lunedì 6 febbraio 2012

Gay Oldman

Beginners
Trama: Tersa Età.

Ci sono cose, in Beginners, francamente sincere. Prima fra tutte il personaggio interpretato da Christopher Plummer, giustamente vincitore di Golden Globe e al 99% vincitore di Oscar (certo c'è il problema "altro vecchio", Max Von Sydow, tutti e due del '29 - sarebbe bastato che uno fosse nato nel '28 e vinceva lui - tutti e due con supercarriera alle spalle ed entrambi alla prima tarda candidatura). Plummer vincerà per il quid gay del film, fatevi servire (vedi Penn per Milk).
Il suo personaggio, nonno ugay, che scopre la joie de vivre in punto di morte, liberandosi dalla sua maschera di eterosessualità e che, nella scena più straziante, si fa fare la cresta col gel dal suo infermiere, perché... "perché no?", è la cosa che più "rimane", più di tutti. Funziona più di un McGregor in forma a metà: sì carino coi golfini a righe + illustratore incompreso, ma McGregor è bravo quando fa la sua faccia da schiaffi, non la sua faccia da Teddy Ruxpin); 
funziona più di una Mélanie Shosshanna Laurent (eccone un'altra che ogni Natale deve mandare un regalo grosso così a Tarantino): sì carina, un po' francesina sbarazzina un pò attrice problematica tutta mossette e vestitini deliziosi, funziona più del cagnetto dalla faccia furba (che non fosse passato il 2011 sarebbe stato ricordato come l'anno dei Terrier, questo, The ArtiTINTINst); e funziona più delle IDEE.
Le idee. I film "delle idee", quelli che ad un certo punto ti sparano addosso delle cose che "ehy, carina questa idea!", carino raccontarmi ogni personaggio con una selezione di diapositive con "questo era il presidente nel 1955
questo era il sole
e queste erano le stelle
questa era la natura
e le macchine
e questo è come apparivano gli animali domestici
questa era fumare
questo baciare
e questa era la felicità
etcetera. Sì carino farmi la scena della festa mascherata e lei è mascherata da personaggio muto (o ha la laringite?) e quindi non parla e lui da Freud e quindi la psicoanalizza e lei scrive le risposte su dei foglietti, sì insomma i film "delle idee", sai no, Amelié.
Però c'è un però. Nonostante il film fili liscio come l'olio - ivi compresi i lagrimoni e le risate quando si tratta di affrontare il cancro che sta uccidendo Plummer che pare un po' la piega che ha preso questo 2012 quando si tratta di moribondi, vedi anche 50/50 e The Descendants. Il dito nella piega. Death is the new Life. Il "però" riguarda proprio le idee, che non mancano per carità, ma sono, come dire, di seconda mano. Non sono, ecco, sincere al 100%, non sono "naturali", non vengono fuori del tutto da chi "ho troppe idee in testa, devo metterle in un film". Non è Submarine (film di idee, tutte sincere), non è Gentlemen Broncos (film di idee, tutte folli), non è Amelié (film di idee stupende, peccato fossero tutte sbagliate, anche se ci eravamo cascati come le pere cotte), e meno che mai non è Wes Anderson (uomo delle idee, tutte perfette, struggenti, romantiche, totali). C'è da dire che almeno, l'amore che nasce tra i due ragazzi, non è mai melenso, non è mai indulgente, non è un film con Anne Hathaway, per fortuna nostra. Non fosse per quel solito particolare di cui a volte fingiamo di scordarci: l'amore non esiste.
Beginners è un buon film, non del tutto insincero, non del tutto furbo, ma al tempo stesso con delle punte di forzatura che si fanno notare troppo, idee sì, ma un po' di seconda mano (ripetita iuvant). Mike Mills è come un artista di una corrente che va di moda, ma con poca originalità; non il peggiore, ma lontano da essere un maestro.
E, bando agli empatici tre protagonisti principali del film, il vero genitore con cui avreste voluto crescere è la madre disfunzionale di Ewan: poche scene, tutte favolose.
A proposito di Idee e di chi ne ha troppe e le deve mettere nei film, l'avete visto questo? Intendo, l'avete visto almeno 15 volte? 
[i secondi da 0:00 a 0:17 bastano e avanzano per TUTTA la filmografia delle idee extra-anderson. stop.]

domenica 5 febbraio 2012

Rome After Tomorrow

BREAKING BROCCLING NEWS! Interrompiamo il consueto appuntamento domenicale con la Sguardling Time Machine per un avvenimento STRAORDINARIO! Ma che dico avvenimento, direi più una clamorosa notizia in anteprima, una delle incredibili anteprime riservate SOLO ai lettori di C&B! A ROMA HA NEVICATO! ...lo sapevate?... MA NO LI FIOCCHETTI CHE TOCCHENO TERA E SE SCHORGONO SUBBITO! HA FATTO A BUFFERA! E quindi non potevo certo esimermi dal ri-ri-ri-ri(sì 5 volte l'ho visto, e allora?) guardare...
The Day After Tomorrow
Trama: Fa freddo.

Che come li fa Roland McdonaldEmmerich, i film catastrofici, non li fa... NESSUNO! No, neanche quel fessacchiotto di Michael Bay. Emmerich li fa meglio perché i suoi sono sì completamente assurdi, ma al tempo stesso - brrrrr - veri.
Roba che uno dice - "se vabbè mo ti pare che da un giorno all'altro mi sveglio e mi bussano alla porta 'co sta pioggia e co sto vento' chi è?" - "Il gelo" - "No guardi, non compro niente". 
E INVECE SÌ! Capito? Tu te ne stavi al calduccio sopra il divano e sotto il plaid e pensavi che era un film catastrofico e invece no, era neorealismo! E infatti ecco come si presentava Via dei Broccoli ieri ore 8:00 meridiano di Roma:
Voi che magari vivete in posti dove la neve scende copiosa ogni santo giorno non vi potete rendere conto per noi romani cosa sono stati gli ultimi due giorni. Sono stati... NEVOSI!!! E infatti ecco che io, C&B, dall'alto della mia irruenta sportività non ho resistito al richiamo folle della neve e ho snowboardato per la mia strada, per tutti i civici della strada (che è in discesa, o in salita dipende se devi fare slalom o scaletta), dal civico N°1 fino addirittura al n°29, che è il mio, e pure l'ultimo della strada! 
Poi, provato ma felice, sono entrato al bar (subito rinominato baRifugio) e - "vin brulé per tutti!", - "VIVA C&B!". E poi via a godermi il riposo dei giusti su una sdraio col trifacciale e sotto questa tripletta:


Dopo ieri potrò raccontare ai miei nipoti che: "Nel 2012 ci fu la Grande Nevicata del 2012 e vosto nonno vinse il geloni, vinse il freddo, vinse le stalattiti (o erano stalagmiti) di mocciolo, uscì col suo snowboard e partì per l'avventura! Era il 2012, ancora si narra della Grande Nevicata del 2012. Nipotini miei, come vi siete fatti grandi! Perché siete vestiti da infermieri?"
Che bello sciare, quasi più bello di rimanere chiusi nella biblioteca di NY con Jake Ghillenal (vedi Jake Ghinnelal prima di passare tutto il tempo a mostrare il pipino) e Fiona Ghallagher (ma dai, era Fiona che ora sta tutto il tempo a mostrare le sise?) e guardare con SGOMENTO al TG l'insegna di Hollywood che vola via, che è proprio un messaggio all'umanità intera: SE ANCHE L'INSEGNA DI HOLLYWOOD MUORE, NESSUNO DI VOI SI SALVERÀ!

Io questo film l'ho visto tipo cinque volte e mi piace sempre, non mi rompe MAI, anche se so a memoria le battute e i lupi nella nave sono fatti male! Anche se so che potrebbe farvi schifo e che non è certo il miglior film del (la fine del) mondo, ma sono quelle passioni del tutto personali che non puoi spiegare, come The Mist. Anche perché ci dà delle grandi lezioni di cinema - quelle vere - come tipo l'incredulità della sospensione:
E poi è bello rivedere un film da sobrio di Dennis Quaid. 
Io lo so che adesso voi state li a ridere di sottecchi perché a Roma ha fatto dieci centimetri di neve e per i romani sembra arrivata l'Apocalisse... l'APOCALYPSE SNOW! Ma che ne volete sapere VOI di cosa possono significare dieci cm di neve su Roma. Cosa può essere per NOI veder:e NEVE; uscire di casa e vedere: BIANCO. La fuckin': LUNA! Altro che.
E poi se ci ripensi un attimo e il film te lo rivedi dopo che Roma è diventata Località Sciistica e la mia strada una Pista Nera, un po' di paura te la metti se fai il confronto immagine del satellite film:
Con quella satellite vera veramente:
Per non parlare delle inquietanti previsioni nautiche:
Quindi evviva Rome After Tomorrow, evviva la neve a Roma e soprattutto come l'affrontano i romani che "solo noi", ma evviva anche Jake Ghinellal che prima di pijallo in berta da Heat Ledger era giovane e carino e faceva pure lui sguardling:

Per tutte le orfane di Ryan che ogni domenica accendono le candele in bagno, si riempiono la vasca di acqua tiepida, si portano il portatile e lo poggiano su un sedia, poi si spogliano e paciose entrano nell'acqua e poi... poi fanno quello che fanno leggendo C&B che riempie la sua pagina di foto di Ryan e il suo sguardling, vi faccio un regalo, ma uno solo! A tema:
Io intanto mi sgrullo (!) la neve dalla barba e poi vi raggiungo...

sabato 4 febbraio 2012

Clooney Island

The Descendants (Paradiso Amaro)
Trama: Quando la moglie non è in vacanza aka Passed Hawaii.

Lo so che sembrerò ripetitivo e anche fuori tempo massimo, ma, Giorgio Clunei, ma tu, ma COME DIAMINE HAI FATTO A STARE più di un anno con Eli Cagnalis (©C&B)?! No, davvero. Ma io non mi capacito, mi fa male la psiche a pensarci ancora. Perché io posso capire che ti incontri in un locale bum fai bagordi tutta la notte e poi le chiami un taxi. Eeee, figurati, la Manovra Jersey Shore, quante volte...
Ma "stare insieme", condividere, anche solo "intavolare un discorso", per non parlare di portarla agli Oscar, cenare con gli amici (quando i tuoi amici sono tipo i fratelli Coen). Ecco, non mi capacito. Devo pensare che l'immagine di te che mi trasmettono i tuoi film, le tue scelte, la tua carriera, è tutta un gran trucco da prestigiatore?
Questa domanda è importante - anche se adesso non stai più con Eli Cagnalis ma con una wrestler (che se tanto mi dà tanto) - perché, a conti fatti, sei al momento la star più grossa che esiste.
Star nel senso che sei, Giorgio mio bello, il massimo che ci si possa immaginare quando parliamo di "star hollywoodiana". Sei bello (che è sempre la prima cosa), sei bravissimo come attore (e davvero in questo film lo dimostri, con quel fare spaesato, quegli sguardi atrocemente tristi, quel aplomb del tipo "ma che diamine ci faccio qui", quei capelli spettinati e la camicia a fiorelloni), sei uno dei pochissimi attori che una volta passati dietro la macchina da presa ha fatto gran bei film (anche l'ultimo, comunque), sei ben voluto dallo star system (che non è sempre detto) e dall'Academy (che non è sempre detto), insomma sei tipo la STAR per eccellenza. Sei croce e delizia di noi poveri uomini normali che non abbiamo le ville sul lago di Como, non abbiamo dieci macchine in garage, non abbiamo come animali domestici dei suini ma solo dei banalissimi gatti, non facciamo film con Ryan Gosling, non diamo lezioni di sguardling br♥mantico a Obama:
E allora perché? DIMMI PERCHÈ? Dimmi cosa ti ha fatto stare con Eli Cagnalis per più di un anno ti prego dimmelo, anche all'orecchio giuro non lo dico a nessuno. Perché io capisco magari proprio a volerlo cercare qualcosa di decente all'inizio lo trovi puri, se vuoi che non lo capisca io, e capisco anche magari hai preso tanto viagra che per smaltirlo ci metti tutta l'estate, ma un'anno e - fottuto - mezzo?! Ma quando l'hai portata all'anteprima di Mr. Fox? Ma che ha detto lei? Ma quando le hai raccontato la storia de Le Idi di Marzo, ma lei cosa ci ha capito? Lei CHE TI HA PORTATO AD UNA FESTA AD ARCORE!!!! Festa Hard Core!
Giorgio, parliamone, ti prego, io so ascoltare, apriti come a un fratello. Perché io, anche se due anni fa hai vinto un Broccolo Award (ma era anche lì colpa di un'itagliana), ti voglio un gran bene. Sei la star che non avevamo da anni e anni, quella bella, brava, intelligente, colta, benvoluta da tutti. Anche da me!
Chiedo venia per questo delirante cappello introduttivo, per un film che in effetti non c'entra molto, ma è proprio una cosa che non riesco a togliermi dalla testa. Proprio non ci riesco a credere che la vita privata di un attore e quella attoriale di un privato cittadino possano correre su due linee rette e parallele.
Parliamo del film? Ok.
Per una volta il titolo italiano è azzeccatissimo: "amaro" è l'unica, davvero l'unica, parola per definire l'andamento del film, sempre in bilico tra una tristezza abissale (sempre sull'orlo, non vi ci fa cascare mai) e "tutto l'assurdo delle nostre piccole grandi vite" in un concentrato di normalità un po' grottesca un po' banale.
Già il plot è di quelli particolari, ti carica d'attenzione da subito, per la particolare ambientazione (le Hawaii, ma non quelle delle collane di fiori, né quelle di surfisti vs squali), questa è la storia di un uomo normale (anche se vivere alle hawaii normale non è, se pensi che finito di lavorare te ne puoi andare in spiaggia, tipo per tutto il dannato anno solare) discendente (pro-pro-pro-bis-nipote) di una Regina delle Hawaii; uomo per eredità possiede, nel vero senso della parola, un paradiso terrestre (lotto gignte di terra incontaminata che manco l'isola di LOST). Lui e i suoi (tanti) parenti devono prendere una decisione: vendere la terra paradisiaca e farci costruire uno di quel casermoni turistici e rovinare tutto, la loro natura di hawaiiani compresi, oppure no.
Non fosse che - proprio nei giorni di queste tante riunioni di famiglia - la moglie di Giorgio ha un incidente nautico ed entra in coma. Giorgio scopre che essere padre di due ragazzine (dis)perse nelle loro vite senza guida non vuol dire essere solo "quello che paga le bollette".
Mi viene in mente un paragone un po' azzardato, ma tant'è: sembra quasi lo specchio riflesso dell'uomo analsentimentale ritratto da McQueen/Fassbender in Shame, quello che invece ci raccontano Payne/Clooney.
Scoprire che la moglie aveva un affair, che lo stava per lasciare, scoprire che la propria assenza si faceva sentire tantissimo (e porsi per la prima volta in vita sua questa domanda: dov'ero io quando le mie figlie iniziavano a perdersi? quando mia moglie iniziava a perdermi? Dov'ero, io?), pensare di stare facendo un buon lavoro e scoprire che era tutto un disastro, trovare due ragazzine sangue del tuo sangue e scoprire due perfette sconosciute. Ricominciare da capo, diventare padre, marito (di un vegetale) con tutte le debolezze che un uomo può avere (uomo, genere maschile). 
Avere una famiglia è diverso da farsi una famiglia.
Clooney esce totalmente vincitore da questo film. Dando una scorsa ai candidati all'Oscar, tengo i piedi in due scarpe tra Team Brad e Team Giorgio (ma ve l'immaginate Eli che parla del problema della Cambogia con Angelina? Io sì.)
Un film amaro, che ti ritrovi a ridere davanti a una donna in coma con la bava alla bocca a cui stanno staccando la spina, e dici "cazzo, amarissimo". Un amarissimo bel film.
Giorgio, scusa riprendendo un attimo il discorso: guarda, puoi anche scrivermi una mail. Lo so che ti costa ripensarci, ma io sono qui, quando vuoi. Sei sempre bellissimo. Sempre.

♰ Ben Gazzara ♰

♰ Ben Gazzara ♰
Duro di ordinaria follia.

venerdì 3 febbraio 2012

Uomini che odiano Lisbeth Salander

Millenium - Uomini che odiano le donne (2011)
Trama: Lisbeth Salander reloaded.

Il film di Fincher si apre con questa sequenza:
che dovrebbe, e sottolineo dovrebbe, subito metterci addosso un certo spavento, dovrebbe essere una cosa che in inglese si dice "frightening". Ma, oltre alla fotografia al catrame riuscita bene, dove sta la novità? Sono cose che la Sigismondi, Cunningham,  lo stesso Tarsem (quello di ieri) facevano più di quindici anni fa (per certi versi non è che una versione aggiornata di questo). Per non parlare di Richard Serra e Matthew Barney. Per non parlare poi di certi performer ai rave primi anni 90 (non che io ci sia mai stato ai rave anni90, io sono un uomo che odia i raver, pensa te).
Ecco, l'ennesima impersonificazione di questa tanto decantanta Lisbeth Salander regala ESATTAMENTE la stessa identica sensazione che si prova leggendo i libri, e vedendo la noiosa trilogia originale: dove sarebbe la novità?
No, per davvero. Spiegatemelo.
Non lo vedete lontano un miglio quando diavolo è stereotipata un'"hacker tutta strana piercing e tatuaggi perché 'oh! quelli coi tatuaggi so' troppo strani!' e la cresta nei capelli però la superintelligenza e il passato difficile che ne vuoi sapere tu che giudichi dall'alto del tuo SUV parcheggiato nel terrazzo all'ultimo piano del tuo attico?".
E se c'è una cosa peggiore dello stereotipo, è lo stereotipo di un tempo andato. 
Lisbeth Salander non solo è banale OGGI come personaggio, ma è un banale personaggio uscito dritto dritto dal fottuto 1996. Fossimo stati nel 1996, allora sì avremmo detto"be' forte, una hacker cazzuta coi capelli strambi che fa delle robe assurde con il computer tipo intrufolarsi anche nella mail del presidente della Svezia" e poi ci vedevamo il VHS de Il Tagliaerbe dicendo "madonna certo che la realtà virtuale che storia, finirà che faremo tutti all'amore con i guanti e gli occhialoni 3D!".
E invece, pensa un po'. Nonostante la banalità, Lisbeth Salander, con la sola forza dei suoi piercing ai capezzoli, ha creato un franchise infinito di tre libri e milioni di copie, tre film e milioni di spettatori e ora altrii tre film e miliardi di dollari. 
Tutta da sola, l'ha fatto, 'sta Lisbeth Salander.
Io ho letto i libri. Ho visto i film originali (annoiandomi, e a morte). Ho visto il remake di Fincher e finirà che vedrò anche gli altri due.
E l'ho fatto perché mi diverto un mondo a usare Lisbeth Salander come bilancia di giudizio per la gente. Va più o meno così: 
Io: "Hai letto Uomini che odiano le donne?" 
Persona da giudicare: "Sì! Bellissimo poi lei troppo un personaggio bello veramente tutta piena di piercing ma fragile al tempo stesso che poi infatti ci pensavo che anche tu hai tutti questi tatuagg.." 
Io [interrompendo]: "Io la considero una dei personaggi più banalmente pensati e scritti di quasi tutta la letteratura thriller/gialla contemporanea. Lo stereotipo vivente creato da Larsson per l'hacker stramba e punk può fare leva solo su animi semplici che la sera si addormentano con letture banalissime, tipo Fabio Volo. Inoltre se andassimo a vedere chi sono davvero gli hacker oggi, non troveremmo di certo gente così riconoscibile con la cresta in testa o le catene nel naso. Zuckerberg ne è un'esempio. La maggior parte degli hacker sono nerd mezzi autistici, altro che punk". 
Persona giudicata [in un certo imbarazzo]: "Ah be' sì certo, io comunque leggo anche altro eh. Siddartha anche leggo. Sì."
Lisbeth Salander non viene risollevata neanche dall'interpretazione di Rooney Mara  (sempre 'sti Noomi eh?), e neanche da David Fincher (che conferma ancora una volta la sua strana altolenanza stilistica). Certo non si può dire che sia un cattivo regista, questo no. Il film funziona molto meglio degli originali, ma è troppo lungo e se la parte dell'investigazione è tenuta con mano ferma (non si dimentica, Fincher, di Se7en e di Zodiac), ma tutte le parti con gli ostentati omaggi alla "traumatica e traumatizzata" Lisbeth Salander sono, appunto, banali (la scena della metropolitana è ridicola). 
C'è poi un piccolo appunto da fare al direttore del casting. Ok Daniel Craig che continua a convincermi sempre; ok Rooney Mara che "si è fatta davvero i piercing 'mazza proprio metodo Dostoevskij" ma la candidatura all'oscar è proprio un sintomo lampante della cecità di Hollywood (e allora, cacchio, The Woman?!); ma quando poi scegli di inserire nel cast lui:
che con il suo sguardo glaciale e, soprattutto, il suo passato di "quello dalla moralità indefinita nei film", come faccio poi io spettatore a non aspettarmi che sì, è proprio lui il cattivo (dai che non vi ho spoilerato niente, che lo so che siete tra le milioni di persone che avete letto/visto Millenium, almeno il primo). Sai cosa, nella scelta del cattivo di un thriller bisognerebbe metterci un po' di metacinema: prendere un attore che fa sempre il buono, che ne so, Tom Hanks, che il pubblico l'ha sempre visto dividersi tra lo scemo o l'imbambolato e fargli fare lo stronzo, però a sorpresa (no che lo dici prima e ci fai tutta la comunicazione sopra tipo Cruise canuto in Collateral).
Quindi Lisbeth Salander ritorna, si prende una candidatura all'oscar perché "oh, ammazza che strana se c'ha tutti quei tatuaggi uno deve proprio essere cazzuto". Invece pensa un po', io sono pieno di tatuaggi (arisdinghe) e l'ultima cosa che mi sento è punk, goth, strambo, diverso, cazzuto, e se mai lo dovessi essere, non è per i tatuaggi. Anzi i tatuaggi mi hanno dato una tranquillità che pensavo di non avere (me è un discorso un po' lungo, che non farò qui). Meno che mai essere pieno di tatuaggi fa di me un hacker visto che prima di scoprire la differenza tra 
 e 
ci ho messo un anno. E ancora non ho capito che sono i
... sono i personaggi famosi nell'html?! Ogni volta mi incasino (infatti vedi! so spariti i DIV e gli span che avevo scritto? Aiuto, Lisbeth!).
Inoltre mi è poco chiaro il motivo per cui Fincher ha deciso di ambientare il film comunque in Svezia invece di trascinare tutto negli USA, e perché fa recitare gli attori in inglese marcato come fossero svedesi che recitano in inglese, e poi i giornali locali sono in inglese.
Ma che ce frega, quando c'è di mezzo Lisbeth Salander è sempre tutto molto strano, hai visto quanti tatuaggi (che detto tra noi, fanno pure schifo). Lisbeth Salander non è altro che un surrogato pop di un personaggio che, a voler chiamare in causa tutta una letteratura cyberpunk, in realtà esiste dagli anni 80, se non prima. Ora è arrivata al grande pubblico e anche la mia vicina di ombrellone (quella della scenetta che vi ho raccontato prima) adesso sa che cosa sono gli hacker e che se vogliono ti entrano nelle mail! ma tanto sta tranquilla perché gli hacker li riconosci subito, sono quelli pieni di tatuaggi. Infatti ora che mi ci fai pensare ogni volta che prendevo il telefonino lei agguantava la borsa dal coprisole della sdraio (sai no, messo dietro la tesa) e la stringeva forte a sè.
Popolino ti presento hacker, hacker, popolino.
E senza che c'entri nulla con il film tranne che ogni volta che si parla di Svezia vengono in mente, oltre a quei simpatici nazistelli biondi, i mobili di IKEA, ecco le istruzioni per montare roba interessante.
 
Sono sicuro che queste cose girano da anni ma io le ho viste solo ora e quindi non odiatemi... Donne che odiano C&B. E. Altro che trilogia potrei scriverci...
Ecco una cosa svedese frightening per davvero:

Fatto da una donna svedese cazzuta sì, Fever Ray.

giovedì 2 febbraio 2012

Independence Dei

Immortals
Trama: Sulla cima dell'Olimpo c'è una magica città / Gli abitanti dell'Olimpo sono loro gli Immorta'

Quando il metro di paragone di "film con gli Dei dell'Olimpo" sono questo coi Bee-Gees dello Zodiaco, o peggio ancora Puzzy Jackson, fare qualcosa di meglio non era poi così difficile. E in effetti, tra i tre, Immortadells è di gran lunga il migliore. C'entra molto (tutto), in questo stiracchiato primato, il fatto che il regista, Tarsem, sia uno che ha fatto video musicali - questo vi basta?

[ed è subito discoteca di pomeriggio a 15 anni] ...poi un film con Jennifer Lopez che se ti scordi della Lopez era pure molto fico, e poi un film che non ho visto ma che vedrò.
Quindi, il gusto di Tarsem per l'immagine è indiscusso, gli piacciono i colori saturi e quelli desaturi in egual misura, gli piacciono i quadri dell'arte classica e li rifà pari pari, gli piacciono i ralenti (e gli piacevano anche prima di 300, e pure se alcune scene di Immortals siano clamorosi rip-off del film di Snyder, Tarsem era partito prima, solo che andava troppo a ralenti è arrivato dopo), sa mettere su scenografie che citano De Chirico e Rubens (!), sa affidarsi a bravi costumisti; sa quello che fa insomma. 
Purtroppo Immortals è affossato - e si vede proprio - dalla necessità (credo tutta dei produttori) di far piacere il film anche ai ragazzini dei mall amerigani vendendoglielo come 300 2 (600 quindi). Prendere Tarsem come regista per il suo talento visionario e mettergli le briglie. Sempre furbi i produttori.
Immortals è diviso esattamente a metà, di qua le cose belle: che sono la battaglia finale con i Titani che muoiono come i Lemmings, la lotta col Minotauro (azzeccata anche la scelta di non usare creature mostruose - il Minotauro è un goffo nerboruto con una maschera da Toro), i costumi e la già mitologica sequenza finale:
...che davvero ti viene voglia di studiarla come si farebbe davanti ad un quadro, uno di quei quadri che li vedi che sono carichi di significati, che persino le posizioni delle dita dei piedi dicono quacosa. Un dipinto come La Divina Tragedia di Paul Chenavard (che non è pittore Classico, ma vabbè):
Quindi Immortals OK per mise en scène, Ok soprattutto se confrontato con i suoi poveri predecessori.
Ma di là ci sono tante, troppe cose che proprio non vanno. Il protagonista, Teseo, è un attore nullo, fascino sotto le suole dei sandaletti, fisicato di palestra ma dall'appeal di un mattone. Dovrebbe essere un eroe mitologico nel vero senso della parola, ma non riuscirebbe a convincere neanche Tiresia [-Dimmi, figlio Broccolo che voi fare dopo la scuola dell'obbligo? - Il Liceo Artistico, mamma broccola - Bene, ti iscriverò al Liceo Classico, che ti insegna molte più cose, poi se vorrai seguire le tue passioni artistiche lo farai dopo. True story. Le mamme broccole hanno sempre ragione]. 
Ma perché gli Eroi mitologicinematografici devono sempre essere così stupidi? Sembrano sempre prototipi di soldati nazionalisti U.S.A., al posto del fucile, un arco dai dardi mitici. Teseo che convince con un discorso motivazionale un piccolo esercito a combattere contro l'infinito battaglione di Mickey Rabbit Rourke? Li convince con questo discorso motivazionale?
A me è sembrato STOMP. Non mi avrebbe convinto neanche a schiacciare una zanzara che mi stava puncicando. Poi c'è Freida Pinto, che per carità, ha quel certo non so che:
Ma anche lei, a conti fatti, è un prototipo loffio della bella che si innamora sedutastante dell'Eroe:
E poi c'è il grande FAIL del film. Mickey Rabbit Rourke. Perché Rabbit? Ecco perché:
A parte gli scherzi, questo è il caschetto originale:
che vabbè non era manco male l'idea delle cornachela insettose, ma davvero fa troppo a cazzotti con la "ficaggine" che dovrebbe avere un generalissimo despota e sanguinario. Dovrebbe incutere terrore e rispetto, giusto? La prima volta che lo vedi con quel caschetto sbotti in una fragorosa risata liberatoria, manco quando vedi Kevin Kascon. Sarà quella faccia botoxata di Mickey, ma ogni sua scena diventa automaticamente una gara a chi ride per primo. Libero Arbitrio Cornuto.
Vi racconto una cosa di Mickey Rourke, avete due minuti? Allora. Come spesso vi ricordo - più che altro per fare colpo - C&B è discretamente tatuato. Come se questo non bastasse per fare innamorare le ragazze, c'è anche che il mio "tatuatore di fiducia" è di NY. Quindi "Ehi, dove li hai fatti questi?" "Ma niente, un mio amico di NY. Quando vado lì o quando viene a Roma facciamo un po' di lavoro..." ...e giù come le pere cotte. Insomma com'è come non è chiacchierando del più e del meno viene da sè che un giorno ho chiesto a tatuatore: "Ma hai mai tatuato gente famosa, cioè oltre me intendo?". E mi racconta di Mickey Rourke.
L'agente di Mickey contatta tatuatore dicendo che Mickey vuole conoscerlo per organizzare una seduta. Tatuatore va "a cena da Mickey" nella sua casa di NY (!). Si parla, ci si diverte. Arriva il momento di decidere che tatuaggio fare. Chiaramente tatuatore aveva preparato degli schizzi preparatori (cosa che non fa mai) per Mickey, che li guarda e, prendendo il suo iPad, contrattacca con quello che tatuatore mi ha definito "CRAP". Inizia un tiramolla durato le settimane per decidere questo tatuaggio. Tatuatore sbrocca a fare schizzi (gratis, ma, per Mickey... something i do for money, something i do for free...) e Mickey niente, uno via l'altro, e vi assicuro che tatuatore sa il fatto suo. Alla fine Mickey manda un sms a tatuatore "Ehy, maybe we can create A MENAGERIE OF STARS. A "menagerie"... ecco, tipo, una cosa che si trova cercando "menagerie" su Google:
Questo nanetto, o parabola, era per dire che sì, noi li idolatriamo gli attori che sono tosti che sono fichi, ma la maggior parte sono proprio dei deficienti. In effetti Mickey Rourke anche di più con tutte le botte che c'ha preso. Uno pensa che sia un tough guy, e poi si vuole tatuare una "MENAGERIE OF STARS". Expendable 'sta menagerie of stars, va!
Annales - C&B, 2012 d.C
Comunque, gli Dei di Tarsem, anche loro un po' Cavalieri dello Zodiaco però d'Oro dal color del Simpson...
...mi sono piaciuti. Abbastanza teatrali:

e con sferzate di ridicolo:
Il problema di Immortals è che doveva accontentare il grande pubblico con stronzate insopportabili come "Teseo, devi incanalare la tua rabbia e trasformarla in pace interiore per la battaglia". Che. Palle. Era meglio buttarla sul teatro dell'assurdo allora:

Tutte lungaggini inutili che non fanno altro che diluire il brodo, quando invece si poteva fare tutto il film come questa scena, FICHISSIMA. Se non vi interessa il film in generale e non pensate di vederlo, vedetevi la scena come fosse un video musicale che va benissimo così

In un futuro più o meno mitologico arriverà il seguito di Scontro di Titanic:

Poi fanno anche Puzzy Jackson 2 (con quale soldi non lo so), God of War (dal videogame) e poi (non si sa se sotto forma di film o di Serie TV) American Gods - da Neil Gaiman - che riunisce in unica storia (ambientata a NY) a menagerie di Dei di varie mitologie (Egizia, Indù, Ellenica, Norrena) ai tempi nostri. Incrociamo le dita dei piedi coi sandaletti.

mercoledì 1 febbraio 2012

Hostelporosi

Hostel - Part III
Trama: Ahia.

E tre. La serie Hostel l'ho sempre guardata con sospetto. Come fosse una versione mainstream dei torture movie più ricercati, il più delle volte peggiori di Hostel, anzi sempre. Cioè ok i trapani nella coscia e gli occhi sballonzolanti fuori dalle orbite, schifo. Ma andando oltre alla violenza Guinea Pig, non c'è niente, nessuna critica, nessuna maledizione, in Hostel. Hostel sono Tarantino e Roth che se la ridevano a far entrare, grazie al cognome del primo, nei cinema con più seggiole e nei giornali più popolari, un film con le torture mostrate impudicamente. Tarantino è un bambinone, si sa; si saranno divertiti da matti.
Hostel non è altro che un torture movie da mostrare ai critici dei quotidiani che riempiono le pagine di paroloni ma non vanno al di là del loro naso adunco: si vedono i film dei festival, si vedono i film alle anteprime. Ma la fanno, davvero, la Ricerca?! No.
Quindi Hostel è solo gente cattiva tortura gente buona con molto dolore, ma la critica sociale che i blateroni e scribacchini ci hanno voluto leggere a forza ("ehy c'è il nome di Tarantino, qualcosa di intelligente lo dobbiamo dire") proprio non esiste. La deriva di Hostel non è altro che il franchise Saw.
Questo terzo capitolo - straight to DVD - è il gradino più basso, qualitativamente. Ché poi in una serie come Hostel è tutto inversamente proporzionale: gradino più alto = torture peggiore e più cattive; gradino più basso = torture blande e non mostrate con pornografia della violenza. Quindi in Hostel 3 la gente muore bene (insomma non viene torturata più di tanto) e le torture (che sono pochine) vengono pure mostrate poco. E sono tutte pulite, almeno gli altri due erano belli zozzi. Al massimo questa:
UCCISO CON UN MANDARINO IN BOCCA!!!!! CHE TORTURA!!! Per il resto:
Niente che non si sia visto in qualsiasi reality show:

Questi sì che sono torture movie, ma in stream. E Buona Cena!

Le scèm son fè

La proie
Tramè: Nun me va ppiù!

Purquà le franscesì ouì che lo fanno il scinemà dell'assiòn! Quel scinemà de le garson che saltan dans le mascìn in cors, che prendon le tren al vol, che se sparan avec le pistolett! Che vabbè fan il scinemà dell'assiòn, ma non l'è che gli riescon toujour toujour! Par l'esemple quest filmett è veramont stupidell. Sci stà sto personagget:
Che più che l'eruà de un film dell'assiòn, a me me par Ninetto Davolì! Che infatt se ne va por la route avec le bustine de plastic della pharmasì dans la man e fa "Ah bello, che ce l'hai dieci franchi che devo prenne a metro che c'ho mi madre all'ospedale?"
Prendre le tren sens pagar le bigljett:
E fa tutt' le saltapicchiò per sfuggir dalla gendarmerì, pure se c'ha una scert età: 
Un filmett verament che non fa le chaud nè le froide. Pesgh ancor de quel avànt, questo icì. Passè! [Quanto mi piace prenderli per le fondelli, quanto. Vedo certi film solo per questo.]