI? Ne avevo di tempo eh...), e poi negli ultimi tempi ha stretto proprio il sodalizio con Russel con Il giorno sbagliato, (VEDI CHE TUTTO TORNA! Lo SBAGLIO come cifra stilistica), film che avevo Broccolato ma mettendolo a confronto con questa loro nuova collaborazione non era poi così male. Mentre no, La vendetta perfetta non è perfetta neanche un po', anzi è tutta sbagliata.
Comunque l'effetto nostalgia mi ha totalmente invaso, e risfogliare oggi a distanza di 15 anni il CHICKENBROCCOLETTI e trovarlo oggettivamente UN CAZZO DI CAPOLAVORO PAXXO, mi ha fatto venire voglia di ricaricarlo e darvelo in pasto, lo sfogliate cliccando sulla magnifica cover:
(Ovviamente era un'altra epoca e quando leggete le ultime righe dell'introduzione
 la dovete prendere come una boutade, un grammelot, sì insomma 'na cazzata.)

lunedì 28 settembre 2026

JURASSIC STREET

La fine di Oak Street

Trama: T-Rexspotting

Posso dire.
Sono contento.
Sono contento di vedere che le cose non sono cambiate. Rispetto a cinque anni fa (quando ho scritto il mio ultimo post vero qui, che poi ho trasmigato su IG e poi su TIKTOK ma poi rieccomi, perché si torna sempre dove si è stati così così) proprio non è cambiato nulla: entusiasmo al primo post e poi nel giro di 4 post tracollo delle visualizzazioni e io che già mi chiedo AAAAHH COSA DEVO FARE PER FARMI NOTAREEEEE! METTERMI A BALLARE VESTITO DA SCIMMIETTA?!

Ah che bello, sapere che non è cambiato nulla.
Invece uno molto cambiato è David Robert Mitchell, uno che doveva fare le cose horror migliori del mondo, almeno era quello che ci aspettavamo dopo un (quasi) esordio come It Follows, il film che diciamocelo, ha creato l'elevated horror, in quell'epoca dove James Was e Oren Peli se la giocavano a fare gli horror milionari per normie che volevano i mostroni alti alti o gli horror telecamerina con mille jump scare, It Follows è stato il capolavoro che non ci aspettavamo, che si era anche guadagnato un poster illustrato dei miei, che mi è rimasto impresso per anni e anni, che se posso dire, anche gli mangia in testa ai vari Smile (praticamente un remake non autorizzato) o Obsession (anche se questo è bello per davvero).
E cosa ci fa Davide Roberto dopo aver droppato (parlo sempre giovane, lo faccio per il mio pubblico) il filmone della vita? Fa un film misconosciuto e noioso col peggiore degli Spiderman e poi sparisce, fino a questo suo ritorno, un film che potremmo intitolare Desperate Dinowifes.
America, primi Anni 80 (e infatti pieno di strizzate d'occhio a noi boomer con ragazzini in BMX, bulli che ti vogliono menare, stanze piene di poster, insomma non è che un film viene prodotto da JJ Abrams a caso, EH!), una famiglia della Casa Bianca (il corrispettivo americano del Mulino Bianco), composta da Ewan McGregor cuor contento, Anne Hataway con le velleità da scrittrice (povera, se viveva oggi bastava che si autopubblicava su Amazon e TAC! sei scrittrice) e due figli in piena crisi pre- e post- puberale, vivono la loro vita tra BBQ e DDT in una tranquilla suburbia americana, quelle coi vialetti, le aiuole, le antenne paraboliche e i vicini che si salutano dall'altra parte della strada ma poi si odiano, insomma quei quartieri tondi che sembrano piccole cittadine a sé stanti, un Truman Show consapevole.
MA ECCO CHE ZACCHETE ARRIVA LO ZAMPINO, anzi lo zampone squamato, di JJ! Non è che uno inventa LOST e il multiverso Cloverfield a caso: una notte una tempesta di fulmini misteriosi trasporta l'intero quartiere nel Giurassico. Proprio come se una palla gigantesca di Explorers sostituisse il suo contenuto temporale: tutto quello che c'è nel 1982 viene trasportato nel Giurassico (NOTA per i paleontologi all'ascolto potrebbe o non potrebbe essere il Giurassico, non stiamo qui a fare i puntigliosi, che vuoi che sia un'era geologica rispetto all'altra, stamo lì), e viceversa.
Quindi la famigliola deve iniziare a fare i conti con Velociraptor che mordono, Pterodattili che volano, T-Rex che cacciano, Tartarugoni (nome scientifico eh) che controllano il traffico

