lunedì 27 aprile 2015

CB ANTEPRIMA • Cobain - Montage of Heck

Cobain - Montage of Heck
Trama: Kurt Canta

Io contro Cobain non ho nulla, figuriamoci. L'ho scoperto tardissimo, ammetto che nei primi 90 non ero abbastanza grunge e depresso per ascoltare i Nirvana, al loro posto ero un po' glam e indiscutibilmente pop (questo lo sono rimasto, e ne vado fiero ti dirò) e quindi mi sentivo più roba che passava MTV, anche se in effetti passava anche i Nirvana ma io non me ne accorgevo.
Poi certo, sono arrivati anche i Nirvana, che alla fine sono stati davvero così importanti, hanno davvero cambiato così tanto le carte in tavola (anche se all'epoca non avevo neanche bene chiare quali fossero, queste carte in tavole, e non le ho chiare neanche adesso, la musica - fa brutto dirlo - è sempre stata qualche gradino sotto il cinema. Di quello invece ho sempre avuto le carte chiarissime sempre, anche qualcuna nella manica) e sono arrivati con l'ascolto massivo di questo:

E, ovviamente, di questa:

ah no volevo dire questa:

Ma ecco, non posso dire che Kurt Cobain abbia rappresentato per me un modello, un mito, e di conseguenza la sua morte una tragedia, al netto della tragedia intrinseca che è il suicidio di uno di 27 anni, intendo tragedia tipo fan in preda a crisi isterica che da quel momento in poi va a mettere un fiore sulla tomba ogni anno con sotto delle poesie scritte male.
Come mi pongo di fronte al primo documentario ufficiale sulla vita di Kurt, quindi? Visto che mi ero visto bene anche dal vedere il film di Gus Van Sant, o qualsiasi altro special sul gruppo? Mi pongo con quel misto di curiosità e interesse che meritano sempre i documentari, soprattutto quelli che, come questo, regalano tanti momenti fuori dalle telecamere del protagonista, e pieni di filmati amatoriali, con il protagonista ripreso sin dalla tenera età dai genitori (siano benedette le telecamerine di una volta, che regalano a tutto quella patina triste e nostalgica che fa subito lacrimuccia, chissà come saranno i documentari tra vent'anni, quando tutto sarà in alta definizione iPhone o passato sotto filtro Instagram), poi via via verso la strada del successo, della droga e soprattutto di Courtney Love che vi giuro è uno degli essere viventi più malsani e fastidiosi che siano mai stati creati, sembra un personaggio scritto da uno sceneggiatore, manco troppo originale.
Ecco, tutta la parte iniziale, con Kurt bambino, poi adolescente, poi primi concerti, l'arrivo (e la conseguente negazione) del successo, è interessante, molto, perché i filmati d'archivio lo sono, anche senza voce off a spiegarceli, basterebbero quelli. Il carico comunicativo di un personaggio come Cobain basta da solo, e avanza pure, la contrapposizione di quel biondo angioletto fuori e il gorgo di paranoie e depressioni dentro fa tutto il lavoro.
Poi arriva Courtney, e tutto si tinge di toni esagitati ed esagerati, pose da grande rock star maledetta, fastidio, irritazione anche solo a sentirla parlare, o meglio biascicare, e accorgersi che - nonostante avesse terreno fertile nella mente paranoide di Cobain - la Love è stata parte integrante del processo di autodistruzione, primo propellente verso lo sparo finale. Una Yoko Ono malefica e mefitica, diciamo.
E sentirla parlare nella versione attuale, quella finto ripulita che ha sostituito le siringhe di eroina con quelle di botox (e che ha cresciuto una figlia che va in giro a dire "i Nirvana manco mi piacciono"), dà ancora più fastidio, perché il vero genio era lui, e guarda caso chi è sopravvissuta, per poi passare una vita a fare causa a quelli rimasti, a farsi altre rockstar a casaccio tanto per finire sui giornali, e addirittura avere l'ardire di tentare di fare l'attrice, è lei. Pensa che smacco.
