mercoledì 28 gennaio 2015

Pathetic Mr. Foxcathcer

Foxcatcher
Trama: L'altra feccia della medaglia

Ragazzi. Mi sembra chiaro che io e voi non ci stiamo capendo. 
Ve lo dico più lentamente, cercate di stare un attimo concentrati.
Voòi.
Staàte.
Eèsageèrandò.
Parlo ancora dei bio-pic. Dai ragazzi, un po' di attenzione.
Ma davvero non avete più idee? Dai che siete tanti e che se vi impegnate lo so che potete fare di più. Spremete un attimo le meningette e smettetela di sfogliare le riviste e i quotidiani più o meno datati per trovare gli spunti di vita vera che potrebbero diventare un film.
Questa cosa dei bio-pic vi sta davvero, ma davvero, sfuggendo di mano.
Io lo so che ci sono tanti tipi di bio-pic, vediamoli un attimo. Prima di tutto devi scegliere di chi raccontare la vita. Tre possibilità: 1) Il famosissimo 2) Il protagonista del fatto di cronaca/prima pagina 3) Lo sconosciuto.
Poi devi scegliere quale parte della vita vera devi raccontare. Ci sono quelli che iniziano col giovane e finiscono col vecchio, tutto intorno la Storia (un nanetto pelato libera l'India dalla schiavitu? Facciamone un film!), poi ci sono quelli che raccontano solo una parte della vita (del famoso più che altro, gente che ne ha viste tante, non stavano in un film solo), poi ci sono quelli che magari raccontano la vita di qualcuno che era molto vicino al protagonista, una scusa per parlare di uno sconosciuto e di un famosissimo al tempo stesso (il maggiordomo della casa bianca? Facciamone un film!). Poi ci sono quelli che raccontano il micro per raccontare il macro, quindi vita vera del singolo ma come icona di una città/società/vittime di tragedia (una famiglia investita da uno tsunami? Facciamone un film!). Poi ci sono quelli che raccontano il fatto in sé, che magari è sconvolgente e/o eccezionale anceh se dei singoli protagonisti anche sticazzi (ragazzi che precipitano sulle Ande e iniziano a mangiarsi tra di loro? Facciamone un film!).
Queste regole - proprio come fossero gli elementi dello Schema di Propp per le fiabe - si mischiano e intercambiano e creano dei veri e proprio sotto-generi del genere bio-pic.
E questa è la famosa bio-pic-diversità.
Dall'inizio di quest'anno è un proliferare infernale di bio-pic. Ne avrò visti 10 e se guardo un attimo quelli che mi aspettano a stretto giro ne vedo, e vedrò, almeno altri cinque o sei.
Stando allo schemino di cui sopra, Foxcatcher è: semi-famosi + fatto di cronaca (nera) + porzione di vita; in pratica - volendo rimanere in ambiente crimine + sport - un passo in più rispetto a Pain & Gain (perché i protagonisti erano più celebri, uno un riccone famoso per la ricconaggine, gli altri dei campioni sportivi, ma che alla fine sono tutti comunque finiti nel dimenticatoio sia biografico che sportivo), ma un passo decisamente in meno a un possibile bio-pic su O.J. Simpson o Pistorius.
Ma com'è questo Foxcather? È uno di quei film di cui è più interessante parlarne che vederli, perché quello che circonda il film a livello produttivo, interpretativo e storiografico è più interessante del film stesso. E per me è comunque un merito, anche se per molti il film deve valere al netto di ogni cosa che lo circonda, non dovrebbe esistere nulla fuori dal fascio luminoso proiettato.
Sul fronte attori le interpretazioni sono molto, molto buone, Carell versione Pinguino che - complice un make-up pesantissimo ma davvero ben fatto, con quel naso pinna
i denti da furetto
dà una botta di cattiveria alla sua intera carriera (nonostante sia un supercomico - che a me fa riderissimo, tipo quando fa quella cosa delle braccia finte:

 - non è nuovo a parti lontane dai suoi soliti deficenti... è stato già molto stronzo qui, malinconico qui, e poi comunque già lo è stato cattivissimo e col nasone

ma per una volta è proprio la negatività energetica fatta persona.
Poi c'è Mark Ruffallo versione Orso Yogi (di stazza e di pelo), entrambi candidati all'Oscar (probabilmente finiranno tra le fila degli sconfitti), ma soprattutto c'è l'ottima, ottima interpretazione di Channing Tatum, peraltro l'unico non candidato e a dire la verità molto più meritevole, sicuramente di Ruffallo (e Farell è comunque aiutato da make-up, bravo ma già presentarsi sul set con quel cerone in faccia aiuta, dài ammettiamolo, ti cali nel personaggio più facilmente). Certo, dite che fare lo sportivo col cervello da nocciolina e le guance da padrino gli riesce facile per manifesta scimmionitudine?
Secondo me no. Channing mi piace. Senza se e senza ma. C'è tutta questa pletora di nuovi attori muscolari ma anche bravi che sono un po' una nuova classe dirigente di hollywood. Se ci pensi negli anni 80 e 90 i campionissimi del fisico (Arnie, Sly e compagnia muscolosa) non erano certo considerati bravi attori, bravi nel senso di Bravi. Lo stesso Bruce Willis sempre considerato un cane, nonostante abbia lavorato coi grandi e abbia fatto gran belle interpretazioni. Ora invece ci sono questi manzi che guarda caso sono anche capaci a recitare. Qualche nome oltre a Channing? Bast che pensi a Thor o a Hardy.
Questo Foxcatcher racconta la storia di questi due fratelli wrestler (ma non come Hulk Hogan eh, si tratta di lotta greco-romana), campioni mondiali e anche olimpici, questi due bei personaggini dalle facce sveglione
che vengono praticamente prelevati dalla loro vita di allenamenti e suburbia da un riccone, Du Pont, rampollo sociopatico della più ricca famiglia d'America, appassionato di birdwatching (!), latente omosessuale (anche se la discussione è aperta, nel film c'è una scena tra l'esplicito e l'implicito, questa, che ha sollevato un polverone, anche se i cervelli in campo sono palesemente mancanti di qualche sinapsi), autoproclamatosi allenatore e mecenate di lottatori greco-romani (ma americani, non sia mai che la vena patriottica si esaurisca), ma più di tutti pazzo rosicone; Du Pont li assume nella sua squadra, li allena, li vessa psicologicamente, e poi per non farsi mancare nulla, uno dei due lo ammazza pure in uno sbotto walterwhitesco di purissima rosicata.
Il fatto salì ovviamente alla cronaca, anche se dubito che fuori dal continente americano qualcuno se lo ricordi davvero (correva l'anno 1988, io personalmente ero tutto preso a doppiare la mia collezione di film in VHS da SP a LP così da avere non due ma 4 film nelle cassette da 240).
Il regista del film è lo stesso di Capote e Moneyball, uno che col bio-pic ci sta costruendo una carriere onorevole. Un giorno forse faranno un film su quel regista che faceva solo biopic famoso per far candidare sempre i suoi protagonisti all'oscar (Seymour-Hoffman, Pitt-Hill, ora Carell e Ruffalo). Se uccidesse qualcuno dei suoi attori mentre gira un film sarebbe un film interessante. Lo potrebbe girare lui una volta pagata la cauzione.
Il suo stile si adatta bene alla massiccia mole dei protagonisti, è tutto un po' statico, la minaccia è immanente. C'è una continuità nei suoi film, non ci sono vezzi di regia e le sceneggiature sono sempre un po' sommesse, ma la densità è quella giusta.
Ora, non che Foxcatcher sia un grande film, sicuro più lento dei precedenti e con qualche mancanza di troppo in quanto a empatia. Ma rimane una visione laterale e quantomai interessante rispetto all'idea imperante del bio-pic americano contemporaneo (ma anche passato, del bio-pic in generale va) che vuole le emozioni lanciate fuori dallo schermo come fossero oggetti contundenti durante un film horror in 3D mirando (il più delle volte) ai condotti lacrimali dello spettatore

E l'esempio horror non è poi del tutto campato in aria, perché se c'è una cosa che davvero riesce a fare Carell con la sua maschera di lattice è mettere ansia, a tratti paura, come si dice: è creepy. Potrebbe tranquillamente essere un boogyman, il suo protagonista, ma invece di uomo nero, è uomo da nera
Gli elementi ci sono tutti: speranze tradite, amicizia che forse è amore, invidia, sentimenti oscuri e alla fine la ciliegina sulla torta, l'omicidio. E visto che secondo me sono sempre più interessanti i bio-pic sull'anima nera dell'uomo piuttosto che i soliti "un inno alla vita", "un'emozionante storia vera", "un'incredibile inno all'emozione della storia vera", Foxcatcher, che invece è "una non tanto incredibile storia nera", mi è forse piaciuto più di quanto avrebbe dovuto. 
Foxcatcher non è un film sensazionale e non la cerca neanche la sensazione, ma ha un trittico di attori davvero in palla, anzi in tuta
Tre che non ti aspetteresti di vedere funzionare così bene insieme. Non ci stupiamo del fatto che siano tre attori capacissimi sia nella commedia che nel drama, ma un drama così nero rimane comunque una sorpresa.
PEr il fandom clitorideo si vede tutto il tempo Channing Tatum in un ridicolo costumino adamitico e delle pose da manzo ottuso che in confronto il Tom Hardy di Warrior (un'altra storia di fratellanza e botte da orbi) è un professore universitario:

Certo comeho detto è probabile che quella faccia così sveglia non gli venga poi così difficile., però dispiace lo stesso perché secondo me ci sperava proprio, se poi pensi che siete tre e i due accanto a te se la sono beccata, la candidatura, c'è da rimanerci leggermente male. Ma sono attori e sono sicuro che la reazione sia stata di somma felicità per i compagni d'avventura

Sempre per le ragazze c'è Mark Ruffalo che si è allenato fortissimo e c'ha un corpo così massiccio (anche perché non distribuito sull'altezza di Channing) che per fare il prossimo Hulk forse non gli serve più il computer
Non vi piacciono le tutine alla Borat del wrestling? Be' di sicuro meglio di alcune foto che i tre protagonisti hanno fatto ultimamente, soprattutto nel reparto scarpe, ragazzi miei
Comunque a me Ruffallo anche se si fa le foto buffone mi sta simpatico, proprio a pelle, mi sembra un tipo alla mano...
C'è una cosa che Foxcatcher poi insegna oltre al fatto di non farsi comprare dal primo multimiliardario che passa che viene da te e vuole fare il mecenate con il tuo duro lavoro (sai a quanti multimiliardari che volevano comprare ChickenBroccoli e farlo diventare il più importante sito di cinema del mondo a suon di bigliettoni nelle mie tasche ho già dato picche? Lo sai quanti? Sì infatti, zero.)... insomma la cosa che insegna - soprattutto se messo di seguito a quello di ieriè NON SPOSARE MAI SIENNA MILLER! Nonostante lei ti si presenti così:
NON SPOSARLA! Altrimenti poi arriva qualche pazzo sbiellato che ti spara. E sono già due in due giorni, per dire eh... A parte questo la sua presenza è una delle più accessorie che io ricordi, ai limiti del cameo.
Insomma i bio-pic. Questo genere che sta diventando praticamente il Cinema di Hollywood. Certo è vero che quando un bio-pic è finito - e finiscono tutti, ma proprio tutti, con le scritte di che fine hanno fatto i personaggi, e al 90% ci mettono pure la foto dei veri protagonisti - ti viene proprio voglia di vedere i veri protagonisti nella verità. Con roba tipo Social Network o Jobs non ti serve andare a cercare su youtube, invece quando si tratta di film alla Foxcatcher non è male vedere com'erano, rende tutto più "strano"

Non si può dire che il tipo stesse proprio centrato eh. Non fosse altro per quelle tutine.
Un po' di illustraposter più o meno ufficiali:
Ehy! Stanno preparando la versione più adatta alle corde comiche sia di Channin che di Steve:

martedì 27 gennaio 2015

C'è chi centra il bersaglio e cecchino

American Sniper
Trama: Bad day Cooper

Ragazzi. Ve lo ripeto. Questa cosa vi sta veramente prendendo troppo la mano.
Parlo ancora dei bio-pic ovviamente.
Siamo alla saturazione totale e non è colpa mia che mi vedo solo quelli (scarica i barili, non solo i film, lo fa CB). E dire che molti ultimamente ne ho anche evitati di proposito tipo quello su Jimi Hendrix o su Grace di Monaco, qualcuno l'ha visti quelli? No eh?
Insomma adesso si sta creando questo sottogenere biopic, l'istant-bio-pic, cioè questa cosa di fare film di vite di gente viva o morta appena qualche mese fa o di gente vecchissima ancora vive che muore durante le riprese (ne parliamo dopo-domani di questo, anche colpa di Angelina). Che comunque è una pratica molto diversa dal fare un film da una storia vera che però nessuno conosce eh... molto diversa.
Ultimo in ordine di istant-bio-pic è questo film di Clint Eastwood. Che comunque lasciatemi dire che io non ci credo più che li gira lui, nonostante le foto da Gunny che se sbagli la scena ti fa fare cinquanta flessioni signorssissignore!
Ok che pure se è vecchietto è sicuramente più coriaceo di me che ho un terzo dei suoi anni e probabilmente morirà urlando a qualcuno "falla come dico iooohaAHhouccisoilmiocuoreho vintoio", ma mi sembra che ultimamente appioppino a Clint la regia di film di cui non si parla come progetti suoi (basta pensare a quello di qualche mese fa sui cantanti mafiosi) ma più perché serve dire che c'è a regia di 
Questo AS, si sa, è un film fortemente voluto da Bradley Cooper che adesso VI PREGO ditemi da quando esattamente Bradley è diventato un attore da candidare agli oscar TRE ANNI DI SEGUITO. Dai ragazzi, ma che davvero?
Peraltro questa volta in un film meno che medio, intriso del peggior americanismo che si possa trovare negli angoli reconditi dell'america più guerrafondaia e ignorante che ci sia, proprio quella degli analfabeti coi pickup e il gilet di piumino arancione e le scarpe CAT gialle, America che evidentemente ha molto in comune con Italia visto che AS è stato uno dei maggiori incassi in italia degli ultimi tempi e praticamente per un lungo periodo ha fatto più soldi da noi che lì, poi anche lì ha fatto cento milioni di soldi e non per meriti cinematografici ma perché evidentemente vogliamo tutti sparare nel culo agli arabi.
Dunque il film parla di un bovaro americano col cervello di nocciolina che dopo l'attacco alle Torri Gemelle decide di andare a sparare agli arabi, si arruola e si innamora della guerra che è bella anche se fa male e ogni volta che torna a casa, nonostante abbia ad aspettarlo Sienna Miller - che intrisa di americanismo pure lei relega la sua solita bellezza, questa
ad una scialberia imbarazzante e iperamericana grazie una sconcertante trasformazione in una scialba e ordinarissima e genericissima brunetta americana (l'unica conferma è quella di essere una pessima attrice) e un bambino meccanico a cui lo stesso Bradley deve muovere le mani per farlo sembrare vivo:
torna sempre al fronte perché l'adrenalina che ti regala sparare ai bambini arabi, vuoi mettere con scoparsi Sienna Miller.
Il film è proprio quello che ti aspetti: un filmato per invitare i giovani bovari americani a arruolarsi, che la volta scorsa non era andata come sperato, forse colpa di Uolberg.
Ma non è che poi dai film di guerra americani uno si aspetta messaggi di pace e le canzoni di John Lennon eh, mica dico questo, però magari farlo con più impegno. Tipo che ne so, Black Hawk Down era bello, anche se alla fine tifavi per gli americani.
American Sniper è proprio come la faccia di Clint Eastwood, non ammette repliche: Americani buoni - Arabi cattivi. Punto.
Ci sono così tante e tali smaccate forme di propaganda nel film che ci si stupisce che non sia stato processato a Bruxelles per apologia di fascismo e maltrattamente di neonati robot.
Ho poco da dire perché all'inizio volevo essere un po' fuori da quel coro di "ora siamo tutti pacifisti" che accusava il film di essere fascista, dicendo ma che t'aspetti da Clint e dalla storia del più famoso cecchino d'america? Insomma un cecchino diventa famoso solo perché ha ammazzato la gente, mica perché ha fatto tiro al piattelllo eh. È inutile che frigni, ti ci sei arruolate te mica io.
E poi volevo anche dire che c'è tutta una pletora di film sui supersoldati americani che sono banali perché anche se oltre alla storia dell'americano ti ci mettono sempre quella quota di arabi buoni per far vedere che la guerra fa male pure a loro che non si capiva perché tutti ce l'avevano così tanto con questo film.
Ma avevano ragione, qui non c'è neanche un arabo buono e non sono macchiette tipo il cattivo di True Lies, sono i terroristi arabi cattivi che meglio se ci mandiamo uno cento mille cecchini a sparargli a tutti nel culo.
La cosa scandalosa qui però è che questo film abbia mille candidature all'Oscar. Io lo so che gli oscar sono americanizzati e in fondo in fondo tutto un eating eating (magna magna) ma io conservo ancora quello spirito romantico di quando me li vedevo sveglio e se vedo una candidatura assurda mi incazzo.
Perché oltre al messaggio del film - che è: "Uccidiamo gli Arabi. Poi ci faremo dei film per scusarci. Ma prima uccidiamoli. Poi penseremo ai film. Con gli Indiani ha funzionato e nessuno ha detto nulla" - è il modo di veicolarlo quel messaggio che veramente fa venire il nervoso: tra reduci veri storpi messi alla cazzum per farci impietosire, scena finale con riprese dei funerali veri del tipo (già, il tipo è morto, lo scorso anno, e non in guerra come sarebbe più facile pensare, ma nel modo più stronzamente derivativo dal suo essere "eroe") con tanto di bandiere americani 9x15 metri attaccate a delle gru al passaggio del feretro, scene di guerra sabbiosa e la ridicola (ridicola!) nemesi cecchino arabo che manco un videogioco dei peggiori, American Sniper si staglia come il peggior esempio di patriottismo americano possibile.
Che poi lo sapete bene, io la sopporto la bandiera americana che sventola alla fine di molti film, la usa Spilbi come Bay, e per me va bene. Ma mi chiedo com'è possibile che una guerra come quella in Iraq abbia dato vita ad una tale quantità di film orrendi, o patriottici sbagliati, o noiosi, o solo banali. Sì ok Hurt Locker ma insomma, prendi il Vietnam. Quanti film hanno fatto BELLI (quando non Capolavori, leggi Apocalypse Now) sul Vietnam? Tanti. Dici che era la generazione di registi? Era l'humus sociale? Era lo spirito rivoluzionario che si viveva all'epoca? Certo, tutte queste cose, ma American Sniper è oltre alla bruttezza del superomismo americanoide più stupido. Oltre davvero. Ha fatto proprio centro nel più becero patriottismo odioso insostenibile.
E l'immeritato successo è la ciliegina sulla torta su una realtà invivibile come quella odierna: questo si è ARRUOLATO amici, non era un pischello che gli è arrivato il precetto a casa mentre cercava di mettere le mani sotto la gonna della ragazza in un drive-in masticando la gomma americana (ho visto da poco la mostra di Norman Rockwell, di visione americane ne ho fatto il pieno), questo ha deciso un giorno di andare a servire il suo Paese uccidendo la gente perché l'America è il meglio del meglio del meglio. Complimenti alla memoria corta di una certa (visti gli incassi del film probabilmente gran parte) America.
Per non continuare a dire che American Sniper è brutto e fascista e superomista e scritto anche male e recitato peggio da un Bradley cicciobombo che ci spera di prendere l'ennesimo oscar dato a qualcuno che fa una persona vera (Quante ce ne sono? quante? Una marea!) quando potevo semplicemente mettere questa foto e avevo detto tutto 
adesso faccio una bella lista di cecchini al cinema

Vabbé tanto l'avevano già fatto figurati...

lunedì 26 gennaio 2015

Turing Club

The Imitation Game
Trama: The Imitation Gay

Ragazzi. Parliamone. Questa cosa vi sta sfuggendo di mano.
Parlo dei bio-pic.
Se faccio il conto di quanti film di vita vera ho visto su grande schermo dall'inizio dell'anno non mi bastano le dita dei piedi (belle immagini, sempre dal vostro amico CB): scienziati, matematici, pittrici, corridori sopravvissuti, cecchini, uomini che dividono gli oceani (ah non è un biopic?).
Questo sulla vita di Turing è tipo il sesto, anche se in effetti il primo in ordine di tempo, uscito il 1°, visto il 1°, ma sarà il 3° di cui parlo, del 2° ne ho già scritto ne ho già scritto, il 5°, il 6° e il 7° arrivano proprio questa settimana. Numeri a parte l'andamento è chiaro: avete finito le idee.
Certo il bio-pic è sempre una buonaparata, c'è da sempre ed è un genere così vasto (vita, hello?) che regala talmente tanti spunti e personaggi che non si esaurirà mai, poi adesso che gli piace fare anche l'istant bio-pic potrebbero fare solo film di vita vera e non ci basterbbe una vita per vederli tutti. Tra un po' fanno un film pure sulla vita mia. 
Hollywood sembra diventata la programmazione delle fiction italiane.
Non trovate anche voi un pochino sconfortante che il fatto che praticamente 4 film su 5 - per esempio - candidati per migliore attore siano da vite vere. A me sì.
E poi c'è da dire che vi state impegnando proprio pochino ragazzi miei. Ce ne fosse uno di questi bio-pic che mi abbia davvero, ma davvero, entusiasmato (per non parlare di quelli che mi hanno fatto schifo, ma per quelli c'è sempre domani).
The Imitation Game non è brutto. Questo per nulla. Anzi arriverei addirittura a dire che è un bel film, se fossi un professore di matematica gli darei un bel 7+. Ma dio santo quanto siamo lontani dal concetto di grande Cinema non potete avere idea.
Ora, non dico che il discorso sia lo stesso fatto per, chessò, Il Discorso del Re (riassumendo per i pigri: film scritti bene, recitati bene, fatti bene, tutto bene sì ok ma dove sono i Capolavori? Mi pare proprio il compito del primo della classe a Scuola di Sceneggiatura in 10 Pratiche Dispense), ma ci si avvicina pericolosamente. Quindi bello, ma dannatamente poco coraggioso, quasi un oltraggio alla parola "occasione".
È bello da compitino 7+ questo film, ma non per merito suo. Il merito è tutto di Turing (ancora una volta) e della sua vita, un personaggio e una storia così dense che ci voleva davvero MOLTO impegno per fallire il colpo (impegno che invece è diventata missione in quell'altro film di qualche anno fa, Enigma, dove dell'omosessualità di Turing non v'era traccia).
Gli attori sono bravi, certo, e Benny Cumby è funzionale al tutto, con il suo background sherlockdisfunzionalholmesco che si adatta molto bene alla volontà di far apparire Turing un pazzerello sociopatico la cui antipatia non è data da spocchia o egomaniacalità (tipo me, per dire) ma solo perché il suo cervello pensa più velocemente di tutti gli altri e quindi è normale che poi non ci si capisce (sempre tipo me, per dire) e che si fa tutti gli schemini mentali (infatti mi pare sia anche troppo simil-sherlock, ragazzi...) e alla fine però è un essere umano e non una macchina, nonostante la faccia stramba
Quindi va benissimo Cumby, che se si fosse calmato un attimo da due anni a questa parte e non avesse fatto TUTTI i film che sono usciti (1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8... dio santo manco la Chastain quando era l'anno suo) correndo forsennatamente verso la sua prima candidatura (meritata? Mah, ti dirò...) forse ce lo saremmo goduto di più e forse sarebbe maturato meglio come attore. 
Vi dico l'impressione che ho di Cumby? Che sia spuntato un po' così ad Hollywood, che non abbia fatto la famosa gavetta, che non vuol dire per forza ritrovarsi nei programmi TV che ti fanno vedere di quella volta che facevi il ballerino di dodicesima fila dieci anni prima, ma anche solo fare meno film, sfalciando quelli inutili, e non fare quello che è arrivato Grande Attore. Ecco, come se avesse fatto il salto della quaglia e fosse arrivato Grande Attore senza passare per il via (come la Chastain, d'altronde...)
Inoltre a livello lombrosiano ci siamo poco:
Magari come particolarità di cranio ok, ma sopra è quadrato e sotto è lungo, vedi?
Quindi certo, ci piace e l'abbiamo osannato più volte (ma soprattutto per Sherly), però il rischio imbuto è ampiamente superato. Insomma già che fa il megapiacione SEMPRE e già fa i video autoscherzando sul suo stesso nome

ironizzando sui Tumblr a questo dedicatimi pare prematuro. Come fosse già una superstar al pari di Clooney o Pitt.
Tornando al film sono qui a dirvi ok, vedetelo, è bello, è tutto al posto giusto - tranne ovviamente Keira Scucchia Denti Sempre Più Storti Ma Non Me Li Rifaccio Perché Io Sono Mia Anche Se Mi Stanno Rovinando La Faccia Kneightley che sa anche qui rendersi insopportabile con le sue pose da "sto recitando. ehy guarda, sto recitando ora eh. recito." Inguardabile e la sua candidatura è uno scandalo bello e buono
ma il problema nasce nei posti che sono stati lasciati vuoti, quello è la nota stonata, il calcono che non torna, del film.
Turing è stato un personaggio così bello, profondo, complicato, imperscrutabile, a suo modo fantasioso (pensa a come si è suicidato... mangiando una mela avvelenata perché appassionato da sempre di Biancaneve) che le parti che mancano in questo suo bio-picompitino da 7+ sono proprio quelle più interessanti, le più profonde, le più tragiche, quelle che potevano regalare le emozioni più sincere. Parti che sono state palesemente o edulcorate (dove sono i seni che crebbero a Turing durante la sua cura ormonale?), o dimenticate (dov'è, appunto, la mela?), o modificate per il bene di una sceneggiatura che doveva essere perfettina (la macchina creata da Turing non si chiamava Christopher, come il suo primo e unico amore, un vecchio compagno di college, ma Bomba e/o Colossus); insomma se fanno scrivere la tua sceneggiatura a uno che ha scritto Pirati vs Ninja qualche stravolgimento puoi aspettartelo, magari ti sorprendi pure del risultato 7+, ma ti viene da pensare che se avessero messo la vita (e la morte) di Turing in mano ad uno sceneggiatore davvero profondo avremmo avuto di che gioirne per mesi. Qui invece esci dal cinema e ti chiedi quanto ti rimarrà del film sotto e sopra la pelle, arrivi all'angolo e inforcato il casco già pensi a cosa cucinerai arrivato a casa.

Comunque non è che tutto d'un botto sono diventato un biografo di Turing, ma capita che qualche tempo fa due amici del Turing Club hanno dato alle stampe un fumetto BELLISSIMO, chiamato appunto Enigma
Parlo di Tuono Pettinato e Francesca Riccioni. Vi metteri tavole e tavole del loro fumetto su Alan Turing, che è bello e VA letto, ma ho fatto di più, li ho contattati e gli ho detto "adesso voi fate un biofumetto su voi due che andate a vedere The Imitation Game e mi dite che ne pensate". Arriverà. Intanto domani decriptiamo gli oscar, va.
Per quanto mi riguarda mi sono tesserato al Turing Club nel lontano 2008, quando in seno (!) ad una rivista di arte che facevo, in un numero interamente dedicato al linguaggio e che quindi presentava le interviste nella lingua originale degli artisti e altri giochetti lessicali e alfabetici, scrissi in codice un intero articolo, questo:
[23 - 18 - 17 - 23 - 23 - 7]
Se veramente vi mettete a decifrarlo ditemi che c'è scritto che io non me lo ricordo minimamente. E sì, sapientini, so anche che quela non è una macchina Enigma ma una normalissima macchina da scrivere.
Nel Turing Club ci entrò anche Google con un Doodle irrisolvibile per delle menti normali come le nostre.
Post Scriptum per i titolisti di eventuali versioni porno-gay del film: Anal Turing.
Che ne pensi Benny, farai anche questo film?