e Brontosauri che... come dire...
Ne viene fuori un Jurassic Park - le citazioni sono tante, cagose 

e non cagose
che diverte, perché ha l'azione, ha lo spasso poco serioso e soprattutto ha i DINOSAURI. Si può voler male a un film coi dinosauri (be' in effetti sì)? E infatti alla fine, a La fine di Oak Street vuoi bene, perché non si prende mai sul serio, che è la cosa più importante quando decidi di fare un film con "non amichevoli dinosauri di quartiere".
E poi ha la buona educazione di durare i sacrosanti 90 minuti, che vivaddio da quando i film devono durare minimo due ore ti ritrovi di fronte a roba che se solo fosse durata 30 minuti in meno avresti sopportato molto meglio. Un esempio? Quel film su Netflix di qualche settimana fa con la famiglia bloccata a casa dal COVID-19 dai mostri marini, una roba che mi sarei anche sciroppato con benevolenza se non fosse durata DUE CAZZO DI ORE! (Poi se consideriamo che con un Broccolino che ti interrompe ogni 12 minuti ogni film dura almento tre volte tanto). Ecco, LFdiOS ha molto in comune con quello, prima di tutto il sentiment da Covid-19 con la famiglia asserragliata a casa da una minaccia invisibile che sta fuori (per molto tempo vi ritroverete a pensare:
Ma poi alla fine diventa visibile eh.
Ed ecco, secondo me (da qui un po' di DESIGN SPOILER) sono proprio i dinosauri il motivo per cui questo film di dinosauri non ha fatto poi tanto successo - qualcuno di voi l'ha visto?! -, infatti i dinosauri di Oak Street sono quelli "nuovi", quelli usciti da "nuovi studi degli scienziati della California dicono che i dinosauri non erano grossi rettilacci ma grossi gallinacci" ma fatte i cazzi tuoi università della California preferivo i rettili.
Quindi qui i dinos sono pelosi o piumosi e non squamosi, e quando arriva il velociraptor, che noi SAPPIAMO che era così, ce l'ha detto Spilbi:

ma invece esce un tacchino lungo due metri


mi perde un po' di minacciosità. Come essere inseguiti da uno struzzo incazzato per dire. Stesso dicasi per quelli volanti, che sono più dalla parte del Pellicano di Mykonos e non del rettile assassino volante.
Però nonostante questo, siccome io ai dinos voglio bene sempre, così come a JJ Abrams che secondo me questa era palese una sceneggiatura del Cloverfield Universe che però siccome ora non si caga più nessuno l'hanno slegata dal franchise, e siccome oggi mi sento benevolo perché EHY! DAL GIURASSICO È TORNATO CHICKENBROCOLI, aiutandomi col bastone e aggiustando la falda del mio panama bianco, vi dico:
WELCOME TO JURASSIC VIALETTO!

Chiudiamo con questa cosa che ho deciso mi diverte tantissimo, ovvero (far) fare la nostrana versione dei film:

L'AI ci ruberà il lavoro? MA MAGARI, così mi riposo un po' e posso finire il mio videogioco prefe:

YABBADABADOOO!

