venerdì 21 aprile 2017

• CHICKENBROCCOLI ZOO •

CI SIAMO! 
DOMANI INAUGURA LA NUOVA CLAMOROSA ESIBIZIONE 
DI CHICKEBROCCOLI, il solito esibizionista!
IL CHICKENBROCCOLI ZOO!
Ci abbiamo lavorato per un sacco di mesi con LE VANVERE - tanto che io ormai mi faccio chiamare Vanvero, ma è colpa loro che sono le classiche ragazze che tu incontri e sono tutte carine e poi sono FOLLI e coinvolgono CB per fare una mostra di illustrazione, se non è pazzia questa... - e finalmente domani apriamo le gabbie! 
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CHICKENBROCCOLI ZOO è una raccolta di dieci grandi nomi dell’illustrazione, del fumetto e della street–art italiani che realizzano le loro personali visioni di dieci film cult con protagonisti gli animali! 
Mosche giganti, squali assassini, serpenti striscianti, maialini coraggiosi, falchi a metà - e ci sono pure i primi animali sul pianeta, i dinosauri! - formeranno un gigantesco caravan serraglio esposto per le strade di Empoli, pronto a stupire grandi e piccini con barriti, sibili, ruggiti e ululati. Venghino signori verghino, il CHICKENBROCCOLI ZOO è aperto!
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QUI tutte le informazioni per raggiungere la mostra!  
CI VEDIAMO DOMANI! A EMPOLI!
(e da mercoledì 26 iniziamo a presentare i poster, 
così ve li potete accaparrare sullo SHOP!)

giovedì 20 aprile 2017

SIAMOVIE SERIAL • Tredici puntate (e come uscirne vivi)

Ho visto tutte e 13 le puntate di Tredici (quanto gli deve essere piacuta questa numerologia) e subito dopo anche 17 anni (e come uscirne vivi). 
Non mi sono tornate le mie paturnie da diciasettenne (non sono tornate perché sono ancora TUTTE qui, non sono mai passate!), e, soprattutto, nel caso del serial Tredici, non ho fatto il grido "TOTALE! BEST SERIE EVER! CERVELLO ESPLOSO!" che ormai ogni serial sembra poter meritare, come fosse un'affermazione della propria capacità di giudizio. L'avete notato? Nell'epoca dei social argomentare un qualsiasi qualcosa che ti è anche solo mediamente piaciuto con una fermezza degna di, chessò, il Colosso di Rodi, sembra essere un modo per far capire a tù le mond quanto si è lesti di intelletto e spigliati di spirito critico.
Ci sta anche, ogni tanto, un "mi è piaciuto moderatamente, alcune cose sì altre no. Non mi sono certo strappato i capelli. Sivvabbé carino ma non esageriamo." eh.
Ecco, una cosa che mi è piaciuta moderatamente, alcune cose sì altre no, non mi sono certo strappato i capelli sivvabbé carino ma non esageriamo è proprio
Tredici
Trama: I got 13 problems but Hannah ain't one 

