giovedì 20 aprile 2017

SIAMOVIE SERIAL • Tredici puntate (e come uscirne vivi)

Ho visto tutte e 13 le puntate di Tredici (quanto gli deve essere piacuta questa numerologia) e subito dopo anche 17 anni (e come uscirne vivi). 
Non mi sono tornate le mie paturnie da diciasettenne (non sono tornate perché sono ancora TUTTE qui, non sono mai passate!), e, soprattutto, nel caso del serial Tredici, non ho fatto il grido "TOTALE! BEST SERIE EVER! CERVELLO ESPLOSO!" che ormai ogni serial sembra poter meritare, come fosse un'affermazione della propria capacità di giudizio. L'avete notato? Nell'epoca dei social argomentare un qualsiasi qualcosa che ti è anche solo mediamente piaciuto con una fermezza degna di, chessò, il Colosso di Rodi, sembra essere un modo per far capire a tù le mond quanto si è lesti di intelletto e spigliati di spirito critico.
Ci sta anche, ogni tanto, un "mi è piaciuto moderatamente, alcune cose sì altre no. Non mi sono certo strappato i capelli. Sivvabbé carino ma non esageriamo." eh.
Ecco, una cosa che mi è piaciuta moderatamente, alcune cose sì altre no, non mi sono certo strappato i capelli sivvabbé carino ma non esageriamo è proprio
Tredici
Trama: I got 13 problems but Hannah ain't one 

Attenzione che inizio subito con uno 
S
P
O
I
L
E
R
grosso così.
Quando, alla decima puntata, siamo arrivati al dunque, ho pensato: "Ah, ma alla fine è solo uno stupro."
L'ho pensato davvero. E posso dire che, un secondo dopo averlo pensato, mi sono davvero vergognato, ma ormai il pensiero (che è velocissimo, mannaggiallui) era fatto. 
Un pensiero veramente aberrante (soprattutto quel "solo"), maturato dopo aver visto quella decina di puntate immerso in una noia totale, in cui andavo avanti col pilota automatico e la speranza che: "oh cazzo sto vedendo 'sta serie col pilota automatico con la speranza che alla fine questa tanto sconvolgente "cosa" che l'ha fatta suicidare, a questa ragazzina, sia VERAMENTE assurda per davvero! Ma che sia proprio un fatto che più ATROCE e MALSANO non si può! Perché sono 10 ore che questa Hannah tira il can per l'aia (o i can per l'hanna) con le sue cassettine e le sue paturnie adolescenziali e mi sta veramente rompendo i coglioni venendo a noia."
Ecco, per colpa di una gestione cinematografica sbagliata (regia piatta, sceneggiatura non troppo ispirata, metà cast composto da attori insulsi), avevo sminuito con un "solo" qualcosa che è VERAMENTE aberrante, atroce e malsano. Uno stupro.
La trama: Hannah è, anzi era, una ragazzina 17enne di una qualunque high-school americana. Si uccide, e lascia come amabili resti una serie di cassettine audio (quelle anni 80, perché comunque gli anni 80 sono tornati di moda anche nei drammi adolescenziali di oggi, soprattutto su Stranger Netflix) in cui, cassetta dopo cassetta, snocciola tutti i colpevoli della sua drastica decisione finale, tessendo un mistero che coinvolgerà i suo compagni di scuola, i genitori, gli insegnanti e facendo crescere l'aspettativa verso un finale alla Shyamalan, o quantomeno verso un finale col botto, una risoluzione che proprio non potevamo immaginarci.

L'errore del serial - in cui cadi anche tu spettatore - è quello di credersi (o vendersi come) un thriller. Il continuo sottolineare che c'è un MISTERO dietro la morte di Hannah la butta troppo su The Killing, su Twin Peaks persino, e in alcune puntate c'è anche spazio per una possibilità ultraterrena che tanto ricorda Donnie Darko (le visioni, la ferita sulla fronte terzo occhio?)...
Invece non è un thriller con l'assassino finale e neanche un dramma soprannaturale, è invece un drama adolescenziale che purtroppo la tira troppo troppo lunga, rovinando quello che di buono fa, perché lo fa solo nelle ultime tre puntate.
Mentre vedi Tredici più di una volta pensi che Hannah sia una grandissima cagacazzi (maschilismo a parte, giuro...), che esagera su alcune reazioni, che a volte se la prende a morte per cose che "oh, e statte calma non è che tutto gira intorno attè", che altre volte sia davvero ma davvero scema a ostinarsi nel frequentare e fidarsi di gente che solo un'ora prima le ha dato della stronza o ferita tantissimo.
Poi vedi le tre puntate finali. E ridimensioni tutto. Capisci che hai visto troppi thriller e ti aspetti sempre che a un certo punto spunti fuori l'assassino con la maschera inquietante e il coltellaccio, mentre un serial come questo si muove su altre dinamiche, più reali e sottili, e che, anche se al livello seriale e televisivo rimane un prodotto troppo lungo, lento, più di una volta noioso, Tredici è assolutamente indispensabile, come il fatto che abbia una dimensione "netflixiana", quindi iper-fruibile da un pubblico giovane, del genere "hey ragazzi, pizza, divano e Netflix stasera?" e poi ti vedi una roba pesantissima come le scene finali e magari impari qualcosa.
Certo è che Tredici (anche perché dura 13 ore, un film non avrebbe fatto questo effetto) ti fa ricordare com'eri tu a 17 anni - io ci ho messo pochissimo, che vuoi che siano 5 anni... - e ti ricordi lo spaesamento, la voglia di far parte del gruppo "fico" anche se sono una manica di imbecilli (cosa che molto probabilmente sei anche tu. Sai quando senti i pischelli dire "io sono diverso", e lo dicono tutti, del tipo "sono diverso da tutti quelli che dicono sono diverso") e ti rendi conto che Tredici, in questo aspetto, azzecca benissimo l'incoscienza e la non-consapevolezza di sé dell'adolescenza, quando comunque sembra più importante essere accettato nel gruppo che fare l'outsider (che invece è cento volte meglio) anche se il gruppo si condivide un cervello solo, anche un po' ritardato...
Quindi, grandissima vergogna su di me per quel pensiero, ma anche oh, se facevano 8 episodi invece di 13 era meglio.
Più simpatica di Hannah è la ragazzina protagonista di:
17 anni (e come uscirne vivi)

Trama: I got 17 problems but Nadine ain't one

Un film adolescenziale sugli adolescenti con problemi da adolescenti.
Carino eh, anche se non imperdibile come Me and Earl and the Dying Girl o Easy A, ma - senza raggiungere derive violente o pessimiste come Tredici - ha il suo bel raccontare delle paturnie adolescenziali di questa ragazzina (bravona, ha un futuro...) sempre con la battuta pronta (il tempo è maturo! Vogliamo il film di DARIA!), anche se pure lei pensa di essere diversa da tutti quelli che pensano di essere diversi

Paturnie che sono più che altro affrontare la sua sfigataggine:

che ovviamente per noi spettatori è ficaggine assoluta:

affrontare la ficaggine riconosciuta del fratello (una a una festa le fa: hai presente quel film con Schwarzenegger e Danny Da Vito che fanno i gemelli? Tu e tuo fratello me li ricordate...), perdere la verginità col più figo della scuola che però non sa neanche lei come si chiama

riprendersi dalla morte del padre (che comunque, sardonica, ancora usa come scusa per non aver studiato a distanza di 5 anni), la ovvia depressione della madre e, lust but not lost, la sua migliore amica che si fidanza col fratello fico di cui sopra.
Di certo più interessante di tutti i film e serial a tema scolastico che vengono prodotti in italia ultimamente (dove sta La scuola?! Dove?!), ma anche più blando come temi rispetto a roba come Elephant, Napoleon Dynamite e persino Breakfast Club.
Certo Nadine sarebbe perfetta in CLASSE MISTA III CB!
Nel film, per la serie "professori che vorremmo aver avuto ma purtroppo avevamo Taschetta e le sue cazzo di versioni di greco e latino scritte a mano", compare Woody Harrelson sarcastico e bellissimo, a cui lei va a dire che si vuole suicidare e lui risponde "non farmi smettere di sognare"

Insomma avevo fatto bene a dire che HA IL SUO PUBBLICO ne LE PRECENSIONI. Voto a me: 7+
Le colonne sonore di entrambi, serie e film, sono proprio "adolescenzialmente" belle, meritano di essere messe su 13 cassettine e sentite. Col walkman ovviamente.
LATO A
LATO B
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