| Vorrei un'intervista all'intimacy coordinator del film. |
la dovete prendere come una boutade, un grammelot, sì insomma 'na cazzata.)
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La fine di Oak Street
Trama: T-Rexspotting
Posso dire.
Sono contento.
Sono contento di vedere che le cose non sono cambiate. Rispetto a cinque anni fa (quando ho scritto il mio ultimo post vero qui, che poi ho trasmigato su IG e poi su TIKTOK ma poi rieccomi, perché si torna sempre dove si è stati così così) proprio non è cambiato nulla: entusiasmo al primo post e poi nel giro di 4 post tracollo delle visualizzazioni e io che già mi chiedo AAAAHH COSA DEVO FARE PER FARMI NOTAREEEEE! METTERMI A BALLARE VESTITO DA SCIMMIETTA?!

Ah che bello, sapere che non è cambiato nulla.
Invece uno molto cambiato è David Robert Mitchell, uno che doveva fare le cose horror migliori del mondo, almeno era quello che ci aspettavamo dopo un (quasi) esordio come It Follows, il film che diciamocelo, ha creato l'elevated horror, in quell'epoca dove James Was e Oren Peli se la giocavano a fare gli horror milionari per normie che volevano i mostroni alti alti o gli horror telecamerina con mille jump scare, It Follows è stato il capolavoro che non ci aspettavamo, che si era anche guadagnato un poster illustrato dei miei, che mi è rimasto impresso per anni e anni, che se posso dire, anche gli mangia in testa ai vari Smile (praticamente un remake non autorizzato) o Obsession (anche se questo è bello per davvero).
E cosa ci fa Davide Roberto dopo aver droppato (parlo sempre giovane, lo faccio per il mio pubblico) il filmone della vita? Fa un film misconosciuto e noioso col peggiore degli Spiderman e poi sparisce, fino a questo suo ritorno, un film che potremmo intitolare Desperate Dinowifes.
America, primi Anni 80 (e infatti pieno di strizzate d'occhio a noi boomer con ragazzini in BMX, bulli che ti vogliono menare, stanze piene di poster, insomma non è che un film viene prodotto da JJ Abrams a caso, EH!), una famiglia della Casa Bianca (il corrispettivo americano del Mulino Bianco), composta da Ewan McGregor cuor contento, Anne Hataway con le velleità da scrittrice (povera, se viveva oggi bastava che si autopubblicava su Amazon e TAC! sei scrittrice) e due figli in piena crisi pre- e post- puberale, vivono la loro vita tra BBQ e DDT in una tranquilla suburbia americana, quelle coi vialetti, le aiuole, le antenne paraboliche e i vicini che si salutano dall'altra parte della strada ma poi si odiano, insomma quei quartieri tondi che sembrano piccole cittadine a sé stanti, un Truman Show consapevole.
MA ECCO CHE ZACCHETE ARRIVA LO ZAMPINO, anzi lo zampone squamato, di JJ! Non è che uno inventa LOST e il multiverso Cloverfield a caso: una notte una tempesta di fulmini misteriosi trasporta l'intero quartiere nel Giurassico. Proprio come se una palla gigantesca di Explorers sostituisse il suo contenuto temporale: tutto quello che c'è nel 1982 viene trasportato nel Giurassico (NOTA per i paleontologi all'ascolto potrebbe o non potrebbe essere il Giurassico, non stiamo qui a fare i puntigliosi, che vuoi che sia un'era geologica rispetto all'altra, stamo lì), e viceversa.
Quindi la famigliola deve iniziare a fare i conti con Velociraptor che mordono, Pterodattili che volano, T-Rex che cacciano, Tartarugoni (nome scientifico eh) che controllano il traffico


ma invece esce un tacchino lungo due metri
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| WELCOME TO JURASSIC VIALETTO! |
Chiudiamo con questa cosa che ho deciso mi diverte tantissimo, ovvero (far) fare la nostrana versione dei film:




| Giao. |
| Emily ha l'uccello in faccia… |
| …mentre Josh tiene le corna. |

| Dottore è sicuro che la colonscopia ora si fa così? |
Cape Fear
| (si dice che la cosa non fosse prevista e che DeNiro improvvisò arrivando a colpire la cinepresa. Che belle queste storie, vere o false che siano.) |

