lunedì 30 gennaio 2012

L'uomo degli incubi

Take Shelter
Trama: Storm und Drang.

Vi ricordate L'uomo dei sogni? Era quel film dove Kevin Costner una mattina si svegliava e faceva "adesso costruirò un diamante per il baseball nel mio giardino. - E perché Kevin, dicci, perché? - Perché sì. Poi il film continuava benissimo e tutti adesso abbiamo voglia di rivederlo.
Ecco, in questo Michael Shannon, che è quell'attore dalla faccia strambissimauna mattina si sveglia e dice "adesso costruirò un rifugio anti-apocalisse nel mio giardinetto" - E perché Michael, dicci, perché - Perché ho la faccia talmente assurda che devo sempre fare delle cose strambe tipo convincere Ashley Judd che ci sono degli insetti invisibili nella camera, andare a salvare messicani sotto le torri, prendere in ostaggio fenicotteri rosa.
E questo è il film. Che si inserisce dritto dritto in tutta una filmografia apocalittica a cui stiamo assistendo: dimentichi dei catastrofici (in tutti i sensi) apobaracconi di Emmerich o Bay, adesso alla FINE DEI TEMPI ci stanno pensando anche autori più ricercati, e dicono la loro su Armageddon e Fine del mondo, con modalità nettamente diverse da autostrade che si aprono o meteoriti lanciati addosso a Bruce Willis.
Esempio abbacinante è Melancholia; ora il discorso continua con Take Shelter, che parla di fine del mondo, ma prima di tutto di fine di sanità mentale: credereste a qualcuno che vi dice "The End is Near" (soprattutto se quel qualcuno ha la faccia di Michael Shannon). E soprattutto, credereste a voi stessi (se poi nello specchio vi accorgete di avere la faccia di Michael Shannon)? Eppure le visioni che ogni notte vi mozzano il fiato qualcosa stanno cercando di dirvi. The storm is coming.
Sembra un po' di vedere un prequel di The Road. Shannon è perfetto nel ruolo di psciotico messia e le scene degli incubi (incursioni inconsce nel futuro catastrofico) sono davvero cariche di tensione lynchiana (in particolare una, quella dei mobili. Capirete vedendo.).

In ogni caso io no, non ci crederei, che sono troppo terreno. Neanche Jessica Chastain gli crede infatti. Strano perché la carriera di Jessica è quanto di più incredibile si possa immaginare: Ottobre 2010: Jessica è NESSUNO. Sconosciuta, niente. Febbraio 2011: Jessica ha fatto sette film (uno è questo, due, tre, quattro, cinque, sei, sette), ha una candidatura all'Oscar (non troppo meritata a dire il vero, di oche giulive cum oscar già ne abbiamo avute) e ha un nuovo bellissimo fidanzato, C&B (Lo so, lo abbiamo tenuto tutto un po' nascosto che la mia precedente storia con Julianne Moore era stata anche un po' rovinata dalle tante paparazzate). Jessica anche qui riempie lo schermo. Jessica sta alle Attrici del 2011 come Gosling agli Attori. 
Mancano poco più di 300 giorni alla Fine, mia, vostra, del mondo tutto, ma cosa peggio di Chicken Broccoli. Lo dice anche questo ApocaliTumblr che dallo scorso 1° gennaio fa il conto alla rovescia, aumentando l'hype per la Fine; mi chiedo gli ultimi tre quattro giorni come staranno a chiappe stretto, che queste cose le inizi per cazzarare poi dopo quasi un anno, a forza di un post al giorno, finisce che ci credi. Come il protagonista di questo bel film. E vi lascio col sospeso "aveva ragione o era solo pazzo?". La risposta, alla fine del film, c'è.
E come quando alcune cose vanno oltre ai film, al cinema, al THE END, la storm (tempesta) e gli stormi (volatili) si fondono, non solo nei significati delle rispettive lingue.

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