Attenzione che inizio subito con uno 
S
P
O
I
L
E
R
grosso così.
Quando, alla decima puntata, siamo arrivati al dunque, ho pensato: "Ah, ma alla fine è solo uno stupro."
L'ho pensato davvero. E posso dire che, un secondo dopo averlo pensato, mi sono davvero vergognato, ma ormai il pensiero (che è velocissimo, mannaggiallui) era fatto. 
Un pensiero veramente aberrante (soprattutto quel "solo"), maturato dopo aver visto quella decina di puntate immerso in una noia totale, in cui andavo avanti col pilota automatico e la speranza che: "oh cazzo sto vedendo 'sta serie col pilota automatico con la speranza che alla fine questa tanto sconvolgente "cosa" che l'ha fatta suicidare, a questa ragazzina, sia VERAMENTE assurda per davvero! Ma che sia proprio un fatto che più ATROCE e MALSANO non si può! Perché sono 10 ore che questa Hannah tira il can per l'aia (o i can per l'hanna) con le sue cassettine e le sue paturnie adolescenziali e mi sta veramente rompendo i coglioni venendo a noia."
Ecco, per colpa di una gestione cinematografica sbagliata (regia piatta, sceneggiatura non troppo ispirata, metà cast composto da attori insulsi), avevo sminuito con un "solo" qualcosa che è VERAMENTE aberrante, atroce e malsano. Uno stupro.
La trama: Hannah è, anzi era, una ragazzina 17enne di una qualunque high-school americana. Si uccide, e lascia come amabili resti una serie di cassettine audio (quelle anni 80, perché comunque gli anni 80 sono tornati di moda anche nei drammi adolescenziali di oggi, soprattutto su Stranger Netflix) in cui, cassetta dopo cassetta, snocciola tutti i colpevoli della sua drastica decisione finale, tessendo un mistero che coinvolgerà i suo compagni di scuola, i genitori, gli insegnanti e facendo crescere l'aspettativa verso un finale alla Shyamalan, o quantomeno verso un finale col botto, una risoluzione che proprio non potevamo immaginarci.

L'errore del serial - in cui cadi anche tu spettatore - è quello di credersi (o vendersi come) un thriller. Il continuo sottolineare che c'è un MISTERO dietro la morte di Hannah la butta troppo su The Killing, su Twin Peaks persino, e in alcune puntate c'è anche spazio per una possibilità ultraterrena che tanto ricorda Donnie Darko (le visioni, la ferita sulla fronte terzo occhio?)...
Invece non è un thriller con l'assassino finale e neanche un dramma soprannaturale, è invece un drama adolescenziale che purtroppo la tira troppo troppo lunga, rovinando quello che di buono fa, perché lo fa solo nelle ultime tre puntate.
Mentre vedi Tredici più di una volta pensi che Hannah sia una grandissima cagacazzi (maschilismo a parte, giuro...), che esagera su alcune reazioni, che a volte se la prende a morte per cose che "oh, e statte calma non è che tutto gira intorno attè", che altre volte sia davvero ma davvero scema a ostinarsi nel frequentare e fidarsi di gente che solo un'ora prima le ha dato della stronza o ferita tantissimo.
Poi vedi le tre puntate finali. E ridimensioni tutto. Capisci che hai visto troppi thriller e ti aspetti sempre che a un certo punto spunti fuori l'assassino con la maschera inquietante e il coltellaccio, mentre un serial come questo si muove su altre dinamiche, più reali e sottili, e che, anche se al livello seriale e televisivo rimane un prodotto troppo lungo, lento, più di una volta noioso, Tredici è assolutamente indispensabile, come il fatto che abbia una dimensione "netflixiana", quindi iper-fruibile da un pubblico giovane, del genere "hey ragazzi, pizza, divano e Netflix stasera?" e poi ti vedi una roba pesantissima come le scene finali e magari impari qualcosa.
Certo è che Tredici (anche perché dura 13 ore, un film non avrebbe fatto questo effetto) ti fa ricordare com'eri tu a 17 anni - io ci ho messo pochissimo, che vuoi che siano 5 anni... - e ti ricordi lo spaesamento, la voglia di far parte del gruppo "fico" anche se sono una manica di imbecilli (cosa che molto probabilmente sei anche tu. Sai quando senti i pischelli dire "io sono diverso", e lo dicono tutti, del tipo "sono diverso da tutti quelli che dicono sono diverso") e ti rendi conto che Tredici, in questo aspetto, azzecca benissimo l'incoscienza e la non-consapevolezza di sé dell'adolescenza, quando comunque sembra più importante essere accettato nel gruppo che fare l'outsider (che invece è cento volte meglio) anche se il gruppo si condivide un cervello solo, anche un po' ritardato...
Quindi, grandissima vergogna su di me per quel pensiero, ma anche oh, se facevano 8 episodi invece di 13 era meglio.
Più simpatica di Hannah è la ragazzina protagonista di:
17 anni (e come uscirne vivi)

Trama: I got 17 problems but Nadine ain't one

Un film adolescenziale sugli adolescenti con problemi da adolescenti.
Carino eh, anche se non imperdibile come Me and Earl and the Dying Girl o Easy A, ma - senza raggiungere derive violente o pessimiste come Tredici - ha il suo bel raccontare delle paturnie adolescenziali di questa ragazzina (bravona, ha un futuro...) sempre con la battuta pronta (il tempo è maturo! Vogliamo il film di DARIA!), anche se pure lei pensa di essere diversa da tutti quelli che pensano di essere diversi

Paturnie che sono più che altro affrontare la sua sfigataggine:

che ovviamente per noi spettatori è ficaggine assoluta:

affrontare la ficaggine riconosciuta del fratello (una a una festa le fa: hai presente quel film con Schwarzenegger e Danny Da Vito che fanno i gemelli? Tu e tuo fratello me li ricordate...), perdere la verginità col più figo della scuola che però non sa neanche lei come si chiama

riprendersi dalla morte del padre (che comunque, sardonica, ancora usa come scusa per non aver studiato a distanza di 5 anni), la ovvia depressione della madre e, lust but not lost, la sua migliore amica che si fidanza col fratello fico di cui sopra.
Di certo più interessante di tutti i film e serial a tema scolastico che vengono prodotti in italia ultimamente (dove sta La scuola?! Dove?!), ma anche più blando come temi rispetto a roba come Elephant, Napoleon Dynamite e persino Breakfast Club.
Certo Nadine sarebbe perfetta in CLASSE MISTA III CB!
Nel film, per la serie "professori che vorremmo aver avuto ma purtroppo avevamo Taschetta e le sue cazzo di versioni di greco e latino scritte a mano", compare Woody Harrelson sarcastico e bellissimo, a cui lei va a dire che si vuole suicidare e lui risponde "non farmi smettere di sognare"

Insomma avevo fatto bene a dire che HA IL SUO PUBBLICO ne LE PRECENSIONI. Voto a me: 7+
Le colonne sonore di entrambi, serie e film, sono proprio "adolescenzialmente" belle, meritano di essere messe su 13 cassettine e sentite. Col walkman ovviamente.
LATO A
LATO B
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mercoledì 19 aprile 2017

LE PRECENSIONI • Episodio #8

LE PRECENSIONI 8! PR8! 
Ebbene sì, non ci fermiamo neanche a Pasqua, e tra una Colomba (& Broccoli) e zero agnellini anche se non siamo vegetariani ma solo pigri in cucina, abbiamo registrato l'ottava puntata delle PRECENSIONI, l'unico podcast che parla di film senza vederli!
OSPITE SPECIALE DELLA PUNTATA: L'ECO! Ebbene sì, nuova entrata al numero uno nella classifica del fastidio questa settimana entra un riverbero che certe volte sembra di sentire quattro persone invece di due, pensa che strazio!
Ma insomma, se vai a risentire le prime puntate, quelle sì che erano da arresto... cardiaco.
Donne che menano, donne che resistono, donne sarde, donne sorde, donne col botox e poi arriva Mark Uolberg in una settimana 
La cover favolosa è di ROBERTA ORIANO! Ecco il suo sito pieno di ritratti di gente anche più bella di noi (anche se era difficile)!
BUON ASCOLTO!

In questa puntata i film in uscita il 20 aprile:

martedì 18 aprile 2017

NOTTE BROCCOL • Non bussate a quella porta

Qual è il modo migliore di passare la mattina di Pasqua? NO! NON È SGOZZARE L'AGNELLINO anche se è bbono. 
Il modo migliore è ovviamente scrivere recensioni di film horror brutti che poi pubblicherò dopo due giorni, anzi due notti, facendovi addormentare col pensiero di mostri e fantasmi. Come altro definire una giornata che finisce pensando a ChickenBroccoli?
Vi hanno mai bussato di notte? È una cosa che fa paurissima. A me è successo varie volte ed era SEMPRE un vicino che mi voleva dire che avevo lasciato le chiavi fuori. Voi se sentite bussare però non andate ad aprire, è di sicuro uno scherzo. Tipo anche in ufficio da me c'è qualcuno che quando chiudo la porta durante la pausa pranzo passa e bussa due volte e veramente che matto scherzone una volta mi metto dietro tutto il tempo della pausa e al primo knock apro la porta gliela mozzo quella manina da clown. Oppure gli tiro un demone, precisamente quello protagonista di:
Don't knock twice
Trama: Bastava usare il campanello comunque...

Mi chiedo se il fatto che gli inglesi tentino di fare un film horror copiando e rubando da miliardoni di altri film horror (peggio mi sento il fatto che copiano da quelli che sono a loro volta una copia) sia una buona cosa o una cattiva cosa.
È senzaltro cattiva perché Don't Knock Twice è un'accozzaglia di altra roba tipo Candyman (se bussi due volte a una porta invochi lo spirito. Chissà come fa a ordinare su JustEat...), The Ring (lo spirito ti insegue e ti ammazza e esce dal lavandino (EH!?)
Mama (lo spirito è una donna a metà tra una contorsionista e un insetto stecco). Qui la vediamo nella sua versione videogame. Cioè pure un videogame c'hanno fatto?!):
The Conjuring (vecchie urlanti con bocca spalancata male che appaiono all'improvviso)
e tutti quei film dove quando arriva lo spirito si spengono le luci una ad una e alla fine del corridoio appare lei (Lights Out e dodicimila altri già passati in NOTTE BROCCOL)
c'è persino il tempo di ambientare lo scontro finale in una sorta di "altromondo" (dove abita lo spirito) tipo Insidious, peccato che la povertà della messa in scena faccia sembrare questo mondo demoniaco il tunnel dell'orrore di Gardaland coi muri di cartapesta e le ragnatele finte.
Il tutto in salsa fintamente americana (però le macchine della polizia e l'accento un po' più marcato di alcuni attori ti dicono che stanno in Inghilterra) e orrendo.
La storia è di una madre che prima era fattona e quindi aveva abbandonato la figlia appena nata, adesso non è più fattona e quindi se la riprende in casa. Le due ovviamente se odiano. MA! Arriva lo spirito cattivo (invocato come detto dal bussare alla porta due volte. Pori postini, 'na vita d'inferno...) e le due scoprono di volersi bene, sconfiggono la mostra, MA! aspettiamoci il sorpresotto finale che tanto adesso va così, Male che vince is the new Bene che vince.
Insomma dicevo, ma è meglio comunque farli gli horror, anche se vengono male e copiati dagli americani, o non farli proprio tipo da noi che pure se mi spremo le meningi l'ultimo che mi viene in mente è quella roba schifosa di Zampaglione? Dài e facitemelo un horroretto italiano che adesso stiamo facendo tutti i film di genere, dai non facciamoci parlare dietro.
Certo devo smettere di vedere questi horror tutti uguali e poi dire "oh sono tutti uguali", altrimenti anche le recensioni di questi horror tutti uguali diventano tutte uguali.
La cosa più bella è che ho scritto il titolo del post con la mia solita sagace scemenza per poi scoprire che il titolo italiano del film è ESATTAMENTE quello. Mi si è allargata la faccia in un urlo male come quello della vecchia di prima al pensiero che potrei fare il titolista italiano di horror dimmerda come questo.
Che poi questo poster illustrato non era manco male
Unica nota decenta la ficaggine delle due protagoniste (anche se troppo bionde). Una è quella smargiassa di Battlestar Galattica
e l'altra l'abbiamo vista in Sing Street e chissà che non diventerà ancora più bona brava
Andate a dormire che io devo andare a cucinare per il picnic di Pasquetta. Ah quello sì sarebbe un bel plot horror: un invitato al pic nic di pasquetta mette la ricotta andata a male nella torta rustica e tutti iniziano a vomitare e lui ride tantissimo prima di accorgersi che per golosità aveva mangiato anche lui la torta rustica e... bluargh.
Zio Broccolia

