martedì 24 novembre 2015

2x1 • Treno ululà, Spagna ululì

Voi non vi fidate mai quando vi dico una cosa, e invece dovete fidarvi. Quando vi dico che un mostro vecchio stampo inizia a sostituire un altro mostro vecchio stampo, dovete fidarvi.
Parlo ovviamente del fatto che gli uomini lupo sono diventati i nuovi vampiri (non i nuovi zombi, quelli sono un mostro vecchio stampo che deambula da sè).
Lo dimostra la presenza imperante di werewolf, lupi mannari, licantropi di quest'anno. Ecco un esempio, eccone un altro, e un altro ancora.
Per sottolineare la mia ragione e il fatto che dovete fidarvi ecco altri due film, uno dalla gloriosa Inghilterra,
Howl
Trama: Un capotreno mannaro inglese va a Londra

Un film onestone. Solo questo posso dire di questo Howl, che svela tutta l'idea del film già dalla locandina: treno + lupi mannari. Tutto qui.
Proprio come fosse Snakes on a plane in questo caso è Wolfs on a train: una serie di passeggeri (assortiti proprio come potete immaginare: il geek, la zoccoletta, la coppia di anziani, il ciccione, lo sbruffone) rimane bloccata nel bel mezzo della campagna inglese, nebbiosa e brughierosa, tutto intorno il nulla e un branco di licantropi ululanti.
Il primo che ne fa le spese è il guidatore, che funziona anche da inside joke molto divertente, infatti è interpretato da uno dei protagonisti di Dog Soldier, uno dei migliori film di lupi mannari degli anni 2000.
Il resto è un film che va da sè, con le vittime che piano piano se ne vanno 
ne rimangono sempre meno, alcuni si trasformano
mentre la maggior parte dai finestrini, risucchiate come spuntini finger food dagli omoni lupo, che sono  - è sempre importante vedere come sono realizzati i licantropi in un film di licantropi - praticamente dei neandertaliani culturisti pompatissimi con la faccia mostruosa, non proprio lupesca, quasi aliena a dire il vero
Sembrano quasi più i mostroni di quella trilogia fichissima di qualche anno fa, come si chiamava? Aspe' fammi ricordare... Ah sì, Feast. Recuperatela.
E insomma comunque un filmetto piccolo di lupi mannari grossi, cattivi, brutti e coi capelli untissimi, si fa guardare perché è divertente, dura il giusto, e non si prende troppo sul serio.
Ad averceli anche qui i film di lupi mannari, ma anche solo ad averceli i film horror, ma anche solo ad averceli i film.
Sai dove ce li hanno i film, e anche gli horror, e anche i lupi mannari? In Spagna, ma questa volta non si grida al miracolo spagnolo, anzi il film spagnolo di licantropi (datato 2011, ma io l'ho visto solo quest'anno, quindi vale come trend, oh) non èp per niente fico, è una commedia e si intitola
Lobos de Arga
Trama:
Scherzavo. Non parla dei Los Lobos e non parla di bamba, parla di loro:
Che come vedete già fanno capire la pochezza del tutto. Quanto sono brutti? Mascheroni e pelosoni?
Roba da anni 50:

Il resto è tutto un po' così, da quel senso di "vorrei ma non posso", anzi "quisiera pero no puedo": gli attori più che lupi sono dei cani (e c'è anche il cane vero che fa le cose simpatiche, tanto è trend anche quello quest'anno), la struttura narrativa ricorda tantissimo Las Brujas de Zugarramurdi, ma ancora di più quel divertentissimo film zombico inglese con le zombi metrosessuali, che poi fu anche copiato, malissimo, da quell'altro con le vampire lesbiche, sempre inglese, insomma la solita storia del ritorno dalla città di uno che era cresciuto in un paesino (ora scrittore fallito, quest'anno anche di scrittori falliti ne son piene le cineteche, proprio quest'anno (!)) e arriva e trova che le leggende che gli raccontava il nonno da bambino sono vere e c'è davvero il lupo mannaro chiuso nei sotterranei del paese e finisce per scontrarcisi, col suo cane e l'amico ciccione.
È una commedia, ricordiamolo, ma non fa ridere mai, anzi è abbastanza noiosa, non ha il minimo di ritmo che ci si aspetterebbe da un film del genere, per di più iberico. SI fatica tantissimo ad arrivare alla fine. 
Fanno più ridere queste gif di cui non conosco la provenienza ma ora devo assolutamente scoprire qual è
monsterman:



Curse of the Devil (1973) aka Return of the Werewolf aka El retorno de Walpurgis


 Attack of the wheelchair WerewolfAnimated gif of Werewolf moonwalking on the road
Se ne volete altre fatevi un giro sul tumblr fatto durante la luna piena

Comunque di uomini lupo non se ne hanno mai abbastanza, evviva i lup mann, di certo meglio che i vampiri o gli ambulanti in tutte le salse. Ne arrivano altri presto qui:

e qui:

e qui:

Invece si sono perse le tracce di un film lupesco in produzione qualche tempo fa che sarebbe stato bello: rocker anni 60 capellone e uomo lupo. Almeno la locandina era promettente:
Vi fidate ora? Ecco allora datemi i numeri delle vostre carte di credito ora. Fidatevi.

lunedì 23 novembre 2015

FUMETTOLOGICA • Il ragazzo invisibile / Heroes Reborn

Contro ogni previsione e schivando le macchine,
 torno sulle pagine di FUMETTOLOGICA.
Sono o non sono una colonna (im)portante del sito? Ah, non lo sono?
È un uccello? È un aereo? È un regista? No! È SalvatHeroes.
>> QUI <<

venerdì 20 novembre 2015

CB ANTEPRIMA • Hunger Games - Il canto della rivolta II

Hunger Games - Il canto della rivolta II
Trama: La Lawrence s'arrabbia

Oh. Finalmente ci siamo tolti 'sto dente.
Sono anni che ce lo portiamo dietro. Sin dal lontano 2012, quando uscì il primo Hunger Games, che meritò una recensione lunga e dettagliata, che ancora oggi riassume perfettamente il chickenbroccolipensiero rispetto al tutta la saga.
E devo dire che se non ci fossero stati il secondo Huger Games e ancora peggio il terzo Hunger Games (il più noioso e insulso della quadrilogia, perché, alla luce del quarto, davvero dimostra il suo essere un film fatto solo per monetizzare il più possibile), questa serie sarebbe, a conti fatti, nelle mie grazie, non solo per le grazie della protagonista, ma per un motivo e quello soltanto: viva una protagonista che si fa il culo per salvare l'umanità e non pensa solo alle sue paturnie amorose come altre di altri romanzi o film per giovani adulte. Riassumendo in una vignetta della sempre virtuosa Gingehaze:
Non mi dilungherò sui particolari del cosa va e del cosa proprio non va in HG, perché l'ho già fatto tre volte, finirebbero per essere post tutti uguali.
L'unica cosa che si può dire di questo capitolo finale è che finalmente SUCCEDONO COSE! Scontri, guerre, attacchi, botte, cambi di piani, baci, mutanti, bombe, tante cose insomma. E, per fortuna, ci sono anche una sorta di Hunger Games cittadini, con tranelli da evitare, i tranelli sono sempre divertenti e quello del bitume nero è molto bello da vedere
Peccato che ogni cosa che potrebbe - e vorrebbe tanto - essere superaulica, emozionante, fichissima, viene "appiattita" per farla arrivare anche alla più scema delle ragazzine dell'Arkansas, o dello Utah. Non aiutah, non aiutah per niente (la dovevo dire per forza.)
Per dire, due esempi facili e di natura emotiva diversissima: si chiude sia la storia d'amore (ovviamente sceglie Peeto) che la storia di vendetta (con un finale quasi a sorpresa). Ma dopo anni che abbiamo aspettato che Katniss finisse quella cosa di salvare il mondo per finalmente darsi alla pazza gioia del sesso e dell'amore e di Snapchat, ci saremmo minimo aspettati un momento di passione vera, girata a modino, voglio dire, vi ricordate il bridivo di questo no?

