martedì 22 marzo 2016

CB ANTEPRIMA • Il mio grosso grasso matrimonio greco 2

Il mio grosso grasso matrimonio greco 2
Trama: Parakulos

Premessa: sono uno di quei tre nel mondo che NON ha visto Il mio grosso grasso matrimonio greco. Mo non fate quelli che "NUOOO NON HAI MAI VISTO IL MIO GROSSO GRASSO MATRIMONIO GRECUOO?!" perché dài, mi sembra che vivo benissimo anche senza. Se è per questo, tiriamoli fuori questi scheletri nell'armadio delle commedie mai viste, mi mancano anche Notting Hill, C'è post@ per te, Il diario di Bridget Jones. Vivo benissimo anche senza, basta non essere romantici mai. Romaintici.
Quindi alla visione del secondo non richiesto capitolo di MGGMG mi approcciavo proprio con questa faccia
E facevo bene. Perché il film è veramente brutto. Lo vedi e ti sorge spontanea una domanda.
Dunque, durante il film ci tengono a sottolineare come i greci abbiano inventato tutto e la cultura classica e grande passato e innegabilmente hanno ragione. E allora perché i greci raccontati nel film sono TUTTI DEI DEFICIENTI INSOPPORTABILI?! 
Ora, che in America valga sempre la regola per cui l'italiano fa la pizza, il messicano grida Arriba! Arriba!, il giapponese è tutto un inchino, il francese ha i baffetti eccetera eccetera uno per ogni nazione del mondo e che esagerare alcuni caratteri delle popolazioni del mondo è spesso divertente e neanche troppo lontano dalla realtà, c'è sembre quel difficile equilibrio tra il pitturare le naturali caratteristiche dei popoli e l'offesa a cielo aperto.
MGGMG 2 (non so il primo, qualcuno dice che era molto meglio, io rifaccio la faccia di cui sopra) è un non plus ultra di idiozie recitate da macchiette monodimensionali che non fanno ridere mai. Anzi, sono una famiglia numerosa di greci americani chiassosa, esagitata, irritante, che non fanno un cervello in 20.
Stupisce che a scrivere il tutto, di nuovo, sia stata proprio una greca, una che giustamente è rimasta ingabbiata nel successo del primo episodio e da quel momento qualsiasi cosa abbia fatto era "grosso e grasso", che insomma, ci si aspetterebbe un po' più di rispetto per le proprie origini. Si può sembre scherzare sulle manie e i tic della proprio etnia, ma non si può ridurre tutto a una presa per il culo. 
Che poi si continui a produrre solo sequel ormai è una cosa spaventosa ancor più che preoccupante. Questo arriva dopo 15 anni dal primo e mi ha fatto capire (e anche andare un po' fiero) di non aver mai visto il quello originale.
Scusate voglio dire una cosa velocissima che non c'entra nulla ma serve a tutti gli uomini del mondo che magari non credono in se stessi e si sentono un po' giù per il proprio aspetto fisico. Dunque, avete presente lui?
No dico, lo avete visto bene? Ecco. Questo stava negli N*Sync. Giuro.
Ecco, era solo per dire che se quello stava in una boy band per cui tutte le ragazze degli anni 90 ci hanno fatto un pensierino, c'è sempre speranza per tutti. Speranza di entrare in una boy band greca, intendo.
Purtroppo devo dire a tutti i greci che, nonostante quanto dimostrato nel film, c'è una parola che non viene dal greco, e quella parola è merda [dal latino merda], che tradotto vuol dire Il mio grosso grasso matrimonio 2.
Ho riso di più quando ho trovato i cambi di titoli illustrati fatti da tale Austin Light:
Vabbè comunque, il film l'ho visto tutto. La recensione l'ho scritta. Che vuoi di più, una feta di culo?










Dai che avete riso, lo so.
Insomma il film fa schifo, se fossi greco mi sentirei offeso come anzi peggio di quando fanno i film con gli italiani e ci dipingono come quelli che urlano "PIZZA" gesticolando nel traffico mentre col mandolino suoniamo una canzone sulla Mafia.
Però l'anteprima è stata una di quelle organizzate bene, e per bene intendo che c'era il buffet. E com'era 'sto buffer? Era greco! Dalla tovaglia allo tzatziki all'insalata
E c'era pure la tamarrissima torta nuziale con tanto di topping Nike di zucchero!
E allora mi sono detto: "Il menù è greco, le olive so greche, adesso faccio come Alessandro... MAGNO!"

lunedì 21 marzo 2016

C'è Chi dice Po

Kung Fu Panda 3
Trama: Chi l'ha visto?

Avrei voluto intitolare il post Kung Poo Panda, ma non ci sono riuscito, perché alla fine a Po non riesci davvero a voler male mai. E non è solo perché è ciccione, voglio dire, ci sono ciccioni che dovrebbero sparire dalla faccia del pianeta perché fanno schifo dentro e fuori:

[Ovviamente non spenderò più di 41 parole della polemica Adinolfi-Volo perché insomma, uno che riesce a litigare con Fabio Volo e riesce a far uscire fuori dallo scontro Volo come fosse un illuminato a cui applaudire, si commenta da solo...]
Ma a Po non puoi voler male, a Po no, Po è un personaggio troppo tenero, candido e buono. Dai lui svetta tra tanti altri personaggi di film animati degli ultimi anni (è di certo meglio di tutta la marmaglia vista in L'era glaciale e Madagascar. PS: Odio i Minions.)

Nonostante questo il terzo episodio delle sue avventure si becca il Broccolo - che non vale come quello che si beccano i vari episodi di Ice Age o Madagascar, ma connota il peggioramento rispetto a Kung Fu Panda 1 e Kung Fu Panda 2. Se lo becca perché fa un po' la figura di quei sequel che escono solo in DVD, quelli forzati, fatti per monetizzare, quelli con le storie un po' "mettiamoci il cattivo di turno e il resto viene sa solo e con le animazioni un po' meno belle; anche se ovviamente in questo caso non puoi dire che sono brutte, voglio dire, non è certo questo:

che è fatto talmente male che sembra quel gioco che facevi al telefono con Adriana Volpe con una mano sui tasti (l'altra non vogliamo sapere dove):

e un Lion in bocca. Ve lo ricordate?

Comunque, tornando a Po (tornanPo, quindi), KFP 3 è un prodotto confezionato con una cura in più di certa merda in computer graphic che arriva in sala (e con merda intendo anche il film precedente della Dreamworks, Home), ma è troppo "tirato via".
Soprattutto in sede di sceneggiatura.
A farne le spese sono prima di tutto i prodi maestri kung-fu che, personaggi bellissimi, di vui vuoi sapere tutte le storie personali (un po' le scoprivi negli episodi precedenti se non ricordo male, ma troppo poco), che sono personaggi per palati un po' più fini di quelli che si accontentano solo di un ciccione che mangia ravioli a perdifiato e poi si muove leggerissimo nell'aria... che per carità, funziona, mica dico di no, ma è una cosa che funziona da anni, nell'animazione soprattutto:

Tigre, Mantide, Scimmia, Vipera e Gru sono ridotti a mere comparsate, dispiace.
Poi si parla, nel film, di molti altri maestri animali, e sembrano essere molto divertenti, ad esempio io voglio ORA uno spin-off su maestro Chicken:

invece solo un cattivo messo lì tanto per creare una minaccia, senza rappresentare mai una vera minaccia, infatti è uno dei villain più deboli mai visti, senza spessore o un passato che ne giustifichi la cattiveria, è semplicemente un bufalo imbufalito senza una vera ragione valida

i cattivi del primo

e del secondo, soprattutto il secondo

erano bellissimi. In questo villain invece non c'è spessore. L'unica novità è che viene da una dimensione ultraterrena quindi ha dei poteri ultraterreni, niente che non si possa risolvere con qualche lucina gialla 

Purtroppo anche KF inizia ad accusare il male comune di tanti sequel dei film animati: la moltiplicazione dei personaggi. Si inizia a mettere in campo sempre più personaggi (Più panda! Mettici più panda!) e alla fine per dare a tutti un minutaggio decente finisce che la storia ne risente (e io faccio le rime).
La new entry più importante è il padre di Po (il Podre, quindi):

che trova il figlio dopo vent'anni di ricerca, raddoppiando quindi i padri di Po. Questione che ha scatenato la finta polemica di cui sopra. Kung Fu Panda ha due padri, uno è il panda uno è il padre di Zerocalcare! AIUTO!

Ma. Che. Cazzo. Neanche a dire che sono due padri che stanno insieme, cosa che poi sarebbe più che lecita, la Disney il personaggio gay l'ha sdoganato proprio un mese fa

È solo che Po è adottato dal papero e a un certo punto arriva il padre vero, e i due padri diventano amici. E allora? Ma siamo impazziti? (Lo so, avevo detto non più di 41 parole) Ma che davvero nel 2016 si può discutere di una cosa del genere? Io farei una cosa, per un attimo dimenticherei Basaglia e riaprirei i manicomi, e ci metterei i politici che sfruttano ogni stronzata per far parlare di sè.
Ritorniamo di nuovo al film.
C'è questa cosa che il film è prodotto per la prima volta 50/50 con la Cina, senza passare dalla distribuzione, proprio che l'hanno fatto i cinesi. Quindi sarà per quello che a volte sembra un po' tarocco? Tutto lucidino?

E la "cineseria" è diventata troppo opprimente, a volte sembra di stare in un ristorante cinese con le musichine e i quadri kitsch coi dragoni e i rami di ciliegio. Ovvio, l'ambientazione è cinese sin dal primo, ma a volte sembra un video pro loco. 
Sarà quel che sarà, io direi che con Po e soci possiamo finirla qui.
Se proprio vogliamo fare dei film sui panda vi propongo un paio di validissime alternative:

giovedì 17 marzo 2016

SIAMO SERIAL • Jimmy vs Jimmy

A proposito di tempo che passa e previsioni in stile Nostradamus. Il 31.12.2014 io sottoscritto CB scrivevo così:
Adesso che a questa conclusione ci sono arrivati tutti, ma proprio tutti, mi piace starmene qui a dirvi con fare paternalista "ve l'avevo detto. Sono anni che ve lo dico..."
Morte, sì, o insomma in uno stato pietoso. E vi assicuro che ho fatto una bella autolettura dell'es e mi sono chiesto profondamente (ok forse non così profondamente) se sono io, se ho deciso di non farmene piacere una per partito preso, giusto per coerenza a quanto scritto in quel post. E invece no, invece davvero sono quasi due anni che per ogni serie che esce parto con la speranza di stupirmi appassionarmi spaventarmi innamorarmi bingwatchingarmi, e invece nulla. Le vedo sì, ma passano e se ne vanno, e, campanello d'allarme enorme, quando salto una puntata non ricordo più se "l'ultima che ho visto era la 5 o la 4? Cosa?! Era la 3?!"
Insomma la situazione è questa. E la domanda (che è anche la speranza che ci fa continuare imperterriti a vederle tutte, le serie tv) rimane: quando arriverà una vera novità? Dove non ci sia il cattivo di cui innamorarsi? Dove non ci sia il sesso messo lì un tanto al chilo (capite? Ci hanno fatto stancare pure delle tette!)? Dove ci sarà una storia davvero originale? Manco fossero gli anni Sessanta, dove si svolge:
11.22.63
Trama: J.ames F.ranco K.ennedy

Kennedy...te se da adesso facciamo solo miniserie? Cioè intendo proprio serie che iniziano e finiscono e si sa già che non ci saranno seconda, terza, dodicesima stagione, o spin-off di sorta? Eh... eh... Kennedy...te?
Perché guarda che funziona alla grande.
Tu prendi un libro - magari proprio tra quelli che casualmente ho letto - tipo chessò, di Stephen King, e ne trai una serie con un attore di grido, una storia che si dipana in una dozzina di puntate ma che non dilunga nessun brodo, una produzione dignitosa che non ha bisogno di effetti speciali e via, hai fatto il prodotto seriale E un prodotto piacevole da guardare.
È proprio questo il caso di 11.22.63, tratto proprio da Stephen King, con un attore di grido, James Franco, che dura appena 8 episodi (siamo al 5°) che racconta una storia di viaggi nel tempo come ci piacciono a noi: un tizio ha un diner, un ristorantello sperduto su una strada americana qualcunque. Non si sa come, non si sa perché, quando entra nello sgabuzzino viene mandanto indietro... NEL FUTURO! No, viene rimandato nel 1960, dove gli uomini si vestivano eleganti e le donne con la gonna sotto il ginocchio. 
Il tipo quindi decide di fare la cosa più logica da fare se si viene catapultati indietro nel tempo dal proprio sgabuzzino: diventare ricchi scommettendo sulle corse uccidere prevenire l'assassinio di Kennedy (e quindi quello del fratello, e quindi il Vietnam, giù giù evitando tutte le catastrofi umane fino a questa:
Ora. Le regole dello sgabuzzino del tempo sono strane. Ci entri e sei nel 1960. Ci esci e quello che hai fatto nel 1960 ha effettivamente delle ripercussioni sul presente... MA! Se ci entri di nuovo, resetti tutto (resetutti, quindi). Nel senso che se la prima volta hai sventato l'omicidio di Kennedy, la seconda devi rifare tutto da capo. Inoltre il Tempo, se tu hai intenzione di cambiare gli eventi, ti metterà i bastoni tra le ruote lanciandoti addosso delle macchine o dei lampadari o orde di scarafaggi
diciamo che fa resistenza, perché al passato non piace essere cambiato.
Ora, il tipo entra nel 1960, l'omicidio è del 1963, quindi deve vivere tre anni prima di sventare il GOMBLOTTO. Solo che prima del 1963, poraccio, gli viene il cancro. 
Fine.
No dai scherzavo, era per aumentare la suspanza. Il tipo (che poi è Chris Cooper, uno che ha vinto un oscar, anche se nessuno se ne ricorda, forse neanche lui) deve per forza tornare nel presente (dove per quanto lui sia stato anni negli anni Sessanta, sono passati solo 5 minuti) e passare il testimone di salvatore dell'umanità (ma più specificatamente degli stati unti d'ameriga) a un giovane molto più bello di lui che in una serie TV rende molto meglio: James Franco.
Jimmy accetta, e da quel momento vive negli anni sessanta con la missione di uccidere Lee Oswald, o scoprire se dietro all'assassinio di JFK c'è davvero Oliver Stone come tutti credono. Nel frattempo ovviamente si innamora

fa a botte, salva delle altre vite "più piccole", si fa degli amici e dei nemici e vedremo come andrà a finire (io lo so perché ho letto il libro, ma magari lo cambiano).
11.22.63 vede proprio con piacere, Franco è bravo (anche se alle volte si lascia andare a certe sbavature date dal suo lato cazzone, quello dei film con Rogen per capirci), e otto episodi sono il metraggio giusto per questa serie. E forse ormai per qualsiasi serie.
La sigla di apertura modellina mi è piaciuta

Poi oh, non pensate neanche lontanamente di vedere la perfezione stilistica di Mad Men, il tutto è molto più cheap. Infatti ora che ci penso io se nello sgabuzzino avevo una stampella del tempo che mi riportava nel 1960 andavo subito alla Sterling Cooper Draper Price e la trasformavo in Sterling Cooper Broccolo Price.
Volevo dire che comunque in quanto a serie tv + viaggi nel tempo + JFK imperdibile è la clomorosa doppietta di Quantum Leap che parlava di quello con lui che prende il corpo di Lee Oswald. Madonne che bello che era Quantum Leap. Speriamo non ne facciano mai un remake o un film o che ne so. E speriamo che la serie di The Mist (film che come sapete adoro inspiegabilmente) sia più vicina a questa che a Under the dome.
Passando ad un altro Jimmy (per i più Saul), siamo alla quinta puntata anche di Better Call Saul, lo spin off ad effetto metadone di Breaking Bad
Better Call Saul - Stagione 2
Trama: Better Call sòl

Ora. Tutti (e voglio dire TUTTI) amano, hanno amato, ameranno Breaking Bad. È la serie che ha segnato anche la morte di tutte le altre, e in fondo dovremmo quasi odiarla per questo, per averci condannato a questi anni di scopiazzature e inutili ripetizioni.
Poi è arrivato BCS, che, come detto pochissimo fa, è davvero una serie-metadone: non è buona come l'originale e serve solo a farti passare l'astinenza con piccole dosi dello sballo originale; dosi che sono quando appare Tuco, quando appare Tio, tipo così:

insomma solo quando ci sono rimandi alla serie maestra, quando Mike fa certe facce, quando Jimmy/Saul fa certi discorsi, ma che in fondo non riesce mai a diventare veramente fica.
Vi faccio un esempio spicciolo. Proprio in questo istante sono in ufficio (sì, io la mia pausa pranzo la passo scrivendo recensione, pensa quanto vi voglio bene) e davanti a me una collega sta vedendo la terza puntata della prima serie di BB. Ci sta Crazy Eight bloccato al palo e Mr. White gli canta il jingle del mobilificio... e si aprono le dighe dei ricordi e la FOTTA di rivederlo tutto, da capo, ancora una volta, anche se sai benissimo come va a finire.
Poi vabbè la qualità di scrittura è sempre alta, ma non decolla, stai sempre lì a dirti "certo però BB" e aspetti solo esplosioni di violenza che faticano ad arrivare.
Quindi vabbé, continuiamo certo a seguire le avventure di Jimmy, aspettiamo di vederlo trasformarsi definitivamente in Saul, ma per ora stiamo più o meno così:

Dunque abbiamo parlato di america e di anni 60 e se dico america anni 60 voi a cosa pensate?! Ma alle gomme americane! Certo come no! 
Vabbè era solo per dire che un matto di nome Zack Wallenfang ha preso la grafica dei vecchi incarti delle gomme e delle cards gioco tipiche americane (wax drapper, mi dice wikipedia) e ci ha fatto una serie tutta ispirata ai film che ci piacciono a noi