venerdì 25 settembre 2026

STEVEN UNIVERSE

Disclosure Day
Trama: Incontri allontanati del terzo tipo

Spilbi! Ti ricordi di me! Dai sono CB! Un tuo grandissimo fan! Talmente grandissimo che anche quando tutti ti hanno abbandonato, io sono rimasto e ho difeso a spada tratta La guerra dei mondi più e più volte! Dai su, sono quello che ha fatto la C&B SPIELBERG MISSION (io avevo ancora la & e tu ancora le ERG) che consisteva ne vedereo TUTTI i tuoi film e ne ho parlato da qui in poi...
Vabbé. Lo so che sono un po' di anni che non ci sentiamo, ma insomma pure tu, non chiami mai. Eeeh lo so, c'hai da fare e probabilmente non sai usare bene gli schermi touch, perché ormai c'hai 'na certa. E si capisce anche dal film nuovo che hai fatto.
Uno dice "WOW! Spilbi torna al suo grande amore, gli alieni, dai che sarà una ficata di film, la farà vedere a tutti questi nuovi alieni che infatti ora che ci penso mica sono tanti, non ce ne frega popopopo più un cazzo degli alieni mi sa. Roba che volessimo fare un discorso "er cinema è sempre specchio della società" mi sa che abbiamo talmente paura di quelli che stanno GIÀ sul pianeta Terra, che se arrivassero dei mostriciattoli verdi dallo spazio, non ce ne fregherebbe nulla "A chicco, ma che te pensi che me fai paura? Io tutti i giorni devo pensare a questi mostri che hanno in mano le nostre vite:
Sai che impressione mi fanno le antenne verdi tue."
Ecco in effetti più ci penso più non mi vengono in mente film di alieni degli ultimi tempi. Pensa che mi ricorso solo quelli che facevano yoga. Pensa te.
Vabbé ma allora campo facile per Spilbi! Proprio lui che gli alieni ce li ha fatti amara alla follia (amore ricambiato ma anche un po' scordato eh:
ci dropperà un megafilm assurdo e pazzesco. 
E invece no.
Premetto che tutto quello che dirò di male di questo film è comunque filtrato da uno Spielbergometro, arnese inventato nell'Area CB51 che ti fa parlare male di un film di Spilbi al netto del fatto che essendo Spilbi un MAESTRO, è impossibile che sia uno schifo assoluto (fatta eccezione per il GGG, quello faceva veramente schifo assoluto), cioè è ovvio che la regia è bella, che la fotografia pure, che ci sia lo Spilbi-touch, che gli attori non siano cani... è ovvio.
Ma se devo pensare a un canone Spilbi, questo suo nuovo film se ne va dritto in coda, dove stanno Il ponte delle spie (noia), Il colore viola (noia), Ready Player One (dai non l'ha fatto lui veramente) e appunto il GGG.
Quindi insomma Spilbi ritrova i Grigi, proprio loro, proprio quelli dell'Area 51, quelli di Rambaldi
Giao.
 (anche se ora sono o animali o in CGI o animali in CGI)
infatti tutta la comunicazione del film è giocata proprio su questa cosa degli animali, vedete:
Emily ha l'uccello in faccia…
…mentre Josh tiene le corna.
E quindi non state a pensare che i Grigi si vedano così tanto, anzi, si ritagliano appena una scena finale (fammi dire un po' RIDICOLA eh. Per chi ha visto il film ecco a cosa ho pensato:
mentre per tuuuuùùùtto il film di questi Grigi si parla, si parla, si parla, ma non si guarda.
Il film parte in una maniera un po' straniante, in media res, per usare il linguaggio di Urano, ovvero con il nostro protagonista (il per qualcun* sexy Josh O'Connor. Per carità, se vi piacciono i dolcini coccolini stuartlittlelini, affari vostri. Io ero rimasto che vi attizzavano LUI e LUI, ma si sa, i tempi sono cambiati e ora vi piacciono quelli vestiti così:
insomma c'è Josh che sta GIÀ fuggendo da gente a cui ha rubato dei segreti segretissimi che lo insegue e lo vuole accoppare. 