Ecco. Lo sapete dopo tre anni di attesa e relativi pericoli scampati e passi fatti vicino alla morte e tradimento e perdita e tutto quanto i due, quando finalmente stanno tranquilli a casa, su un letto, che fanno? Vanno a dormire con la mossa del cucchiaio. Neanche un bacio.
E poi la vendetta, quando finalmente Katniss si ritrova di fronte, facciotta a faccia barbuta, con Snow


hem... no, lui...

(ma non è che John è sopravvissuto e una volta invecchiato... no eh?)
Insomma quando Katniss finalmente può vendicare padre, sorella, tutti, che fa? E che fa? Uno direbbe: lo lascia vivere nella sua miserabile vecchiaia e malattia? Lei non è assassina gratuita... ecco. No. SPOILER: lo lascia massacrare dalla folla. Bella morte pietosa.
Insomma tutto quello che sta intorno a Katniss rimane banale e risaputo: buoni che non sono altro che cattivi mascherati, odi che diventano alleanze, soppressi che diventano rivoltosi, ma bisogna ammettere che l'attenzione che ti cattura JLa e la faccina tonda sono di quelle difficili da evitare. Ha legato il suo nome ad un'eroina che sarà esempio per tutti i film d'avventura da qui a un bel po' di anni. Eccola in posa napoleonica mentre festeggia
C'è da dire che a questo manto da star che la Lawrence ha conquistato in pochissimo e giovanissima, ci contrappone una semplicità e una spontaneità che stupisce e intenerisce
È pure sempre una tipa qualunque del Kentucky. Insomma quando dice che nessuno la invita ad uscire è normale che tutti hanno detto MACHESEISCEMA! Esci con me! Giuro che tengo il telefonino in tasca tutto il tempo.  
Bisogna dire che il femmismo e la femminocentricità (neologismi, li scrive CB nel suo cineblog distopico) della serie è ribadita dal cast dei film - a dispetto di protagonisti maschili più che insulsi (il fratello di Thor è scemo, Peeto è un nano mascellone, quell'altro biondo un cretino, Woody Harrelson sprecato, Philip Seymour.Hoffman triste vederlo appiccicato nelle scene in computer grafica) - si è veramente riempito di belle guaglione (su tutte ovviamente la mia amata Julianne, ma perché non c'è neanche una scena in cui bacia la Lawrence? Julianne bacia tutte..). Ecco lo spiedino di fic tipe protagoniste
Ragazze alla mano come si evince anche da questo accadimento:
Ode ai curatori degli effetti speciali che sono riusciti digitalmente e spendendo milioni di dollari a scena a far sembrare Peeto alto
OH! MA LO SAPETE CHE: 
No dai, è uno scherzo.
Questo uno dei poster alternativi, niente male:
Le illustrazioni le abbiamo viste tutte, appare questa bella mappa da cliccare per vederla bene, opera di Rachel Ignotogsky (che bel nome):
Salutiamo com'è d'uopo la ghirlanda imitatrice (di Jim Carrey forse) con una collezione di smorfie assurde che sul suo visino sono proprio adorabili (non si accettano battute becere, porci!)

giovedì 19 novembre 2015

CB ANTEPRIMA • Loro chi?

Loro chi?
Trama: Meglio un giorno da Leo che mille da pecora

Io ci credo sempre tanto in Giallini, ci ho sempre creduto, da tempi non sospetti, e ho sempre speso parole di grande ammirazione per lui, sempre sempre sempre, perché Giallini è veramente un attorone secondo me, molto più che il brav'uomo, come riesce a fare il burino ripulito lui nessuno, il riccastro, il romano dalla battuta ferale immediata e perfetta, quello che vedi arrivare col macchinone e il telefonino di ultima generazione, che parla con non si sa chi di affari e assegni, e poi è protestato, dall'altra parte del telefono c'è la segreteria e non la segretaria e la macchina l'ha presa dall'amico meccanico per un giorno. Infatti nel ruolo del truffaldino con la parlantina convincente e l'asso nella manica sempre pronto, come il personaggio che recita in Loro chi?, è davvero perfetto. Ci crederesti a tutto quello che dice, come ci credono quelli che cadono sotto le sue chiacchiere. Infatti io ci ho sempre creduto in lui. Lo farebbero tutti.
Infatti ci crede tantissimo il personaggio di Edoardo Leo, un aspirante scrittore mesto e sfigato, che si fa fregare in due secondi. Ma che, una volta fregato, e persi il lavoro/ragazza/dignità nel giro di una notte, non ci sta e rintraccia il truffatore, che lo convince, per recuperare il maltolto, a partecipare ad una megatruffa ai danni del precedente datore di lavoro. 
Da qui ai nasi e barba finti in faccia è un attimo.
Leo è balzato agli onori del cinema italiano decente (non quello dei cinepanettoni che per fortuna sembrano avere esaurito il loro ciclo vitale ventennale, anche se qualcuno si ostina a farli e se qualcuno gli ricorda che è fuori tempo partono pure le offese su Twittergrazie a quel Breaking Bad in salsa di pomodoro che era Smetto quando voglio. Poi è arrivato Noi e la Giulia, e io, anche prima di legarci il mio nome in qualche modo grazie al BIG MEAL, ne ero rimasto sorpreso.
Ma Loro Chi? è nettamente un passo indietro sul percorso. Non propriamente un passo falso, perché, a suo modo, ha degli spunti divertenti, ma la regia si rivela ai limiti del televisivo scarso (e non ho nulla contro i registi televisivi, ci sono registi televisivi che mangiano in testa a certi cinematografici, che tradotto vuol dire "Sollima") e delle cadute di stile francamente inutili. 
E per cadute di stile intendo l'inserimento a forza della figa, del tutto inutile all'economia della storia. Ora, che proprio io condanni la presenza di figa in un film è paradossale, soprattutto se si tratta di figa VERA, soprattutto una delle due tizie che, ecco, come dire:
(Ne ho dovute mettere così tante per farvi capire meglio... Sennò non si capiva che intendevo..)
Ma davvero, le due tizie, compari di Giallini, sono due personaggi che nulla aggiungono al film se non quel pepe becero e arrazzone di far vedere le tette sotto magliette bianche bagnate e due tope che si baciano (sì perché sono pure lesbiche, inutilmente, proprio solo per farlo, quest'anno va così, ai limiti dell'offesa se poi pensi che esitono film seri come Freeheld).
Insomma Loro chi? è un film di truffe, di quelli che siamo abituati a vedere, ultimo in ordine di tempo questo, ma c'è un'intera filmografia. Film di pacco, doppiopacco e contropaccotto.
Il problema congenito dei film di truffa è che lo spettatore sa bene che fino alla fine, fino proprio all'ultima scena, tutto potrebbe cambiare, il truffato potrebbe diventare il truffatore, il truffatore il truffato, o il pollo potrebbe trasformarsi in Leo.ne e fregare tutti a sua volta. Lo spettatore lo sa e parte prevenuto, difficile riuscire a sorprenderlo. Stai tutto il tempo a pensare "ma vedrai che Leo è un truffatore. Ma vedrai che Giallini è al soldo del capo dell'azienda. Ma vedrai che le due fighe lasciano i due maschi con un palmo di naso e rubano tutti i soldi." e prima o poi ci becchi. Tanto che negli ultimi anni siamo passati dal semplice cambio di prospettiva di grado uno (truffato che si rivela truffatore) a una sequela di finali uno dietro l'altro, inscatolati uno dentro l'altro, uno che annula l'altro, e siamo arrivati spesso al fatto che spesso ci lasciano pure col dubbio "chi ha fregato chi? Noi non sapevamo come risolverla quindi fate voi trottola!".
Loro chi? non fa differenza, c'è un finale, poi un altro, poi... 
Ed è l'ultimo finale che rovina un po' il giocattolino. Non voglio spoilerare, quindi come d'uso ve lo scriverò in bianco, per leggerlo dovete selezionare col cursore la parte che vedete bianca, insomma lo sapete. Leggetelo se non vi frega nulla del film o se l'avete già visto:
Dunque Leo è uno scrittore fallito. Giusto? Scrive la storia della truffa subìta e va dall'editore a leggerla, sotto minaccia di pistola, giusto? Gliela legge tutta, da cima a fondo, l'editore prima è spaventato poi si appassiona. Giusto? Alla fine Leo si fa dare l'anticipo per la pubblicazione, cede i diritti per 50.000 euro. Aspetta l'editore al parco e fugge coi soldi, lasciando l'editore con il plico che aveva in ufficio, che contiene fogli bianchi. Quindi tutta la storia raccontata è falsa, da cima a fondo. Giusto? L'ha inventata di sana pianta, ha fatto il Keyser Soze per capirci. MA COME HA FATTO? Keyser Soze parlava, non leggeva, e inventare cose parlando è certo più facile che "leggere" un foglio bianco pretendendo che ci sia un libro scritto sopra. E se l'editore gli avesse chiesto di rileggere un passo? Scrivere non è parlare, si sa. Troppo troppo troppo tirata questa ultima sorpresa, questa forzatura solitisospettesca finale rovina il giocattolo (che non era poi così divertente già da prima) definitivamente.
Rieccoci. Avete letto? O avete resistito? Se avete resistito bravi, ma tanto lo so che non avete resistito, perché voi non ci state ad essere truffati, e non ci state al fatto che di truffatore, nel film ne esiste solo uno, non ci si può stare.
Un accenno alla locandina, che se da una parte merita un piccolo plauso per non aver ceduto alla solita formula "personaggi scontornati su fondo bianco con titolone rosso", non brilla certo di originalità:
Comunque, sebbene il film non goda di quella freschezza come fa Noi e la Giulia e neanche di quel cast che aveva Smetto quando voglio, di certo non deluderà chi gli piace andare al cinema tanto "pe' fasse du' risate", che però sta anche diventando un po' un trucco per mettere su un film senza troppo impegno, girato in una settimana, senza pensare troppo manco loro. Non è che adesso solo perché non ci sono parolacce o cacca in faccia come nei film cor Cipolla, allora sono tutti "ottima commedia italiana", capiamoci.