Non sappiamo come sarebbe andata la vita di Cobain senza di lei, non possiamo saperlo, ed è anche vero che se vuoi davvero diventare una rockstar devi vivere l'eccesso, citando: Mozart= rockstar, Salieri= musicista, ma certo se c'era una persona cancerogena che Kurt poteva incontrare, quella era la Love.
Come sempre per le rockstar sorge anche il dubbio un po' morboso del "what if?". Kurt sarebbe diventato un Bono Vox qualunque? E lo sarebbero diventati Jim Morrison, Jimi Hendrix, Janis Joplin, John Lennon, via via fino a Amy Whinehouse? Cioè avrebbero esaurito la loro carica per diventare dei mestieranti del rock come molti altri, o peggio ancora protagonisti di reality? Non siamo qui a cercare risposte (anche se per me è un Sì...), siamo qui a dire che vedere Cobain a casa sua, strafatto, che tiene in braccio una neonata e non riesce a stare sveglio, mentre quell'altra, più fatta di lui, cerca di tagliarle i capelli, dà molta inquietudine, un bel po' di schifo, tanta rabbia e ti fa pensare "Ma che cazzo. siete delle fottute rockstar, ma che è 'sta cosa della depressione, ma non vi pare di sputare senza rispetto nel piatto che i vostri stessi fan riempiono a ogni concerto e a ogni album? Ripigliatevi cristo santo. Mi sa che manco mi fate troppa pena."... certo non fosse che sono proprio quelle vite estreme a fare diventare rockstar, le rockstar.
Nel film non appare Dave Grohl, probabilmente da anni dimentico della sua vita precedente nel nirvana, appare invece l'altro e sembra un contabile in pensione (sempre per rimanere in tema), e appaiono i genitori di Cobain, entrambi preoccupati di sembrare i genitori più pacati del mondo quando, almeno da quanto si capisce, sono loro ad aver creato le basi per quella insicurezza cronica che Kurt si portava dietro.
Insomma c'è poco di raccontato nel documentario, è più un'esposizione abbastanza superficiale e un pochino edulcorata, sebbene non ci siano rose e fiori, al limite spade e sputi, di quella che fu la vita di Cobain.
Validi, ripeto, i filmini di famiglia, fastidiosi invece quelli della coppia Cobain-Love; ci sono delle sezioni animate carine ma tutto sommato inutili e c'è molta motion graphic, scritte che prendono vita su quaderni computerizzati, usata per raccontare il diario di Kurt, che a leggere quello che scriveva, non fosse stata una rockstar maledetta, lo avrebbero internato e riempito di tranquillanti a vita.
Il documentario è lungo, forse troppo, e capisco che forse bollarlo con un Broccolo è un pochino spietato, forse non lo meriterebbe, ma è lontano dall'avere quella potenza che i bei documentari sanno e devono avere. Rimane, quello sempre, una gran tristezza per come sono andate le cose. Tutte le cose.
Ma noi siamo qui a parlare di rock mentre in giro per l'Europa c'è una persona che sta facendo una cosa di una bellezza esaltante proprio! È l'amica Pistrice, che ha chiamato a raccolta - come fosse un megafestival Illustrapalooza - tantissimi artisti superfichi per fare un crowdfunding (da quanto non sentivate questa parola, eh?) per un libro di illustrazione e rock strasghicissimo (se ero fico e mi fossi sentito i Nirvana nel 1992 avrei usato un aggettivo più adatto, invece io uso sghicio, ok?). Si chiama Rock Motel
In pratica ogni illustrazione è una stanza di un immaginario motel delle rockstar (mi piace quando uso cento parole per spiegare qualcosa che si capiva benissimo dal titolo), ci sono tutti, sì, pure Kurt e Courtney e queste sono alcune delle illustrazioni che ci sono dentro. Grande grandissima la line up, da Ale Giorgini a Martoz a Davide Saraceno a Irene Rinaldi e mille altri che conoscete pure perché amano pure il cinema, oltre la musica. Ecco un po' di anteprime:
Non aspettate oltre, andate ORA ad ordinare la vostra copia su Ulule, che è quella cosa che dovreste conoscere a menadito visto che ci avete già comprato il CB Mag. Altre belle cose sul tumblr del progettoIt's only rock'n'illustration but i like it.

venerdì 24 aprile 2015

Avengers! Unti! 2!

Avengers - Age of Ultron
Trama: Vendicattori

Mettiamola così, Age of Ultron è il cinecomics perfetto.
Detto questo potrebbe sembrare che superfelicità e ultranerdismo sprizzino da tutti i pori della mia pelle e che non ci sia nient'altro da dire, se non andate di corsa a vederlo che è lo zenith del modo di fare cinecomics in casa Marvel, niente è meglio di questo.
Eppure il voto positivo e tutte le belle parole che si possono spendere per queste due ore e mezzo di roboante super-azione sono come leggermente inquinate da una fastidiosa sensazione, niente di grave, un piccolo rush, un prurito che ancora non dà così tanto fastidio, ancora non preoccupa, ma c'è (se vede che vengo da un mese de medicine, analisi, ospedali ve'?).
Age of Ultron è talmente perfetto, ma talmente perfetto, che si fatica tantissimo a trovarne l'anima. Ecco, l'ho detto.
Sia chiaro, non sono per quei discorsi "brutto ma bello", per le menate "gli perdono i difetti perché lo rendono umano", no no, io sono per la ricerca della perfezione, sono per la follia cieca di fare le cose certosine finché non vengono migliori di tutte le altre, sono per la fatica (ovviamente tutto questo vale per le cose che fanno gli altri, quando le faccio io è tutto una caciara... per fortuna essendo io quasi divino mi vengono perfette senza fatica... giusto?), ma in Age of Ultron ogni singolo minuto, ma che dico minuto, posso addirittura parlare di ogni singolo secondo, mi è sembrato cesellato fino allo spasmo, costruito con la necessità (quasi ansiogena) di essere... appunto... perfetto. Ogni. Singolo. Secondo. di film.
E due ore e venti sono composte da tantissimi secondi.
La sensazione imperante del film è la stessa che danno le schermate dei panel che illustrano i progetti di casa Marvel, o della Disney,da qui a tutti gli anni che verranno:
Una pianificazione perentoria, inarrestabile, quasi totalitaria, una marcia che passa sopra gusti e preferenze e anzi le detta senza ascoltare il fan, sembra essere arrivato il punto in cui non si fanno più film perché piacciono al pubblico, ma si dice al pubblico quale film deve amare. O ti sta bene o ti sta bene.
Non è una bella sensazione. Un po' tipo così:
Sono io che esagero? Che ho visto più di quanto avrei dovuto vedere? Sto diventando un grillino della critica cinematografica che tra un po' dopo la cospirazione dello studios inizierà a parlare di scie chimiche che viaggiano sopra la testa degli spettatori attraverso il fascio di luce del proiettore? Possibile!!!11!! Sta di fatto che questa scena:
Per una questione di pochi giorni non era questa scena:
Ad Age of Ultron manca di quel cuore divertito che fino ad ora ci ha fatto amare così tanto i cinecomics Marvel, che ci fece gasare come ragazzini al primo Avengers (erano tutti insieme!). Secondo me questa impressione mi era cominciata a venire durante l'ultimo Cap America, qualcosa che non ti sai spiegare molto bene, ma che ora ha preso la forma definitiva.
Non parlo solo di saturazione - che esiste e c'è, stanno veramente dando fuoco alle polveri coi cinecomics, ormai ne esce uno al mese - parlo più di avere in sede di sceneggiatura e regia, un'enorme (ENORME) spada di damocle appoggiata sul capocollo, e sentire che non puoi sbagliare nulla.
Poi certo, Whedon non sbaglia nulla, e questo è un grande merito. AoU è un film a cui non puoi dire nulla di niente neanche a volerlo: regia perfetta, sceneggiatura calibratissima tra momenti Hulk (che sono quelli dove gli eroi prendono a pizze le persone, i robot, i palazzi) e momenti Banner (che sono i momenti in cui gli eroi fanno gli intimisti, affrontano i loro problemi di eroi come ad esempio dover buttare via un paio di pantaloni ad ogni trasformazione o avere i capelli unti tutto il tempo). Insomma per trasformare questa foto:
nel film che vedrete ci vuole polso, coscienza, visione (non l'eroe, ma anche) e talento, e lui ne ha tantissimissimo.
E poi ovviamente ci sono i momenti Stark, che sono quelli che fanno ridere. Anche questa cosa delle risate mi ha fatto storcere un pochino il naso. Ero circondato da ragazzi ventisomething, dal fare anche abbastanza fighetto (quindi no nerd occhiale e penna nel taschino come ci hanno insegnato i film), e, vi giuro, ridevano a crepapelle ad ogni singola battutina sarcastica di Iron Man, ogni sparata ottusangola di Thor, ogni singola cosa scroscio di risate, tanto che per un attimo pensavo che agli Avengers si fosse unito anche Mister Bean. Abbiamo quindi sdoganato anche il nerdismo? Nel senso che prima nerd=sfigato, poi nerd=figo, adesso figo=nerd? Interrogarsi!!!11!
Io ho riso a questa:

Comunque, oltre a questo raschietto in gola un po' fastidioso ma poi alla fine te lo tieni non è che ci puoi rompere l'anima co' 'sto raschietto tutto il giorno e guardate 'sto film che è pieno di cose FICHE, perché il combattimento Hulk-Hulbuster è pazzesco
La torre degli Avengers è il luxury loft dei sogni e secondo me Ultron rosica soprattutto per quello.
Quasi tutti i personaggi nuovi sono fichissimi, con un Visione che vince a mani basse qualunque cosa
mentre purtroppo Quicksilver esce sconfittisimo dal paragone con la versione di X-Men; ma proprio sconfitto forte, a parte il becero product placement delle scarpe da ginnastica, è vestito come uno che fa jogging al parchetto e la sua supervelocità si limita a un effetto sciablu di poco conto

Scarlet Witch combatte con Vedova Nera per il superpotere di chi ha le tette più belle.
E poi vedere un cast del genere in un solo film è un sogno bagnato per chi come me va in palla quando ci sono quelle cose di tutti gli attori insieme come che ne so certe copertine di magazine o la foto di tutti i candidati all'Oscar che fanno ogni anno.
Per non parlare delle comparse, da Idris Elba asgardiano a Don Cheadle a Falcon a Stellan Sarsgard (come si scrive?), dal solito Stan Lee al grande Andy Serkis per una volta in faccia e grugno
Forse la verità è che non ho capito molto bene Ultron

mi è piaciuto il fatto che si autopotenziasse di versione in versione (rispettando così le varie versioni che ha avuto nei fumetti), ma il suo misto di crudeltà meccanica (ennesima Intelligenza Artificiale dell'anno) e buffoneria starkiana (non a caso è una sorta di "figlio", anche se nella realtà lo crea Ant-Man, giusto?)

 insomma un misto tra il Generale Grievous di Star Wars (a suo modo shakespeariano) e Louie (!), ecco forse non proprio un grandioso cattivone. Forse perché 'sti robot hanno anche un po' scassato la uallera. Chissà come sarà Thanos.
Intanto, come sappiamo, la Marvel continua imperterrita la sua corsa ai nostri portafogli, con millecento film, tutti pronti in batteria, tutti definiti, tutti contrattualizzati, tanto che - cose che non smette di stupirmi - AoU è uscito da due giorni e già leggo tutti rumors e spoiler di Cap America Civil War e di possibili film stand alone, da quello su Hulk (mammagari) a quello su Vedova Nera. Per non parlare di quanto se lo meriterebbe Hawkeye che in questo film è praticamente più protagonista di tutti gli altri, il che è bene perché Renner ci piace tanto
Mi sembra però che qui ci si scordi l'unica vera e più meritevole agente (poco super, ma molto bona) che meriterebbe non uno, non due, ma dieci film solo per lei, Maria Hill/Cobei Smulders può anche non fare nulla, anche solo stare lì a togliersi i vetrini dai piedi come in una scena di AoU che sbem, palate di sexytudine. Pim Pum Pam
Già ci sono alcune idee per la piega ch potrebbe prendere il film proposte dalla sempre sobria gente di internet:
BONUS:
Questi sono gli Avenger tutti insieme che fanno i cretini in TV

Questa è la reazione di Whedon al trailer di Batman v Superman:
Queste sono alcune delle illustrazioni per una mostra di illustrazione (!) dedicata al film, che ovviamente fanno in America quindi ciao:
E questa è una gif scema e basta:

E questa è una cosa bellissima che capirete solo dopo aver visto il film:

giovedì 23 aprile 2015

Pupù 7tiè

Il settimo figlio
Trama: Dungeon & Scemon

Ci sono certi film, brutti, che danno una certa soddisfazione. Perché sono così brutti, ma così brutti, che alla fine vuoi vedere dove arrivano, ti chiedi come hanno potuto davvero arrivare alla fine, voglio dire, a girarlo, montarlo e distribuirlo pure. Com'è possibile che in una qualunque delle fasi di lavorazione qualcuno non si sia alzato e col megafono alla bocca non abbia urlato "DAI BASTA RAGAZZI SI TORNA A CASA. ABBIAMO GIOCATO. CHE STAMO AFFA', NUN CE PIJAMO PER CULO STAMO AFFA' NA MERDA. DAI AMICI COME PRIMA." e abbia messo fine allo scempio.
Ecco, Il settimo figlio è uno di questi film, ad oggi il peggiore (o quantomeno sul podio) film del 2015.
È un fantasy al 100%, proprio con draghi, troll, maghi, streghe, magie... tutta roba portata in auge col Signore degli Anelli, circa quindici anni fa, ed è tutto brutto. Non c'è una singola cosa che si salva.
Tralasciando la storia ridicola, soffocata dalla voglia palese di farci una serie (non succederà mai, qualcuno ha visto i sequel di Eragon? Di Stardust? Della Bussola d'Oro? Ecco...), gli effetti speciali plasticosi, il protagonista col carisma di una macchia d'olio su una salviettina di McDonald's

quello che fa pena davvero sono i due attori con un certo nome e due oscar che si sono letteramente abbassati a dire, fare e indossare cose buffonesche.
Jeff Bridges (non che sia esente da cazzate, anzi ultimamente ci ha fatto il callo, basta pensare a questo o questo) e Julianne Moore (Julianne, ma come te sei ridotta...) sembrano quei vecchi che usano Facebook, ci stanno, lo usano, ma tu li vedi che sono di un'altra epoca, che ci stanno scomodi, che provano a fare un po' i giovani ma proprio non ci riescono, it's anagrafe dude. Jeff truccato strano, Julianne cattivissima, entrambi ridicoli, imbolsito il primo, arcigna la seconda. Tutto intorno il nullo.
Un film orribile. Dove anche alcuni sprazzi di possibile divertimento e interesse come quel paio di mostri tirapiedi della strega che appaiono verso la fine

sono relegati a due tre minuti di inutile caciara, insomma manco riesci a vederli bene.
Invece vedi bene il make up da Teomondo Scrofalo di Jeff 

e le smorfie sceme da cattivona di Julianne

ritrovarli insieme dopo questo 

(anche se non sono un amante del film) fa la sua impressione, negativa ovviamente.
Ho dato un'occhiata ai side-project di Jeff e Julianne, perché come sapete diventare attore di Hollywood ti costringe anche a fare altre mille cose creative tipo essere fotografo, scrittore, cantante, pittore, fumettista o la qualunque tanto ti fanno fare il cazzo che vuoi sei un attore di Hollywood. La cosa assurda che almeno il 50% delle volte, questi attori, sono bravi pure nei loro side-project (voglio dire, Jared Leto fa sicuramente più soldi come rock star che come attore).
Allora Jeff ha questo sito, bello, personale, tutto scritto da lui, si vede l'impegno, dove raccoglie tutte le foto che si fa da anni su tutti i set. A parte che possiamo dire abbia inventato le selfie, ma il risultato è davvero interessante. Eccone alcune prese da Iron Man, RIPD, Tron Legacy e True Grit. A me piacciono.
Le altre sono nel sito.
Mentre Julianne, lo avevamo già visto, si è data a me alla scrittura per bambini, e ha tratto da una faccia realmente esistita (la sua) le storie di Freckelface Strawberry, sta roba qui:
Ovviamente successo, musical e lei che fa i reading alla Casa Bianca (!):

Se faceva una playlist su Spotify poteva aprire anche il party di Obama.
Non mi risulta che Jon Snow, che fa la sua apparizione nei primi minuti del film, facendo la solita figura da demente

abbia side project di rilievo se non non sapere nulla e fare video scemi: