lunedì 18 marzo 2013

SIAMO SERIAL • Torna a casa, essì

Les Revenants - Stagione 1
Trama: Francia Morta

Si è più volte chiamato in causa, parlando di Les Revenants, un caposaldo della televisione seriale: Twin Peaks. E non a torto. L'ambientazione - una cittadina sperduta in un nulla pneumatico che gli fa da schermo e da protezione ma anche da gabbia e da confine - è proprio quella, e sono proprio quelli (o meglio quello è il meccanismo) i segreti che piano piano vengono svelati, i gradi di separazione tra gli abitanti, ed, più di ogni altra cosa, è quella la forza ultraterrena che comprime gli abitanti della cittadina. 
Forze naturali, oscuri presagi, cattiverie primordiali e una dimensione "altra" che coesiste alla nostra, e che sembra trovare naturale (è proprio il caso di dirlo) luogo per alimentarsi proprio nei paesi di provincia, dove i non detti sono giganti, dove tutti si conoscono e odi e amori sono una ragnatela energetica molto più potente che in città (non è un caso, d'altronde, che proprio nei paesi di provincia si consumino più spesso omicidi efferrati, o amori folli, basta pensare alle "fuitine" tanto care al Sud).
Parlo di provincia in generale, non facendo distinguo territoriale o nazionale o addirittura continentale, perché in fondo, come si dice, tutto il mondo è paesello.
Quindi anche in Francia (così come in America, e in Italia, e molto probabilmente anche in Bangladesh o in Madagascar) nella provincia sperduta e perduta si respira un alito e anelito di morte, malinconia, disperazione mischiato a grandi speranze, sogni immensi...
Questo mix (auto)distruttivo crea mostri. Crea la negatività pura come anche la positività pura, come riuscisse a dare corpo al Male e al Bene. Come se tutta quella compatta energia che si respira nelle campagne piene di Storia e di storie sia personificata, un'entità a sé. Il Bob. (Che è poi lo stesso male tante volte raccontato da Stephen King, e se vogliamo essere campanilisti, da Eraldo Baldini... che vi consiglio vivamente.)
E tutto questo - così come era reso davvero splendidamente in Twin Peaks - è l'angosciante piano di cultura per Les Revenants (che trova anche alcuni spunti in comune con Silent Hill, comunque.
I morti tornano a camminare, non sono zombi mangiacervello, non sono virulenti rabbiosi, sono le persone che erano prima di morire, non si ricordano nulla di quello che hanno "vissuto" dalla dipartita al ritorno, ora vogliono solo tornare alla loro vita, precedente? Reale? Quella che ricordano loro almeno... Ma devono fare i conti con l'elaborazione, sia personale ("Sono un morto, ma non sono morto") sia ovviamente quella dei cari rimasti vivi, ma solo per convenzione.
Se pensiamo poi che i ritornati vengono da epoche lontane tra loro (dal dopoguerra a qualche anno fa) tutto si fa più complicato e le vite di ognuno si intrecciano con la morte di un altro.

Ancora una volta arriva da ogni posto del mondo tranne che dall'ItaGlia una serie TV capace di unire una storia densissima, una qualità altissima, una rosicata fortissima: perché ANCHE NOI le abbiamo le province, e non solo quelle "meccaniche" e disagiate ma con tanti buoni sentimenti che ci piace raccontare con le facce dei nostri attorucoli, in italia abbiamo anche le province piene di potenze occulte, storie malsane, energie distorte. Anche noi potremmo avere tutta una sequela di leggende da cui trarre spunto, anche noi abbiamo le stesse identiche inquietudini malsane di ogni altra provincia mondiale. Ma noi no, noi "imbrocchiamo" una serie TV (parlo di Romanzo Criminale, ad esempio) e per i successivi 10 anni ravaniamo il genere fino allo snervo. Noi solo serie TV di forze di polizia e famiglie romanesche. Noi alla fine buttiamo la televisione.
Un'ultima cosa.  Nonostante tutte le lodi che si possono fare alla serie, tutte lodi sincerissime e che devono convincervi a vedere Les Revenants al più presto, c'è un piccolo "parblé".
Il parblé si chiama L'estate dei morti viventi, un libro di John A. Lindqvist, stesso autore di Lasciami Entrare, per esatezza il suo primo libro. Questa è la sinossi:
Stoccolma è sull'orlo del caos. Dopo un'ondata di caldo torrido, in città si è creato un campo elettrico di grande intensità. Le lampade non si spengono, gli apparecchi elettrici non si fermano, i motori continuano a girare. Poi si scatena un'emicrania collettiva. Si diffonde la notizia che negli obitori i morti si stanno risvegliando. C'è un giornalista, il cui nipote è appena stato seppellito, che si chiede se anche i morti sotto terra stiano riaprendo gli occhi. E un'anziana signora, in attesa del funerale del marito, che sente bussare alla porta in piena notte. E ancora, un uomo disperato che prega Dio di riportare in vita la moglie. Ma poi quando i morti tornano, cosa vogliono? Quello che vogliono tutti: tornare a casa. E riaverli con sé, non è esattamente come ci si aspettava.
Io il libro l'ho letto (una volta, prima di internet, leggevo) ed è esattamente come Les Revenants, per come fotografa in maniera livida e umana la figura dello zombi, o meglio per come racconta i vivi e i morti e la loro conclamata impossibilità di convivenza, anche se i primi non devono fuggire dai secondi per paura di essere contagiati o morsi.
Certo, non voglio dire che il libro sia originale e primo esempio di questo tipo di "zombi" più umano e lontano dallo stilema "romeriano",  né che la serie abbia copiato (anche perché è tratta da un film), ma sono certo (anche se non ne ho una prova provata) che l'autore di Revenants si sia fatto ispirare anche da quello. Ciò non toglie che la serie è splendida e che aspetto già la seconda serie, soprattutto per fugarmi dei dubbi, e per rivedere lei:
Tale Ana Girardot, una della "nouvelle figue" francese... che potremmo riassumere così:

E noi Violante Placido. Boh.
Tanto per non farsi mancare nessuna forma di rispetto ecco che la serie sta per avere presto una versione a fumetti



E intanto mi sento a ripetizione la colonna sonora dei Mogwai. 


Comunque anche io voglio fare una serie di morti che tornano, ambientata a Roma però: Li Rompicojons.

11 commenti:

  1. il capolavoro dell'anno!
    chapeau, ao'

    RispondiElimina
  2. OOkkei---Manco a farlo apposta sono andata a curiosare Sul sito di Eraldo Baldini...Ecco. scopro che ho il Medical Thriller del 2002 e che dovrò non solo andarmelo a cercare ma dovrò recuperare altre cose...
    Lucarelli aveva sfiorato la cupezza della provincia nella sua raccolta Il lato sinistro del cuore, in cui sono alcuni episodi interessanti...

    ISA

    RispondiElimina
  3. A proposito, grazie, a prescindere


    ISA

    RispondiElimina
  4. Va bene, mi hai convinto.
    La sto tirando giù.
    Ma dimmi subito se si trovano anche i sub italiani, eh, che il mio francese è rimasto quello della scuola.

    RispondiElimina
  5. Salve,

    siamo un giornale online di arte e cultura chiamato Epì Paidèia, ci piace come scrivi e volevamo invitarti a collaborare con noi in forma occasionale inviandoci via email degli articoli scritti da te, li pubblicheremo a tuo nome inserendo il link del tuo blog.

    Facci sapere, la nostra email è Epipaideia@hotmail.it

    RispondiElimina
  6. Meraviglioso, mi ha tenuta in ansia fino all'ultima puntata della prima stagione, non vedo l'ora di vederne una seconda.

    RispondiElimina
  7. goi: ahò!
    ISA: di baldini ti consiglio Bambini, ragni e altri predatori. prego :)
    Luke: da vedere! sì, si trovano su ITASA
    EpìPaidèia: FICO! scrivetemi sulla mail così ci mettiamo d'accordo per i compensi...
    Barbara: seconda serie confermata :D

    RispondiElimina
  8. Trovato tutto.
    Guardo, e nel caso, torno qua a ringraziarti.

    RispondiElimina
  9. Quanto amo questa serie!!!!

    RispondiElimina
  10. vista S01E01...u-uao!

    grassie! :)

    RispondiElimina
  11. Fantastica, è amore.

    RispondiElimina