martedì 26 aprile 2016

STORIA VERA • La tempesta imperfetta

L'ultima tempesta
Trama: Finché la barca va... giù

Certo la Disney è strana però eh.
Voglio dire, abbiamo capito che è la società più ricca di tutte, ma di tutte tutte eh, anche delle corporation tanto cattive che non piacciono a me, a voi e a Micheal Moore.
Solo con l'indotto dei film (per rimanere in tema e non chiamare in causa parchi giochi, merchandising e televisione) si potrebbe fare tutta la casa d'oro zecchino, fili elettrici compresi: Disney, Pixar, Marvel, Star Wars. Serve altro?
Ma la Disney, oltre ai film sopracitati, ogni tanto produce dei film che vanno malissimo, forse lo fa di proposito, così, per ridere di qualcuno. Per far vedere che anche lei è fallibile e rimanere quindi in una dimensione umana. Cioè una sorta di Matrix che ci mette l'errore di proposito per confondere le idee.
Lo scorso anno fece un capitombolo con Tomorrowland, un film brutto e una spreco di denaro lampante, sin dall'inizio secondo me.
Ora arriva questo The Finest Hours, altrimenti detto L'ultima tempesta (cioè questo mi significa che la penultima era quella con Clooney e Uolberg?), che a questo punto speriamo veramente sia l'ultima perché hanno rotto le pale, le eliche per così dire. 
Allora questa è la STORIA VERA (aridaje. Io ve l'ho detto, tra poco fanno il film STORIA VERA di un cineblogger che non fa altro che recensire film di storie vera, poi non dite che non vi avevo avvertito... il seguito è il film STORIA VERA dei lettori annoiati dal cineblogger che recensisce solo film di storie vere... e via dicendo) di una volta che dei pinguani sono usciti con una meganave gigante e li ha beccati una megatempesta che gli ha rotto la barca in due, come il Titanic, ma senza scopate in macchina.
Quelli rimasti nella metà che sta a galla, comandati da un prode mozzo (il sempre bravo Casey Affleck, sempre meglio del fratellone)
che riesce a non far colare a picco il troncone rimasto e a far rimanere la ciurma unita anche se già dopo un secondo dalla tragedia si vogliono mangiare tra di loro, in attesa degli aiuti.
Gli aiuti in effetti arrivano, nella persona di Chrispino:
uno che anche quando sta salvando 30 marinai fa quella faccia lì. Guarda che per "rimorchiare" intendevano lo scafo! Non che ci devi provare... a meno che tu non abbia un debole per i marinai.
Alla fine il salvataggio riesce e tutti e 35 tornano in una barchetta da 12 persone. Grande eroismo, grande storia di sopravvivenza, grande america che alla fine salva tutti.
Faccio riferimento a quello che al momento è il mio sito preferito... ok, il mio secondo sito preferito... per farvi vedere le vere facce dei protagonisti di questa STORIA VERA
(da notare  una certa differenza nella lei del gruppo...) e per farvi approfondire il tutto ecco come sono andate le cose fuori dalla finzione hollywoodiana. Come? Non sapete il significato della parola approfondire? Ma sì dai, è quando vai a fondo... Ah ah ah.
Dunque, gli elementi per un bel filmone che ti lascia col fiato sospeso e alla fine ti emoziona pure c'erano tutti, sopravvivenza, amicizia, eroismo. Che non l'hai mai visto Alive? Io mille volte e ogni volta mi scende la lacrimuccia quando arriva la scarpina rossa.
Invece quando guardi L'ultima tempesta ti annoi, ma tanto, ma così tanto, che alla fine non te ne frega più niente se questi vanno a fare da mangime ai pesci o se Chrispino riesce davvero a salvarli o no.
Il problema è la prospettiva. Avessimo seguito per tutto il tempo i marinai, con l'ansia che cresce quanto più la barca affonda, con l'acqua alla gola, letteralmente, quando poi sarebbero arrivati gli aiuti avrebbo gridato al miracolo pure noi. Invece ci dobbiamo sorbire minuti e minuti e minuti di cose che al fine della storia non interessano (Chrispino che si deve sposare, Eric Banana generale senza palle, addirittura la futura moglie di Chrispino ha una storyline tutta sua), insomma tutte cose che succedono fuori dall'acqua e che smorzano l'ansia per quei poracci che intanto si prendono le travi in faccia
E non è neanche come il Titanic che per tutta la prima parte ci si bacia e si fanno gli occhi a cuore ma quando arriva iceberg non ce n'è più per nessuno e stiamo lì col fiato sospeso per un'ora, no, qui è tutto mischiato, spezzetato, confusionario.
Peccato perché le tragedie marine sono sempre una cosa bella. 
Ora, tornando alla Disney, la domanda sorge spontanea: perché ha prodotto questo film? Forse ci credeva poi si è accorta che era di una noia mortale? No perché tipo che a Roma è uscito in UNA sala. Neanche quei film dell'Opera lirica al cinema per soli due giorni escono in una sola sala. Mi incuriosisce capire perché questo film è stato distribuito, e così male, non potevano a quel punto venderselo in DVD come un'esclusiva? Deve per forza uscire in sala per poi andare in DVD o su SKY e poi su Cielo? Mi piacerebbe sapere di più di queste strane vie della distribuzione.
...
No. Non è vero. Non me ne frega niente. 'sto film è inutile e a malapena meritava di uscire. Che sia della Disney è un mistero e secondo me neanche loro sanno che l'hanno prodotto. Hanno fatto bene a farlo uscire in sordina che tanto non se lo sarebbe visto nessuno comunque e il botto sarebbe stato più rumoroso se fosse stato preceduto da qualche clamore. 
Intanto dice internet che 75 milioni di dollari sono andati a picco insieme alla nave. Secondo me anche se rimane la più ricca di tutte un pochetto le rode. Dai oh con 75 milioni di dolla poteva rifarsi il completo di stoviglie 18/10. Via che tanto prossima settimana esce Civil War e a Chrispino e la sua barchetta non ci penserà più nessuno.

venerdì 22 aprile 2016

Ryan the Brain

Criminal
Trama: Com'è bello ammazzare in una Valleverde

La scorsa settimana mi è successa una cosa bella. 
Praticamente tra film che ho visto in anteprima (Il libro della giungla, The Dressmaker e Zona d'ombra) e film che sono andato a pagare per vederli (Veloce vome il vento e 'sto qui di cui stiamo parlando ora) sono entrato in una sala cinematografica tutti i giorni (lavorativi) della settimana. 
Lunedì al cinema. Martedì al cinema. Mercoledì al cinema. Giovedì al cinema. Venerdì al cinema. Fa bene scriverlo, so che può sembrare strano ma l'ho vissuto come un traguardo raggiunto, una cosa da raccontare, da rifare. Non sto bene, ve'?
Purtroppo in questa settimana perfetta è sucessa anche una cosa brutta: ho visto Criminal.
Criminal è il tipico thriller inutile che serve ad un attore in bolletta (o semplicemente annoiato), di solito conosciuto per ruoli da buono, a far tornare a parlare un po' di sè, facendo lo stronzo, l'assassino, o direttamente l'assassino stronzo. Come successe a Robin Williams con One Hour Photo per capirci, poi si è vista com'è andata a finire...
È anche quel tipo di film che ti sventola davanti, come una fosse una verità dolorosa che tu non vuoi accettare e fai di tutto per ignorare, quella consapevolezza che la maggior parte dei film che si fanno a hollywood (ebbene sì, sono la maggior parte) fanno parte di una routine lavorativa pari a quella di impacchettare un Happy Meal da McDonald o dare le pensioni ai vecchietti alle poste: sono una fabbrica, e in quanto tale deve produrre, ci lavorano le maestranze, e quelle devono lavorare, quindi non è che ti puoi fermare, devi produrre, girare, illuminare, creare set, andare avanti a fare film, non è che puoi perderti sempre dietro all'idea, non è che puoi credere di poter fare sempre un bel film sentito e importante. È una cosa brutta che tu vuoi ignorare fortissimo, ma quella ritorna, e questa volta ha la faccia intelligente di Ryan Reynolds
Già, bisogna partire da Ryan Reynolds per arrivare a Kevin Costner. 
Allora. Qualche settimana fa abbiamo visto, in un film chiamato Self/less - inutile quanto questo, forse di più, diciamo che se la battono - come uno stronzo e vecchio Ben Kingsley prendesse il corpo di Ryan Reynolds, ex soldato buono, sposato e con prole, ma morto, e ci riversasse il suo cervello grinzoso dentro. Dopo un po' i ricordi di Ryan riaffioravano nel cervello ora in subaffitto a Ben e questi capiva che nella sua vita precedente era uno stronzo e allora aiutava l'ex moglie e l'ex figlio di quello di cui aveva occupato abusivamente il corpo. Sì insomma roba stravista e straletta, persino Nathan Never c'era arrivato a raccontare storie simili.
Ecco, prendete lo stesso concetto di base e avrete lo straccio di sceneggiatura di Criminal, stesso anno, stesso attore, stessa idea, manco quando uscirono Z la formica e Bug's Life, o Armageddon e Deep Impact, o Dante's Peak e Vulcano e tutti gli altri film uguali.
Solo che questa volta è Ryan (di nuovo poliziotto, di nuovo con moglie e figlia a carico) che, una volta ammazzato, a venir "trasferito" nel cervello di Kevin Costner, che guarda un po' è un criminale cattivissimo che non conosce il concetto di rimorso perché (attenzione che questa è bella) gli manca un pezzo di cervello, o meglio un pezzo di cervello non è collegato a tutto il resto e quindi non gli fa provare emozioni, e proprio questo lo rende il candidato ideale per il trasferimento di ricordi. 
lionsgatemovies  memories criminal kevin costner tommy lee jones
MA CHE VE SIETE FUMATI? Da quando un serial killer pazzoide è un candidato ideale per aiutare la polizia? Ribadisco che il criminale in questione NON perde i suoi ricordi o i suoi modi, semplicemente gli viene occupato un po' di spazio con i ricordi di un altro, come fosse una chiavetta USB diciamo.
Infatti tempo tre minuti Kevin scappa e via che si va in giro a bighellonare pazzo e assassino in giro per la città con indosso le sue Valleverde. 
lionsgatemovies  fight punch criminal kevin costner
Solo che - ovviamente - i ricordi di Ryan riaffiorano e iniziano a minare le sicurezze assassine di Kevin. Il ricordo più importante è quel figone di Gal Gadot in versione mamma lacrime e pistola tipica di certi thrillerazzi
(questa settimana due Gal al prezzo di una, vale sempre la regola del "buttala via"...)
A quel punto assistiamo a una sorta di redenzione cervellosa di Kevin che inizia a provare una cosa che non aveva mai provato prima: emozioni. Prova emozioni. (come la vergine di Like A Virgin per Quentin.)
Ma certo. È tutto molto logico. Soprattutto molto originale. Che poi, come dico sempre, non siamo qui a fare il pelo nel Kostner di voler vedere sempre una cosa logica o sempre una cosa originale, ma almeno che sia divertente da vedere, e non una buffonata. Anche perché il cast c'era, c'era eccome. Peccato che siano tutti sosia di loro stessi. C'è una scena in cui due premi oscar (Kevin Costner e Tommy Lee Jones) e un candidato (Gary Oldman) si fanno una scena in una stanzetta d'ospedale che sembrano tre vecchietti dei muppets che litigano, Kevin sul lettino presumibilmente col pappagallo pronto per l'incontinenza post-operatoria, Tommy con la faccia da depresso cronico e Gary pazzoide che sbraita cose senza senso ai quattro venti (lo fa per tutto il film, fastidiosissimo...).
Chiudono le fila un Michael Pitt con un accento ridicolo (no, davvero, per tutto il tempo chiama un programma pericolosissimo di lancio missili hackerato come fosse un profumo franscesè, micidiale), ci si mettono di mezzo pure spagnoli e russi... Manco in una puntata di Giochi senza frontiere c'era un tale guazzabuglio di etnie una contro l'altra.
Che poi io contro i thrillerazzi un po' soprannaturali non ho proprio nulla, che vi pare che questo (quello in basso) l'ho bocciato? Per niente... però Criminal è proprio indifendibile, un fondo del barile raschiato forte.
Comunque, al di là dell'inverimiltà... inverosimilezza... inverosinsommaquella della trama e dello svolgimento (geopolitica v fantascienza v dramma umano) la vera domanda che ti tampina per almeno 10... facciamo 8... minuti una volta usciti dal cinema è una sola soltanto: ma perché scegliete sempre Ryan Reynolds per fare i trasferimenti di cervello!? Ma che non lo vedete che quello il cervello non ce l'ha?!

giovedì 21 aprile 2016

CB ANTEPRIMA STORIA VERA • Zona d'ombra

Zona d'ombra
Trama: Ehi, questa è la triste storia di come la loro testa è cambiata, capovolta sottosopra sia finita. Seduto su due piedi qui con te, ti parlerò del Dr. Bennett, dottore che scoprì la CTE!
- tututuru -
Giocando a football con gli amici sono cresciuti, se la sono spassata, wow! Che fissa ogni minuto! Ma dopo 1000 colpi in testa a ogni dì, sono impazziti manco un film di mattì. 
Il cervello schizzato un po' più giù e le voci nella testa di quei giocatori lassù; il più durò si sparò, fece una trottola di sé e il dottore preoccupato disse: "Denuncio l'NFL!". 
L'han pregato, minacciato, in Tanzania voglion che vada, ma lui non ha fatto le valigie e ha detto: "Vo per la mia strada". Dopo avere aperto un cranio e un cervelletto da pesare con lo stetoscopio nelle orecchie ha detto: "Qua è meglio parlare!". 
- tututuru -
Primo quarto, ma è uno sballo! Spremute di braccia e purè di cervello. Se questa è la fine che fanno i quaterback, per me, mm-mh, sai tanto male lo è! Ha messo un casco giallo sul suo fisico collaudato ma era meglio la Formula Uno o morire gasato; una pazzia tutta nuova sta esplodendo per me, "avanti a tutta forza, portami all'ospedale!". 
- tututuru -
Oh, una sventola l'ho presa, mi sento già strarinco, la vita di prima mi puzza di vecchio! Guardate adesso gente in campo chi c'è, il principe Willy, lo svitato dell'ospedale!

Si capisce dalla trama che il film denuncia una cosa tristissima ma che purtroppo è penoso? Già, ti fa rimpiangere proprio il Principe di Bel Air.
Allora, la STORIA VERA raccontata nel film, ma anche nella bellissima canzoncina di poco fa, è una sorta di Erin Brocovich ma al posto dell'acqua sporca (era acqua sporca?) ci stanno i danni che causano al cervello le craniate che i giocatori di football americano si danno any given sunday, queste:


e al posto di Julia Roberts c'è Will Smith, che fa appunto questo dottore che facendo l'autopsia a un ex-giocatore famoso scopre che il suo cervello era messo proprio male. Tipo il mio dopo sei anni di cineblog, per capirci.
A quel punto accusa l'NFL di tenere per loro questi rischi, e loro per tutta risposta gli fanno un gigantesco dito medio immenso nel cartellone luminoso dello stadio. Sai come quando inquadrano uno a caso nel pubblico e lo vedono tutti.
Poi ovviamente iniziano ad ammattire anche altri e solo a quel punto viene data credibilità agli studi del medico. Tanta credibilità che la NFL passa dal dito medio alle minacce di morte. 
Quindi grande denuncia sociale, grande battaglia del singolo contro multinazionale megamiliardaria, e tutto il cucuzzaro dei film di questo genere tipo quello che si era messo contro la lobby del tabacco e quell'altro che si era messo contro i prezzi troppo alti del noleggio di Blockbuster.
Peccato che non sia neanche l'ombra di quei bei film di denuncia dove alla fine patteggiamo talmente tanto per il protagonista che lotta solo contro tutti che ci viene voglia pure a noi di organizzare un sit in in piazza e gridare MALEDETTI!!! anche se i fatti si sono svolti vent'anni fa.
Sceneggiatura e regia affossano una storia già di sua abbastanza debole: Will Smith, che dovrebbe quantomeno essere un luminare nel suo campo, parla e si atteggia come un capo tribù africano, vi giuro rasenta il ridicolo, alle volte, quando parla con la moglie, sembrano Mufasa e gentil leonessa. Autorazzismo conclamato.
Poi l'andamento non ha minimamente il crescendo che ci si aspetterebbe: di solito in questi film si parte dal basso e alla fine, stronzo zittito dopo bastardo ridicolizzato, si arriva alla resa dei conti con megacapodirettorefigldiputt e si vince per il bene dell'umanità. Invece qui non solo ad un certo punto Will smett di combattere, proprio che prende baracca e burattini e si trasferisce, ma alla fine del film c'è proprio la scena che fa capire che tutta la grande battaglia è stata pressocché inutile. 
Neanche la gente è stata sensibilizzata e tutti amano il football come e più di prima. Vi sembra che il football sia finito? Ecco appunto. Al massimo c'è solo una nuova sindrome nelle enciclopedie di medicina: matti per il football. 
Queste solo le facce vere degli attori finti
E qui tutte un po' di notizie di approfondimento della storia. Leggetele se anche voi siete matti per il football che secondo me spiegano meglio di quanto spiega il film, che è blando, irrisolto, inutile, e pure recitato male. 
E pensare che Will sperava addirittura in un oscar tanto da incazzarsi per la mancata candidatura. Già la candidatura al Golden Globe è veramente regalata. Dài potrai farci un film tra una decina d'anni dell'ingiustizia che gli attori che vogliono un oscar subiscono dalla multinazionale Academy. Magari quella volta lo vinci.
Impazzire per aver praticato uno sport. Certo queste cose nel calcio in Italia non succedono. Dici perché per danneggiarlo un cervello devi prima averlo, eh?

mercoledì 20 aprile 2016

CB ANTEPRIMA • Codice 999

Codice 999
Trama: Codice fiscale

Ci sta un cast (cistast, quindi) di tutto rispetto in questo film: una manciata di giovini affermati (Aaron - Jesse Pinkman - Paul, Mackie, cioè Falcon nei film Marvel, l'Affleck piccolo, Norman "Negan avrà ammazzato lui?" Reedus, quell'essere celestiale di Gal - Wonder Woman - Gadot) aiutato in parti più piccole da vecchie leve espertone come Kate Winslet, per la prima volta in un ruolo di stronza al 100%... ah no la fa anche in quella serie per ragazzine e Woody Harrelson, per l'ennesima volta nel ruolo del poliziotto sgualcito dalla vita ma in fondo ancora onesto; in mezzo a tutto questo popò di cast (che è il contrario di un cast di popò) quello che si può considerare il protagonista del film, Chiwetel - 12 anni schiavo ma anche il film di ieri - Ejiofor, uno che devi sempre e comunque gogghelare il nome per scriverlo bene, ma si sta facendo una carriera a furia di ruoli da nero impegnato, potremo quasi considerarlo il Denzel Washington degli anni 2010.
Il film che più di tutti viene in mente guardando Codice 999 è quel The town, dell'Affleck grande, ma più in generale tutta una serie di film di criminalità metropolitana che in fondo non ricordi poi molto (tipo questo? Te lo ricordi? E questo? Io a malapena...) o ancora quei film poliziotteschi che si rifanno tanto ai film anni 70/80 tipo Il braccio violento della legge o Vivere e morire a Los Angeles.
Te li ricordano perché ci sono le rapine, perché ci sono le città notturne con tutte le lucine, perché ci sono i poliziotti corrotti che fanno i crimini e poi vanno a investigare sugli stessi crimini che hanno appena commesso, perché ci sono i poliziotti onesti che devono avere una strato di grasso di balena alto cosìsotto i giubbotti antiproiettile per non farsi contaminare da tutto lo schifo che hanno intorno
perché ci sono i drogati disperati e ci stanno le femme fatale.
E la trama è sempre una storia sospesa tra redenzione e stronzaggine, uno scontro vecchio come il mondo che infatti funziona sempre. Il confine tra buoni e cattivi è sempre sottile come la carta trasparente che avvolge le sottilette e alla fine è bello vedere se quelli cattivi diventeranno buoni o quelli buoni diventeranno cattivi.
Ecco, Codice 999 è un film banale ma impacchetato estremamente bene. La regia è ottima, come la quantità dei personaggi e la qualità di almeno metà del cast che li interpreta, il ritmo è tenuto alto per tutto il tempo con una miscela sostenuta di introspezioni e scene d'azione - bellissima la rapina iniziale tinta di rosso, molto "manniana" nel senso di Michael non di Thomas:
E poi ci sta Gal Gadot che fa un paio di comparsate sporadiche ma che si fanno notare:
e Kate Winslet in versione coguar russa boss della mala
che gliel'ammolla ancora fortissimamente
buttale via...
Oh, per il pubblico femminile ci sta tutto il resto del cast di maschi, sudati, feriti e omini veri, che volete di più pure voi non lo so.
Un film che non lascerà molte tracce, perché alcune cose superano il canone di genere e diventano solo ripetizioni, ma che almeno non sfigura durante la sua durata, come invece spesso succede.  Il film in sè è buono, ma basta che non ti ci fermi a pensare troppo, perché poi scopri tutte le magagne, le citazioni che forse sono anche un po' scopiazzature, i buchetti di trama che non sono poi così piccoli. Ma via che oggi sono buono e si piglia il Chicken.
Certo ritrovarsi Aaron nei panni di Jesse Pinkman... ma non intendo nei panni di "un" Jesse Pinkman, no, è proprio lui. Strafatto, inaffidabile, in fondo buono, disperato e constantemente riempito di mazzate:
È un po' troppo. Ma quello è pure colpa sua che accetta i ruoli che ha già interpretato.
Oltre ai canoni di genere il cast è stato anche chiamato a dimostrare che ci sa fare con i canini in genere:
A proposito di Reedus:

martedì 19 aprile 2016

IL TRIANGOLO CherNObyl

Z for Zacharias
Trama: Margot rubi

Ci sono dei film che escono e tu non ti eri manco reso conto che potevano mai esistere. Proprio nessuno ne ha mai parlato, nessuno ne fiata quando fanno la loro apparizione, in sala o meno, nessuno ne sa qualcosa tipo se sono belli o brutti e poi PAF! spariscono. 
Esistono. E questo è uno di quelli. Ah no? Ah perché qualcuno ha mai sentito nominare Z per Zacaria? Qualcuno tra noi l'ha visto? Qualcuno qui ne ha mai sentito parlare? Ambé.
Eppure è strano perché a rigor di logica il tris di attori che mette in campo (intendo proprio un campo da zappare) ha tutte le carte in regola per avere il suo seguito, magari anche dignitoso. Perlomeno su internet che insomma, perdiamo tempo a scrivere gli articoli sulla migrazione delle cinciallegre e non due minutini su un film con questi tre? 
Spero bene che li riconosciate. Ci sta Margot Robbie che insomma... dico Margot... 
Robbie...
Serve altro? Ah sì?
Poi c'è Chiwetel Ejiofor, uno che devi sì andare a googellare il nome, ma te lo ricordi bene in 12 anni schiavo ed è l'attore nero a cui attualmente ci si rivolge per i ruoli un po' impegnativi (infatti l'abbiamo visto qui e domani o dopodomani ne riparliamo).
E poi c'è Chris Pine, quello di Star Trek, uno che vuol essere un po' la risposta degli anni 2000 al Brad Pitt degli anni 90, uno con la faccia un po' da scemo (infatti ho deciso che da oggi lo chiamo Chrispino), che forse è l'anello più debole dei tre protagonisti (non è figo quanto Margot, non si impegna quanto Chiwetel), ma insomma, non si può negare che magari qualche ragazzina in sala te la porta
E insomma questi tre attori messi insieme, se fai un rapido ripasso delle loro carriere e della posizione attuale che ricoprono ad Hollywood, sembrano poter assicurare a un film qualunque un certo seguito. Almeno un trafiletto da qualche parte. E invece niente. Invece Z for Zacharias è un film invisibile. 
Ma il motivo c'è: è di una noia mortale. Immagino quindi che chiunque l'abbia visto o si sia addormentato o abbia subìto una sorta di ipnosi che gli abbia offuscato la memoria. A me l'ha fatto. 
E pensare che poteva essere una buona deviazione sul tema The Road: apocalisse nucleare. Le grandi città non sono più praticabili. Puoi andartene ramingo per i monti Appalachi ma scordati gli aperitivi in piazzetta.
Margot è una ragazza di campagna rimasta sola al mondo che si adopera come può.
Ad una certa sulla sua strada si presenta un uomo con una tuta da preservativo umano e una capigliatura orrenda. 
Ovviamente c'è diffidenza iniziale, poi giorno dopo giorno i due conquistano della reciproca fiducia, tutto potrebbe andare meglio. Addirittura possono fare un mulino! E una famiglia. Di qui la famiglia del mulino mulatto.
Ma niente, dopo un altro po' ne arriva un terzo, che è fatto così:
Capite da soli che porterebbe squilibrio pure in un convento di monaci tibetani eunuchi.
Certo comunque se penso che alla fine del mondo rimangono vivi Margot Robbie e Chrispino, allora è vero che i belli hanno geni più forti...
Sin dalle prime scene il film procede con una calma a dir poco piatta, e l'intento di creare della tensione nelle dinamiche dei tre (ragazza innocente ma combattiva + uomo buono e operoso ma siamo sicuri? + il ragazzo affascinante inquietante ma forse) è portata avanti con una tale lentezza che affonda dentro sabbie mobili inesorabili, le palpebre calano (nonostante Margot! È un crimine!) e il risultato sono due coglioni così, tipo come se fossero mutati dopo una pioggia radiattiva.
Questo triangolo umorale e ormonale dovrebbe portare a un andamento in crescendo di sfiducia, strani sguardi, sospetti e a finale pazzeschissimo
E invece tutto si risolve in maniera più che banale, e con la piattezza di cui sopra. Capisco che l'apocalisse nucleare deve essere una bella rottura di palle, ma perché farcene assaporare 90 minuti pure a noi? 
Poteva essere un film intimo (tre attori, una casa, nient'altro) che esplodeva inesorabile in quella tipica violenza umana che si scatena quando chiudi due uomini in camera con una sola Margot Robbie, e invece grandissimi sbadigli.
Scopro che nel romanzo da cui è tratto la ragazzina era molto più piccola di età e l'uomo che arriva è uno solo e uno solo rimane, e la violenta pure, ma lei è in qualche modo costretta a conviverci perché forse durante l'apocalisse meglio in due con uno stronzo che da soli. Insomma tasso di crudezza molto più alto. 
'Mazza bravi, nel film ci hanno aggiunto addirittura un altro personaggio e sono riusciti a farlo noioso comunque. Il tutto pare una puntata annacquata di The Walking Dead, pensa a che livello di noia siamo.
C'è poco da fare foto simpatiche hipster
se facevi meglio il film era meglio. Che con 10 Cloverfield Lane il triangolo angosciante 2 giovani + 1 ciccione andrà meglio?

Comunque fa un po' ridere pensare che i tre attori del film sono tutti e tre impegnati su set supereroistici. Chiwetel saltella insieme al Doc Strange:
Chrispino si spupazzerà Gal Gadot in Wonder Woman.
E Margot... be'... Margot...
Ormai i cinecomics funzionano davvero come una filmografia a parte. Ci sono i film che fai durante l'anno, e poi ci sono i cinecomics. Ci sono così pochi attori non coinvolti in cinecomics che è quasi ridicolo fare la lista, sembra come quelli che non hanno Facebook, secondo me vanno pure un po' in giro a vantarsene...
Un illustraposter carino da cliccare:

Comunque, a proposito del titolo alfabetico. E del fatto che questo film dovrebbe e sottolineo dovrebbe essere un horror, ci sta un illustratore che sul suo Instagram (A PROPOSITO! CHICKEBROCCOLI È ANCHE SU INSTAGRAM! SEGUITELO SUBITO!) sta facendo l'alfabeto dei mostri. Alcuni bellissimi:












È arrivato alla U. Quali saranno i prossimi? V per Visitors? X per Xenia (!)? Y per Yeti? Z per... be' per Zacharias di certo no.
E ancora a proposito di A for Alfabeto e C for Cinema. C'è questo tipo che continua a fare i quiz alfabetici dei film, divisi per anni o per generi. Il design è abbastanza visto, ma il giochino rimane divertente. Clicca e indovinali tutti... come ho fatto io (non è vero, è solo per assumere quel tono di sfida gadrasso che tanto vi piace...)