mercoledì 18 gennaio 2017

• CHICKENBROCCOLI AWARDS 2016 • CHICKEN CHARACTER - Veloce come il vento •

• Giulia De Martino di VELOCE COME IL VENTO •
Dopo i CHICKENBROCCOLI AWARDS 2016 arrivano i 
I 10 migliori personaggi visti al cinema nel 2016
illustrati da grandi artisti italiani.
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CB ANTEPRIMA • Arrival

Arrival
Trama: Arrival i mostri

Arrival arriva e porta con sé due interrogativi per me interessantissimi. O meglio, una teoria e un interrogativo.
La teoria: la lingua che parliamo determina le nostre azioni.
Ci credo. Mi piace. Mi sembra una teoria con una base solida. Perché insomma proviamo un attimo a immaginare, chessò, i nazisti parlare portoghese. Dài, non avrebbero convinto nessuno, non avrebbero fatto paura a una mosca. 
Tedesco: ACHTUNG! Jetzt werden wir Sie alle töten! 
Senti, senti che paura...
Portoghese: CUIDADO! Agora vamos matar todos vocês! 
Dài su...
Questo per dire che sì, secondo me la lingua parlata può determinare le scelte o comunque l'indole (che determina le scelte). 
Pensa agli italiani. I veneti che anche quando non bevono parlano come ubriachi, i romani che anche se ti dicono buongiorno sembra che ti stanno sempre coglionando, i sardi che... boh, valli a capire i sardi. Tipo a me piacciono le ragazze con gli accenti. Ah, non era questo di cui si stava parlando?
Si stava parlando del fatto che l'idioma ci modella, e non il contrario, e quindi, continua la teoria, se imparassimo un'altra lingua e iniziassimo a parlare solo quella, potremmo in un certo senso resettare il cervello. 
Mi piace.
Poi c'è l'interrogativo: tu, se potessi conoscere il futuro e sapere che una tua certa scelta porterà a un finale tragico, ma il viaggio fino a quel finale sarà pieno d'amore, di gioia e di vita, sceglieresti lo stesso di farla, quella scelta? Lo faresti quel viaggio? (Non c'entra nullaTitanic).
Non rispondere di getto, perché guarda che è difficile eh! Ovviamente si parla di anni, non è che se ti dico che buttarti da un palazzo ti regala 10 secondi di Paradiso ma poi ti spiaccichi vale, parlo di anni di Bellezza che però finiscono in Tragedia, e la cosa peggiore è che tu lo sai. Sai quello che ti aspetta, perché tu conosci il futuro.
Ecco, Arrival è un film di fantascienza che unisce molti elementi tipici e ne crea uno tutto soomato originale, proprio come sempre le stesse parole messe in posti diversi creano frasi sempre nuove. Tutto il contrario della matematica, o no?
Ci sono gli elementi simil-Independence Day, ma proprio quelli: 12 navi gigantesche (alte 400 metri!) a forma di stimolatore clitorideo

appaiono in dodici parti del globo

con la gravità tutta loro tipo Tagadà

e un design minimale e cavernoso (Filosofia. Filosofia a pacchi.)

Dentro ci sono degli alieni e sono schifosi, hanno sette gambe, sono eptopodi
e a guardarli sono proprio minacciosi e rettilosi e multipiedosi come ce li aspettiamo dai film in cui gli alieni arrivano e ci spaccano il culo finché l'eroe di turno non li rimette in riga. E questa peraltro è una scelta ben precisa, perché la minaccia fisica può anche non corrispondere a quella reale, è la solita regola del Signor Tono e del Signor Ivo. O anche di Hodor o Hagrid, per dire.
Poi ci sono gli elementi della fantascienza un po' più autoriale. Il primo debito da pagare è senza dubbio con Incontri ravvicinati del terzo tipo, sì perché questi alieni non sono cattivi neanche un po', anzi vogliono solo parlare. Vogliono parlare capito. Come quando ti dicono "vediamoci, dobbiamo parlare" e tu proprio preferiresti essere investito da un Tir e farti tutta la A1 sul cofano piuttosto che "dobbiamo parlare".
Ma come fai se arrivano gli alieni e vogliono solo parlare? Non puoi chiamare Will Smith o usare l'harmonizer come l'altra volta con le lucini e le notine, questi calamaroni giganti sputano inchiostro e scrivono a cerchi:

Devi chiamare una linguista, una vera, di quelle esperte di scrittura, calligrafia, lettere, parole, frasi. Devi chiamare Amy Adams. E poi già che ci sei chiami anche Jeremy Renner nel ruolo di scienziato buonissimo che un po' di LOVE (parola universale per intendere una cosa di fantascienza che non esiste) ci sta bene
“You approach language like a mathematician, you know that… right?”
…
“I will take that as a compliment” [x]
Quindi Lois Lane se la fa con Occhio di Falco, chissà cosa pensa Superman, che poi è alieno pure lui eh. Qui gatta ci cova.
Insomma i due prendono contatti con gli alieni e ne diventano i maestri elementari con l'aiuto di lavagnette dove scrivono i concetti fondamentali dell'umanità:
E altre cose
E come gli alieni iniziano a capire la lingua terrestre (l'inglese in questo caso, ma passa anche un bel messaggio di collaborazione di tutto il globo) Amy e Jeremy (JerAmy) iniziano a imparare quella aliena, e se teniamo presente la Teoria espressa all'inizio, che imparare una lingua resetta un cervello, allora imparare una lingua aliena cosa comporterebbe?
Non posso andare avanti senza rovinare il film a chi lo vedrà, e spero in molti perché il consiglio è andateci, perché Arrival è un film di fantascienza dotto, filosofico come fu Interstellar, ma con un finale meno "amoroso", o meglio, il finale "amoroso" è sviluppato su piani fisici e temporali che emozionano di più, paradosso compreso.
Esatto, piani fisici e temporali. Non fatemi andare avanti che ve lo rovino davvero.
Un film ambizioso come lo sono quelli della nuova fantascienza filosofica (ri)lanciata nell'iperspazio hollywoodiano proprio da Nolan (che è ben diversa dalle cazzate di alieni al sapor di anni 90 e alle storie d'amore uguali uguali a qualsiasi film amoroso solo che nella galassia), ambizione che Villeneuve gestisce benissimo, d'altronde ha già ha mostrato il suo valore registico in Prisoners e in Sicario. Ci fa ben sperare per Blade Runner, anche se personalmente non me ne frega niente perché non ho alcun mito del primo. ERESIA?! Fosse stato un film polacco, forse... Come si dice sarcasmo in swahili?
Comunque tra la Teoria e l'Interrogativo è un film che mi ha costretto ad addormentarmi con delle domande. Io che scelta avrei fatto?
Certo a ben pensarci la cosa non mi avrebbe riguardato mai perché COL CAZZO che vado nella nebbia con quegli alieni schifosi, ma pussa via brutto alieno, perché non li facciamo fritti 'sti moscardini giganti?
Non fanno più quei begli alieni di una volta:
Anzi le fanno, ma ti ammazzano
Che poi guarda che la lingua di questi alieni è facilissima non si capisce perché hanno chiamato i linguisti, bastava uno di Trastevere, Roma.

O.
O!
OOO! DICO A TE! ASTRONZOOO O O!
Facilissima.
Arrival è di certo il film da vedere della settimana, forse addirittura del mese. Non so bene se sarà anche dell'anno, è iniziato da troppo poco tempo questo 2017 per dirlo, e si sa che inevitabilmente Gennaio cade nel dimenticatoio una volta arrivato Novembre, quando si comincia a pensare agli Awards (che poi io, come vedete, ci stia già pensando, è un altro discorso, fatto proprio in un'altra lingua).
Amy Adams ha lisciato la sua ennesima candidatura ai Golden Globe (la 4a, con altri due vinti), se venisse candidata all'Oscar e lisciasse anche quello per l'ennesima volta (sarebbe la sesta) direi che possiamo tranquillamente farne la nuova Leonardo Di Caprio in quanto a bullismo telematico (peraltro inutile visto che a conti fatti sono loro ad abitare nelle ville con dieci piscine e a fare il lavoro più bello del mondo).
Arrival qualche illustrazione un po' meh, ma vabbé:

Interrogativi per i traduttori:
Comunque se domani gli eptopodi di Arrival arrivano in Italia io non gli mando Amy Adams, gli mando Enrico Brignano:

martedì 17 gennaio 2017

• CHICKENBROCCOLI AWARDS 2016 • CHICKEN CHARACTER - Revenant - Redivivo •

• Hugh Glass di REVENANT - REDIVIVO •
Dopo i CHICKENBROCCOLI AWARDS 2016 arrivano i 
I 10 migliori personaggi visti al cinema nel 2016
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STORIA VERA • Farà cric o farà Kroc?

The Founder
Trama: Birdmac


Nei film STORIA VERA – come abbiamo ben imparato nel 2016 che ogni settimana ce n'era almeno uno, e mi sa che le cose non cambiaranno tanto nel 2017 – contano tre cose:
1) La storia giusta
2) L'attore giusto
3) ...qual era la terza cosa?
LA storia di The Founder è giustissima: Ray Kroc è quello che verrà ricordato come l'inventore di McDonald's. Ma non è vero. Ray era solo uno che prendeva le idee degli altri e le faceva fruttare, con la politica dello squalo. La frase più indicativa del film: "se io vedo il mio competitor affogare, vado lì a versagli dell'acqua in bocca".
Sono sicuro che Kroc avrebbe molto da ridire da come esce fuori da questo film - per motivi che non sto qui a spiegare ho in mano la sua autobiografia, credo la leggerò, questi contrasti mi piacciono: Stronzo? Figlio di puttana? O grande imprenditore che ha trasformato un ristorante che funzionava bene (il primo a introdurre il concetto di catena di montaggio nella cucina) nella più grande catena di fast food della storia?

Ray Kroc è un personaggione grosso, di quelli che un po' dici CHE PEZZO DI MERDA TOTALE ma un po' dici anche "Oh, se l'ha fatto, di diventare multimegaipermiliardario, tanto di cappello". 
In fondo i due fondatori di McDonald's (due fratelli che inseguivano l'ideale del mangiar sano e del ristorante per famiglia ma non scendevano a compromessi neanche se fare un milk shake gli costava più del costo di vendita, piuttosto che mettere il latte in polvere con un guadagno del 500%) non avrebbero mai fatto un passo più lungo di una coscia di pollo, ci voleva lo squalo, il ChickenMcSqualo, per fare i McDollars. Perché in fondo lo squalo ci vuole sempre, se vuoi che la tua attività commerciale non vada a rotoli. 
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Certo, c'è che per creare l'impero McDonald's a un certo punto Kroc ha iniziato a passare sopra a tutto e tutti come un caterpillar, sopra ai creatori del marchio (praticamente gli ha rubato il cognome. Deve far male), sopra la moglie, sopra i contratti firmati, sopra l'etica e la pietas umana. 
Sono certo che Kroc ha dormito benissimo tutte le notti della sua vita da miliardario, è quello che differenzia le brave persone (il più delle volte povere) dai proprietari di multinazionali multimiliardarie. Stronzi e con il sonno pesantissimo e tranquillissimo.
Non è una storia di redenzione alla Scrooge, anzi il contrario. Assistiamo a come Scrooge si diventa, non come ci si cura. 
L'esempio più vicino di una storia simile è quel The Social Network che raccontava del Kroc dei giorni nostri, Marchino Zuckerberg. Anche se forse Mark qualche idea in più ce l'ha messa in Facebook, mentre Kroc sembra proprio un serial killer copycat che prende TUTTO quello che sente e lo fa suo, da un'idea a un discorso da fare in una celebrazione pubblica.
La storia di Kroc, per quanto il personaggio sia negativo. è un bel raccontare, ed è raccontata bene, certoin un film senza guizzi o particolare valore autoriale (anzi con delle scelte un po' discutibili quando inserisce delle ricostruzioni storiche che però subito si dimentica. Ci stava bene questo video allora:

O la prima inquietante apparizione di Ronald McDonalds

È un bicchiere sul naso quello? 
C'è di buonissimo che se all'inizio l'empatia col personaggio viene abbastanza naturale, man mano che lui si arrichisce a furia di idee altrui, inizi proprio a odiarlo, e la faccia incartapecorita di Keaton, da che ispira simpatia all'inizio, diventa veramente da pugni sul naso. 
Non che la sua recitazione isterica cambi registro, anzi è uguale per tutto il film, ma la sfumatura tra "venditore imbonitore ma alla fine innocuo" a "gran figl di putt lup mann" cambia a seconda delle cose che dice. Quando stringe la mano ai due fratelli ormai sconfitti per siglare l'accordo di riconoscergil a vita l'1% dei profitti sai già che quei due non vedranno il becco di un quattrino.
I due archi dorati dietro alle spalle nella locandina che gli fanno da ali lo definiscon Birdmac e destinato ad una vita di uccelli (!), dopo Birdman e prima dell'Avvoltoio nel prossimo Spiderman. Comunque siamo molto contenti della sua rinascita. Perché il buco di almeno dieci anni tra Mi sdoppio in 4 e Birdman che proprio non mi ricordo un solo film con lui era una cosa un po' triste...
Uno STORIA VERA lineare, che scegli bene cosa raccontare (meglio una parabola che la moda odierna di raccontarmi dieci minuti di vita o fattarelli spot di un personaggio famoso. Lo puoi fare solo se sei lo sceneggiatore migliore di Hollywood).
Come al solito vi invito a pranzo da Mc Donald's ad approfondire con un sito fatto bene, mica come ChickenMcBroccoli's.
Comunque 'sti fast food, ce ne sono più dei cinema, anche al cinema:

Anche se il vero solo unico fast food al cinema è questo:


E tra poco torniamo nel fast food più pericolo della TV

GUS! Che emozione rivederlo con la faccia tutta intera non passata su una piastra per hamburger.

Comunque se avete velleità di aprire un franchise di MC Donald's, fatevi prima una partitella al videogioco di Molleindustria, è molto educativo.
STORIA VERA DI CB! Comunque mi ricordo quando aprì il primo Mc Donald's a Roma. Credo il primo in ItaGlia (ah, supremazia in tutto! Roma Caput McDonaldi!), con la madre Broccola ci andavamo proprio felici, era una novità, e quella puzza assurda che adesso se la sento vomito mi piaceva da morire, me la portavo a casa quasi con piacere. Eravamo proprio caduti nella trappola di Kroc. 

Non sto dicendo che sono un salutista eh. Sia mai! Dico solo che l'ultima volta che ho mangiato da Mc Donald's (lo ricordo bene, era giugno.) ancora me la sento sullo stomaco. Forse perché ho mangiato i Chicken McNuggets, che sono fatti così:

E insomma crescendo capisci il senso di Kroc per gli affari, che non era certo fare il cibo sano o l'ambiente per famiglie, piuttosto venderti il prodotto come fosse cibo sano mangiato in un ambiente per famiglie, mentre lui si comprava il terreno che avevi sotto il culo coi soldi tuoi. Ma ha fatto poi così male?
Mentre pensate alla risposta prendetevi una novantina di chili minuti per vedere SuperSize Me, il documentario in cui quel tipo rispose alla foundamentale domanda che tutti ci siamo fatti almeno una volta nel girovita: cosa succederebbe se mangiassi solo da McDonald's?


lunedì 16 gennaio 2017

• CHICKENBROCCOLI AWARDS 2016 • CHICKEN CHARACTER - Hunt for the Wilderpeople •

• Ricky Baker di HUNT FOR THE WILDERPEOPLE •
Dopo i CHICKENBROCCOLI AWARDS 2016 arrivano i 
I 10 migliori personaggi visti al cinema nel 2016 
illustrati da grandi artisti italiani.
Ecco il poster realizzato da MAURO GATTI per Ricky Baker (e suo zio Hec) di Hunt for the Wilderpeople.
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NOTTE BROCCOL • The Autopsy of Jane Doe

ADDIRITTURA! 
Due NOTTE BROCCOL di seguito! Ma non si erano mai viste... da brividi eh? Che poi in effetti meglio non esagerare dai, proprio meglio non passare due notti di seguito gridando e non dormendo, ma che scherziamo, sia mai che poi ti piglia un infarto per l'affanno o peggio ancora che ti abitui e quello che un giorno prima ti faceva paurissima poi non ti fa paura più e di conseguenza perde pure un po' di interesse. Sia. Mai.
A me piace sapervi tutti belli addormentati nei vostri lettucci gonfi di latte e biscotti, proprio come me ora; lo sapete bene che queste recensioni notturne sono scritte in TUTTI gli orari possibili, tranne che quando è sera. Figurarsi, io che mi sveglio alle 7.24 pure di sabato e domenica, io che non ho mai fatto niente di niente dopo le 20, io che. Per che cosa sarebbe fatto il letto se non per dormirci o al massimo per nascondercisi sotto quando arriva il mostro (o il marito, dipende)? 
Il brutto è quando sotto è già occupato
Comunque, di questo Autopsy of Jane Doe però era meglio parlare in fretta perché è uno piccolo film che secondo me inizierà a fare proseliti tra un po' e c'è il rischio che verso giugno riesce pure ad arrivare in ItaGlia e mi piaceva arrivare un po' prima di altri. E mica posso arrivare sempre secondo eh.
Il film racconta di una ragazza nuda stesa su un lettino e di due uomini che ne esplorano ogni cavità, e scoprono che il corpo di questa ragazza non è un corpo normale, è proprio un corpo mozzafiato, letteralmente. Forse dovrei specificare che la ragazza sul lettino è morta e i due uomini sono i medici autop.. autopatolo... insomma queli che fanno le autopsie, che appunto stanno facendo:
The Autopsy of Jane Doe
Trama: Jane eye 

C'è un film che cito sempre e che però negli ultimi sette anni non ho rivisto mai, si chiama Deadgirl, e parla di due ragazzi che trovano in una stanza chiusa nei sotterranei del college il cadavere di una ragazza (che non imputridisce, anzi profuma) e invece di denunciarlo alle autorità o portarlo a fare un'autopsia, iniziano a farci le cose più atroci, in una discesa all'inferno che piano piano nel rivela la natura più cattiva, sia maschile che umana. È questo film qui:


Quel film me lo ricordo bene, perché oltre ad essere stato uno dei primi horror di quelli che "non è mai arrivato in Italia, ma l'ho visto grazie a Internet" (che se ci pensate bene è una delle cose che ha migliorato la coscienza del pubblico 1000 a 1. Posso dire che internet ha reso lo spettatore libero? Lo dico.), me lo ricordo anche perché era un horror che rappresentava benissimo la Maledizione, la paura, l'orrore. Sono pochissimi i film così (per dirne uno degli ultimi It Follows).
Il regista di The Autopsy of Jane Doe può andare in giro vantandosi di aver fatto probabilmente il più bel film telecamerina che esiste (almeno uno dei migliori 3 con REC e Chronicle); quel film era Trollhunter, mockumentary fighissimo su cacciatori di troll (non quelli di internet, quelli veri):

Ora torna con un film che, nonostante i soldi americani e gli attori più famosi 

(un bellissimo Brian Cox.. anche se in effetti quando non è bellissimo Brian Cox?) e un Emile Hirsch che non invecchia mai, ha sempre 23 anni quello), fa la figura di un film molto più piccolo di quello d'esordio.
Brian e Emile sono padre e figlio e sono medici forensi... fanno le autopsie... una tradizione di famiglia, tipo Six Feet Under (ma ricorda un po' anche quel film brutto con Liam Naason e la Ricci), e una notte buia e tempestosa gli arriva questa sconosciuta - appunto Jane Doe, che è la sorella morta di John Doe (sono i nomi che si danno ai cadaveri senza nome, ma che non l'avete visto Se7ev?) - e non sanno che quel cadavere nasconde molti segreti, troppi segreti, fatali segreti.

Man mano che il corpo viene sezionato, divelto, aperto, esplorato, a tutti gli effetti deflorato, con la calma serafica di fronte a un cadavere che solo due che fanno autopsie possono avere, succede il finimondo. Ben oltre le luci che si accendono e spengono a piacimento. Fuori scoppia la tempesta e loro non possono fuggire da quel luogo che si sta trasformando in una tomba pure per loro, dentro le cose prendono fuoco da sole, i cadaveri sembrano avere voglia di uscire dalle loro cellette frigo e le fidanzate ancora vive dei ragazzi decidono di presentarsi proprio nel momento più stronzo, proprio quando la mano del ragazzo sta in der posto del cadavere, vallo a spiegare che è il tuo lavoro.
Tutta la prima ora del film ti tiene proprio sulle corde, perché l'atmosfera asettica del laboratorio gioca un ruolo primario, la lezione di Hitchcock è riproposta alla perfezione: stanza chiusa, protagonisti chiusi con l'orrore che non riescono a capire, tre attori, di cui una immobile tutto il tempo, sì non hanno usato un pupazzo, hanno usato lei:




Che è una ragazza brutta signori, aiutame addì brutta. Ma è bravissima perché valla a fare te la morta, guarda che fare la morta è un ruolo difficilissimo, come vedremo alla fine di questo post.
Insomma il mistero si dipana a ogni strato di pelle sollevato. Intendo proprio che questa poraccia non è Belen, che al massimo nasconde un tatuaggetto in un posto dove "non batte il sole" e tutti i maschi su Instagram scrivono #escilo, no, lei i misteri più misteriosi ce l'ha incisi... ok, non vi rovino la sorpresa.

Purtroppo proprio sul finale il film ha una battuta d'arresto (che è come quella volta che uno ha detto "un uomo entra in un caffè. Splash" e si è fatto vent'anni senza processo), e proprio quando la maledizione doveva arrivare a compimento, quando le spiegazioni potevano essere lasciate alla fantasia dello spettatore - tanto si capiva quallo che era successo alla povera crista - quando insomma il film doveva dimostrare di essere un vero horror, succede qualcosa, qualcosa come un produttore che vede il girato e dice "Mannò! Mammica stiamo in Norvegia! Maffammelo più tipo i film di paura di adesso! Con i corridoi lunghi e le luci che si spengono una dopo l'altra no? COn il demone che si vede e deve essere nero e alto e pauroso tipo mostrone! Sennò la gente non se spaventa! Ennamounpo'!".
Peccato! 
Forse è meglio tornare in Europa, c'è un film di bellezza cadaverica anche in Spagna che non sembra male:

O vedersi quell'assurdo video di videoarte che si chiamava The Act of Seeing with Ones Own Eyes, che è praticamente un'autopsia, ma è anche Arte.


Valla a capire l'arte.
Weekend con il corpo


Visto, abbiamo iniziato a parlare di cosa fare su un letto invece di dormire per non morire di noia, e siamo finiti a mostrare scene di necrofilia e cadaveri, eccellente come al solito, CB.
Vabbé vi faccio addormentare con questo divertente e ameno giochino di BuzzFeed: indovina il cadavere.
Buonamortenotte
Zio Broccolia