lunedì 17 aprile 2017

Questo triste mondo malato

I Don't Feel at Home in this World Anymore
Trama: Giustizia da sòla

Il primo dato interessante di questo film è che il regista è Macon Blair, un nome che ovviamente non vi dice nulla, non vedo perché dovrebbe, e che neanche a me diceva nulla fino a vederne la faccia, questa strana facciota da collega sistemista che ti risolve quel problema alla mail o da vicino di casa da dieci anni e non sai mai qual è Martinelli del terzo piano o Santucci del quinto che mannaggia a lui se non la smette ti tirare i mozziconi nel mio terraccio un giorno salgo e faccio un macello
Probabilmente a qualcuno di voi dice qualcosa, anche se in effetti non è immediato collegarla al pazzo barbuto di Blue Ruin e al tirapiedi nazi di Green Room e ancora meno a quel vecchio film pazzerello di Murder Party (che comunque ricordo pochissimo pure io).
Il tipo sembra aver imparato benissimo dai film a cui ha partecipato perché lo stile di regia, la violenza dei poveracci e soprattutto la suburbia folle in cui ambienta il suo esordio sono proprio gli stessi.
America. Oggi. Patria di redneck, complottisti, poveracci coi villoni e coi figli drogati che fanno le rapine non prima di aver lasciato un ricordino nello sciacquone del water. 
E anche di povere ragazze sfigate che non fanno male a una mosca e che subiscono le peggio angherie ogni giorno, tipo farsi superare sempre nella fila del supermercato o farsi rovinare il finale di un libro dal primo coglione che passa. Ti credo che ti sale la rabbia.
Quando alla porella le entrano i ladri in casa e le rubano l'argenteria della nonna e la polizia le risponde con un'alzata di spallucce, lei non ci sta e, aiutata da un vicino di casa che si crede ninja e hacker (non è neanche lontanamente nessuna delle due cose, soprattutto non è un hacker, stupenda la scena in cui deve cercare a chi appartiene un van dal numero di targa, si mette al computer, esclama un accorato e nerdico "adesso a noi due" e poi apre Google), risalirà fino a chi le ha rubato l'argenteria scatenando una spirale di violenza inaudita e grottesca.
Pare un po' quel film dei due loser a vita che prendono la pistola e vanno a sparacchiare chi gli fa schifo. Solo che in questo non sono loro a scatenare la violenza, ma la devono per forza usare per reazione contro chi senza posta gli punta un fucile contro.
Il film è "indie" nel vero senso della parola, quindi personaggi stramboidi, ambientazioni fuori mano, cretini col diritto di voto e di parola che decidono per la vita altrui.
Tiene bottissima soprattutto per l'escalation di sangue e mani mozzate, andamento che deve anche un po' ai Coen di un ventennio fa, penso a Fargo, dove all'essere dei criminali disorganizzati e coglioni corrisponde l'essere anche dei fottuti serial killer sanguinari a cui i due loser rispondono come possono, cioè lanciano stellette ninja in faccia alla gente.
Purtroppo molte delle considerazioni della protagonista sono veritiere
Come darle torto.
D'altronde, se pensi che al momento l'uomo più potente ponte pi del mondo è questo qua:
Protagonista femminile perfetta, brutarella e banalmente ordinaria, per questo bellissima, protagonista maschile Frodo, che continua la sua galleria di personaggi strambi per scrollarsi di dosso i peli da hobbit (dopo un paio di serial killer, qui e qui, e  un paio di film che boh, questo e questo).
Il film è una possibile risposta all'annosa domanda che tutti ci facciamo quando leggiamo quel certo commento du FB o quando "Quando si estingue l'umanità? Facciamo in fretta che dopo ho da fare."
E questo illustraposter