Quindi diciamo che inizia il film e ti chiedi "aspè, ma che ho perso il primo episodio?" oppure "aspè, ho spinto male Play e ho mandato a minuto 12?". Invece no, inizia proprio così, e dopo quel momento di assestamento che chiameremo "non ci sto capendo un cazzo", la cosa diventa piacevole, perché DIO SANTO almeno non parte con uno spiegone di 5 minuti per tranquillizzare gli spettatori ormai assuefatti dagli spiegoni onnipresenti di Netflix.
Poi il film, man mano che passa, e purtroppo, si normalizza tantissimo, diventando una sorta di Nemico pubblico solo girato meglio e senza Gene Hackman (madonna quanto ci manca Gene Hackman, vero Remì?), filmone anni 90 che vanta diversi tentativi di remake tipo com'era il titolo di quello con Shia LeBouf (ecco lui invece non ci manca per niente)? Insomma tutto un fuggi-fuggi da macchinoni neri, soldati neri, armi d'assalto nere, per il bene della Verità, ovvero che GLI ALIENI ESISTONO E LORO NON CIELO DICONO!
Disclosure Day è un film sulle fake news, sostanzialmente, ma mi viene quasi da pensare che Spilbi ci creda a queste Fake News, almeno a quelle sugli alieni ci crede sicuro (lo ha ammesso, avevi preso le pilloline quel giorno Nonno Steve?), ma non è che poi inizi a credermi agli alieni e finisci che mi credi al 5G, alla Terra piatta, a CB che ha scritto un libro, agli asini che volano e lasciano le scie chimiche?
A rovinarmi la visione c'è stato anche un po' l'effetto "tenerezza" in alcuni passaggi, un po' effetto nuove generazioni che guardano quelle vecchie fare le cose e dire "dai vabbe, nonnino, è una cosa tenera, ma non si scrivono più le lettere a mano. Vedi, ora si mandano le mail. MMMMEEEEIL". Cioè quando io vedo che Spilbi in una scena anche molto tesa in cui i cattivi sembra stiano per acchiappare i nostri eroi, mi ci mette delle comiche slap-stick di gente che cade su una buccia di banana per, chessò, citare Buster Keaton?, ecco mi fa un po' tenerezza. Insomma come quando mia nipote ha visto che ero arrivato su TikTok.
No, purtroppo Disclosure Day non è il grande ritorno di Spilbi agli alieni, e non è neanche un grande film sugli alieni, per quanto, al di là del mascherone facciale che ormai è diventata per colpa del botox, il personaggio di Emily Blunt sia molto bello
Ma tutti gli altri comprimari, non pervenuti, tipo il personaggio suo:
Ma chi è? Un arredatore gay che si fa la storia inter-spaziale? 
E anche il nostro amico Colit Firth in versione cattivo non mi ha convinto più di tanto:
Poi oh, non posso dire che il film te lo vedi tutto e che sia ©Spilbi non fa certo male, perché ci ha messo tutti gli elementi alieni che piacciono a lui e piacciono a noi, ci stanno i cerchi nel grano:
ci sono i flash e i ditini horror:
ci sono i video governativi con Nixon che sapeva tutto secretati e ci sono anche gli arnesi tecnologici alieni che fanno cose che noi ce le sogniamo
Dottore è sicuro che la colonscopia ora si fa così?
Altro che iPhone che si piega.
E per fortuna non ci ha fatto scattare la storia d'amore tra i due protagonisti che Emily e Josh sarebbero stati veramente una coppia improbabile
Ma ecco, non c'è quello stupore di un tempo. Quello che ti fa fare la Spielberg Face:
Quello si è perso. E lo sa anche Spilbi, che chiude il film come il più nonno dei nonni farebbe, e cioè gridando col braccio alzato alle nuvole nel cielo: 
"MMACCOME!! VI VIENE SVELATA L'ESISTENZA DI FORME DI VITA ALIENE E VOI CHE FATE?! PRENDETE I TELEFONINI E VI METTETE A RIPRENDERE TUTTO!!! 
IN CHE MONDO VIVIAMO! AI TEMPI MIEI USAVAMO GLI OCCHI!!!"

PS: se cercate "Disclosure Day" su Google vi spunta l'uccello.
MA CHE AVETE CAPITO! QUELLO DEL FILM!!
(Davvero pensavate che in questi anni di silenzio io fossi cambiato. Ah. Poverini.)

mercoledì 23 settembre 2026

SIAMO SERIAL • CAPRE FEAR

Cape Fear

Trama: JJJJhhhhhhaavier Barmen

Sono passati tanti tantissimi anni da quando ho decretato la morte delle serie. Ma loro evidentemente non hanno letto quel post (o fanno finta di non averlo letto anche se ho visto le spunte blu), e hanno continuato a uscire a più non posso, ma ormai sono solo zombi che camminano e vogliono mangiarci il cervello.
No perché ditemi voi UNA serie ve ne chiedo UNA che negli ultimi dieci anni vi ha fatto dire "cazzo qui si stanno cambiando le carte in tavola delle serie". Insomma che vi ha fatto l'effetto di LOST, o di Mad Men, o di Breaking Bad.
UNA.


Ecco, vedi, non la sai.
E non è che con le miniserie vada meglio. Certo, io le preferisco perché almeno iniziano-si svolgono-finiscono, come il tema d'italiano delle medie, e non come certe serie che iniziano-si svolgono-si svolgono-si svolgono-eccetera. E nel peggiore dei casi finiscono per mancanza di fondi e manco sai dove cazzo volevano andare a parare.
Cape Fear fa parte di quelle che per fortuna finiscono (a meno che qualche furbone voglia darle un seguito ma spero di no), e fa anche parte di quell'altro calderone – che io chiamarei "mancanza di idee" anche se loro chiamano "aggiornamento del mito" – rappresentato dai remake formato serie o miniserie di film del passato (più o meno grandi).
Negli ultimi anni (sai, quel periodo dove non ho più scritto qui e intanto mi chiedevo "gli mancherò?") ho visto la versione poco Mommy e poco Thriller di Presunto Innocente con Jake GGYLLHEENÅÅL, IT/Welcome to Derry che ha fatto il doppio carpiato miniserie-film-serie, American Gigolo ma con The Punisher e anche altre che però ora non mi ricordo non si arriva alla mia età pretendendo di ricordarsi tutto.
E cosa hanno in comune tutte queste serie? Tutte dimostrano che se un film è diventato mitico, forse è ANCHE perché durava il giusto, sì insomma nel suo minutaggio da film ti diceva TUTTO quello che c'era da dire, senza lungaggini e indi per cui se poi tu quel film me lo strecci a 9 ore, per forza a me che mi bevo il bibitone mi sembrerà di ingurgitare acqua sporca.
Sporca di mille comprimari che nel film non c'erano.
Sporca di scene su scene su scene aggiunte che non servono a nulla (infatti nel film non c'erano guarda un po').
Sporca di backstory che rovinano perfino i personaggi principali (in Cape Fear quasi sono arrivati a dirmi che Cody aveva le sue ragioni pensa come stamo).
Allora, riassumendo Cape Fear aka Il promontorio della paura.
1962. Gregory Peck è il buono. Robert Mitchum è il cattivo. Tensione anni 60, poca violenza ma comunque Max Cody già pazzo memorabile.
1991. Martin Scorsese fa un remake e ne esce fuori un capolavoro ASSOLUTO. Rober DeNiro nel suo ruolo più pazzo (e ne ha fatti di pazzi) e candidato all'Oscar (madonna se vinceva che colpaccio, però giusto fu battuto dall'unico più pazzo di lui in cinquina), lancio di Juliette Lewis anche lei candidata, Jessica Lange e Nick Nolte perfetti (lei donna alla fine pure un po' presa dal fascino del male, lui cane di paglia represso cronico). E poi quel pezzo di regia pazzesco:
(si dice che la cosa non fosse prevista e che DeNiro improvvisò arrivando a colpire la cinepresa. Che belle queste storie, vere o false che siano.)
2026. Arriva la versione seriale. E ovviamente la cosa fondamentale era scegliere un buon Max Cody. E ok, lo ammetto, quello lo hanno scelto bene. Jaahhhhhvier Bardem ha la faccia loca giusta, il muscolo teso, i tatuaggi e rende l'idea di una bomba di violenza pronta ad esplodere
e funziona addirittura meglio di DeNiro (parole forti lo so) nei momenti in cui deve "affascinare" tutti di fronte ai coniugi che sono gli unici che gridano agli altri MA NON LO VEDETE CHE QUESTO È PAXXO IN CULO?! GUARDA CON CHE OCCHIALI VA IN GIRO! NON LA CAPITE LA CITAZIONE A LOLITA!?

Ma tutto il resto, aiutami a dire lungo lungo lungooooo, anzi come direbbero in Spagna largo largo largooo (ma quindi "corto" in Spagna si dice "stretto"? Indagare.)
La cosa che mi ha dato più fastidio? Il gender swap della più iconica delle scene del film di Scorsese, quella del cinema:
Che nel serial è affidata a... lla... figlia di Max Cody. Ve l'avevo detto che era pieno di comprimari inventati e inutili. Gli è invece riuscito l'inside joke di aver scritturato Juliette Lewis, ma la sorpresa dura poco.
Insomma Broccolo, brutto e inutile. 
Lo sapete qual è il miglior remake di Cape Fear mai fatto, anzi probabilmente la miglior versione di questa storia? Ovviamente questa:
Voi pensate che la serie di serie tratte da film finisca qui? No, infatti sono in arrivo questo perché Stephen King doveva rifarsi la veranda:
poi questo perché Ridley Scott doveva rifar fare la veranda a Gianina
e poi la versione seriale di quell'altro genio del male che in confronto Max Cody è un angioletto, parlo di J.K. Rowling ovviamente:
(dire che non vedo l'ora di vederlo sarebbe dire una bugia).
Ma in Italia Max Cody e gli altri chi li farebbe? Chiediamolo all'AI! 
Be'. Che dire se non:
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(OH! Ma vi siete accorti che durante la mia assenza è successa questa cosa dell'AI? Madonna se c'era prima, sa quanto ci divertivamo a distruggere l'ambiente per fare le foto Miyazaki di ChickenBroccolo. Ma come avete visto siamo in tempissimo.)