mercoledì 18 novembre 2015

Polpo di stato

No Escape
Trama: Owen fa un casino quest'anno

VI ricordate di quella volte che andai in Thailandia e mentre vedevo un film per poco non mi scoppia una bomba sotto il culo?
Ecco, in No Escape si racconta quello che è successo un anno prima di quell'avvenimento, cioè un colpo di stato militare (correva l'anno 2014), anche se non è mai dichiarata la nazione in cui si svolge il film (ma è quella, è palesemente quella).
Ci sta una famigliola - padre, madre, due figlie piccole - che si è appena trasferita dall'Ameriga per il lavoro di lui, lei sta stressata, le ragazzine peggio.
Scoppia il finimondo, ribelli che sparano, entrano negli hotel e ammazzano tutti e guarda caso vogliono proprio lui, cioè proprio hanno la foto sua (tanto per aumentare il senso di paura), in quanto amerigano impiegato in una società multimiliardaria che con la scusa di portare acqua a tutti avrebbe poi impoverito ancora di più il paese mettendoci le scimmie di mare dentro.
Come ogni persona normale catapultata in una situazione eccezionale, il povero Owen non può far altro che scappare, cercando di ricongiungersi alla famiglia, trovare una vita di fuga e scaraventare le figlie da un palazzo all'altro
Già. C'è questa scena qui (giustamente rinominata da Vulture "most movie GONZO moment"), ed è l'inizio della fine, del film intendo, che tempo altri due minuti (cioè quando Owen scaraventa anche l'altra figlia dal parapetto) diventa di un insulsaggine quasi inspiegabile. 
Quasi, infatti la posso spiegare.
Dove fino a quel momento il film era stato sopportabile, ad un certo punto si spande per la stanza un odore di stronzata galattica che appesta l'aria. -
Anche facendo lo sforzo di acccettare il fatto che hanno scelto come protagonista di un film tragico uno come Owen Wilson, che poveraccio non è più in grado di tenere a bada i fantasmi dei personaggi (fantastici eh!) che si porta dietro, tipo questo:
o questo:
il film non si spinge fino alla deriva supereroistica di un disaster movie, che ne so, tipo San Andreas, quindi anche se Owen non inizia a imbracciare fucili e ammazzare la gente a colpi di karate, facendo battutine sceme, poco ci manca
movie s fight family thriller
Ma cercano di mascherare il tutto con "la disperazione del momento", ci riescono male. Ripensi a Captain Philips e capisci.
Per la deriva supereroistica ci pensa un redivivo e ridicolo Pierce Brosnan, nei panni di un agente segreto inglese sotto copertura. Vi ricorda qualcosa?
Eccolo alla premiere del film coi suoi figli, da destra, Paris, Dylan e Aramis.
Tornando al film. Tutto quello che fanno, Owen e famiglia, diventa stupido in un battito di ciglia, prendono decisioni talmente imbecilli (una su tutte prendere un motorino, mettersi dei cappelli con visiera bassa e passare, quattro sul catorcio e sguardo a terra, in mezzo a centinaio di manifestanti armati) che ad un certo punto ti chiedi se l'idea più stupida sia la tua che continui a vedere il film. Diventano insopportabili, vuoi che finiscano male, inizi a patteggiare coi rivoltosi. 
Particolarmente fastidiose le lamentele imbecilli della moglie, interpretata da Lake Bell, che sarà pure bell, anzi proprio una topa stellare che merita persino una foto gigante tutta sua perché comunque una rosa è una rosa è una rosa è bell
ma rimane un maledetto macinino a pedali in quanto a recitazione, non si sa se è più cagna quando fa la disperata impaurita immobile che dico io fai qualcosa ci stanno sparando addosso da un elicottero! o quando, sul finale, prende pure lei coraggio e diventa salvatrice di figlie, marito, patria, casa, famiglia.
Un film del genere - che potremmo, con uno sforzo di immaginazione, accostare a quel bel The Impossible, che era sempre famiglia impegnata a salvarsi da gigante casino inimmaginabile - pareva interessante perché è sempre interessante vedere la gente normale insieguita dai cattivi e alla fine salvarsi, ma devi prendere una posizione: o mi fai Die Hard e allora trasformi tutto in un filmazzo dove il padre di famiglia si trasforma in Rambo (vedi alla voce Olympus Has Fallen), oppure me lo fai serio, pesantone, anche un po' politicizzato (vedi alla voce Argo).
Per tornare un attimo a Owen, non sto dicendo che sia un attore incapace di ruoli "drammatici", non scordiamoci questo o questo, ma è quando ce lo fanno credere che non riesce proprio. Una cosa è la commedia impegnata, una cosa è lanciare le figlie dal parapetto. 
Per fortuna manca poco ad un film dove lo ritroveremo nel suo profilo migliore: