domenica 12 settembre 2010

Metti un tigre nel portone

Burning Bright

Trama: Ci sono una ragazza e il fratellino autistico che rimangono chiusi dentro una casa con una tigre, mentre intanto fuori si scatena la bufera.

Capito? Una teenager. Un bambino autistico. Una tigre. Tutti insieme in una casa bloccati dalla bufera. Ragazza. Rain Boy. Tigre. In una casa. Non so se rendo, una giovane piena di sogni, un ragazzino ritardato e un felino di 250 chili che si inseguono tra le stanze. Ma guarda io non so più cosa dirvi per convincervi della genialità di questo film. girl+sickboy+tiger in the house. Roba che se fossi stato un produttore e fosse venuto un tizio qualunque con un kleenex con scritte questeparole (fica + scemo + belva nella stessa stanza) io gli avrei dato tutti i miei soldi, mi sarei venduto un rene per lui. No, davvero.

E quindi evviva Burning Bright, dove il micione cerca la sua lettiera formato gigante e trova la ragazza in mutandine che gli spara. Evviva anche gli effetti speciali di questi film che fanno riderissimo. Sostanzialmente girare questi film si rivela la più grande delle puttanate: basta che li fai in tre tempi.
A gennaio prendi gli attori e gli fai fare queste scene:

A febbraio prendi la tigre e gli fai fare queste altre scene:
A marzo t'istalli photoshop e inizi a spingere in maniera inconsulta il tasto "moltiplica":
L'importante è che sia a gennaio che a febbraio che a marzo tu ti sia portato dietro questo attrezzo importantissimo:
Comunque a parte gli scherzi, vorrei solo ricordarvi: ragazza+bambino autistico+tigre in casa.

VVVTre trighi contro ter trigriVVV
Io quelli coi dredd me li mangio a colazione.
Limubai se la trigre non ce l'hai?
Anonima tigri alcoliste
Zoofilia latente
Omosessualità per nulla latente.
E col regista non ha pietààààigerman

sabato 11 settembre 2010

Buon sangue, con menta

Dying Breed

Trama: Vi ricordate Van Diemen's Land? (stava nel Summer Reportage che tutti avrete certamente letto. be' ve ne ricordete domani, tanto). Trattavasi di storia vera cannibale di Alexander Pearce, che scappato con altri galeotti in giro per la Tasmania, se li era trangugiati. In questo survival horror si presuppone che la stirpe di Pearce sia sopravvissuta fino ad ora ed abbia aperto un ristorante. Sabato merenghe, Domenica cabaret e giovedì sconto per le coppie.

Tutti i survival horror si riducono tutti ad un gioco di società: chi muore per primo? come? Lui sicuro scompare e lo crederemo morto poi riapparirà all'improvviso salvando l'ultima superstite, morendo? Di chi si vedranno le tette? Dying Breed non delude (ma neanche esalta) questo aspetto della visione horror. Francamente (ne scrivo il giorno dopo) mi sono anche un po' scordato di quello che ho visto ieri. Poi pensando che il tema rifletteva lateramente quello di Van Diemen's Land, non reggendo minimamente il confronto, mi sono svogliatamente avviato al finale. Però nel film ci sono dei Tilacini. Fatti, male, al computer. E lo sapete perché fatti al computer, tipo i dinosauri? Perché li abbiamo fatti estinguere, bravi noi, applausi.
Ecco il filmato dell'ultimo Tilacino vivente.
Triste forte, che con quell'apertura mascellare pare gridare: MAVVAFFANCULO.

Riapre solo per voi amanti del genere la rubrica: E SE VOI FOSTE IL GIUDICE?

(entrambi del 2008)

The punching ball inside you

The killer inside me

Trama: il braccio violentissimo (e molto allenato) della legge nella provincia americana anni 50. Per scoprire che un film non è un libro (ci volevo un film per scoprirlo?).

Casey Affleck è un bel esempio di nepotismo al contrario, cioè famoso per riflesso e all'inizio solo per il cognome altisonante (oddio, altisonanto "Affleck" in senso lato) diventa poi molto più bravo del fratello lobotomizzato dalla Lopez. Anche in questo film non delude, e regala una bella collezione di sguardi inquietanti. è proprio uno di quelli che rende bene la sensazione del "dico una cosa, penso il contrario" (tipo Jude Law, Christian Bale).
Purtroppo è tutto quello che ha intorno che zoppica. Come un cavallo ferito. Il film è tratto da Jim Thompson, che è un pò come dire (esagerando, adesso non mi venite a fare i puristi letterari) tratto da Elmore Leonard o (alcune cose di) James Ellroy. Quindi sai già che i poliziotti sono tutti corrotti, che le cittadine di paese sono un alveare di api assassine pronte a pungerti, che le femme si dividono in fatale e vittime (difficilmente una diventa l'altra). Insomma il pacchetto completo del noir anni 50 che strizza l'occhio al western: dollari sporchi, inganni, turbe sessuali, segreti non detti, torte di mela.
Però non ingrana mai e anche le ormai celebri scene di pugilato domestico sembrano messe lì più che altro per dare l'occasione a Jassica Alba e a Kate Hudson (sotto cura di hamburger) di farsi intervistare da Vanity Fair e poter dire: "sì, sono state scene molto difficili da girare. Ora sono molto cresciuta come attrice. Come? Cosa indosso? Ma è un Valentino, che domande!" (autocitazionismo, su C&B). Insomma sì, non sono male, ma neanche sconvolgenti.
E poi il finale. Non lo spoilero ma, si discuteva da queste parti, è uno di quei finali che segna con un aratro grosso così la differenza tra l'andamento che può avere un libro e quello che deve avere un film. Ad un certo punto, un finale del genere ti fa venire il dubbio di tutto quello che hai visto, ma non il dubbio fico del genere "rileggo tutto con nuovi occhi", più del genere "ma sono dei deficienti?". Nei libri, quando segui i personaggi con più accoramento, certe scelte (anche nella loro incomprensibilità) sono più, ehm, comprensibili.
I cavalli zoppi gli sparano un colpo in testa, nei paesini di provincia americani.

Sono riuscito a trafugare la sceneggiatura che hanno proposto a Jessica Alba, ve la scansiono:
Nel film poi si pone l'attenzione sulla morbosa predilizione che il protagonista (assassino anzichenò) ha per lo spanking (che non c'entra nulla con hello spank), pratica di punzione bambine cattive e utilizzo alternativo di racchette da ping pong, battitappeto e schiacciamosche (e mani, certamente). però sembra quasi che questa sua passione sia l'imput per la trasformazione in killer. e allora che me stai addì? che se mi fumo uno spinello, il giorno dopo sto con le siringhe nel braccio? no. vuol dire però che kate hudson ha un bel culetto.

venerdì 10 settembre 2010

MAMA CIALDON!

B13

Trama: famigliola hindi si trasferisce in un palazzetto a Bollywood Boulevard. Non attacca le immagini votive nella stanza e fa incazzare Ganesh e la Dea Kalì. Oltre a tutti gli spettatori.

Vi racconto un po' di B13. Mesi e mesi fa, C&B non era neanche in grembo (bei tempi quelli, scorribandavo libero e felice) ci capitò tra i byte questo film horror indiano. e, wow, dai, vediamoci un film horror indiano, chissà com'è! magari la cinematografia horror indiana è il next big thing. forse da qui a qualche mese ci sarà la hindi invasion e noi ci potremo sentire fichissimi a dire: eee, l'ho visto mesi fa.
Il film inizia. E non passa MAI. E quando dico MAI, intendo quel lasso di tempo che ci mette una goccia d'acqua ad erodere un sasso di travertino. B13 è un'eperienza estenuante. Qualcosa da non augurare al peggior nemico. Tanto che, mesi fa, chiudemmo la visione per sopraggiunta gotta. (e voi sapete che l'interruzione preventiva delle visioni è cosa brutta, riservata proprio alle cose che sai ti possono fare male alla vita). Aggiungici il fatto che all'epoca, decidemmo di vederlo SENZA SOTTOTITOLI. Raggiungendo quindi nuovi stadi di incomprensibilità. Perché il bello è che, in linea generale, quando vedi un film in lingua originale, anche la più incomprensibile, ti lasci trasportare dalle immagini e, qui sta la forza delle immagini in movimento, riesci comunque a dare una lettura al film (magari poi la lettura è tutta tua, e non c'entra un cazzo col messaggio originale, ma non sta qui anche un po' il bello?).
Invece B13 no.
Non c'è una sola scena lagata alla precedente, ma non ha neanche la dignità di un film surreale.
Oggi mi sono sforzato a vedere l'ultima mezz'ora. E sono arrivato all'agognata fine, dopo DUE ORE E DICIOTTO di film, dove, oibò, non succede nulla. Anzi, succede, per esempio, che quando i due protagonisti devono affrontare un sardonico amplesso – stacco – eccoli correre su una spiaggia, ballare eccessivamente, guardarsi illuminati da un camino (che non c'è nell'appartamento di cui sopra). Insomma, occhi spalancati sul pianeta tandoori.
Niente. Volevo solo dirvi che l'horror hindi NON sarà il next big thing. Strano no?

E tanto per spiegarvi il titolo del post:
Che da svariati mesi è un po' il tormentone di Casa Broccola quando uno dei due esce di casa. Ripetuto chiaramente tre volte senza alcun motivo... sarà un'usanza indiana? Sei tipo quella di farsi il bagno nel gange mentre due metri prima stanno mettendo un cadavere in acque e quattro metri prima... ok, non entro nello specifico. India che vai, usanza che trovi.
E, cribbio, riragionando oggi, tutto quello che ho appena scritto non è vero: B13 è riuscito ad entrare nel mio quotidiano come pochi altri film. Sia lodato Visnù, sempre sia lodato.
jinga jinga jinga jinga

giovedì 9 settembre 2010

L'infezione degli ultracorpi

The faculty

Trama: tanti attorgiovini in attesa di oscar e contratti milionari si divertono a drogare gli alieni.

Non ci avevo mai pensato prima d'ora ma, cristo, sarò mica un fan di quel bovaro col cappellone di Robert Rodriguez? No perché se scorro veloce la sua filmografia, guarda un po', mi sono piaciuti praticamente tutti i suoi film, anche quelli per bambini guarda un po' (ne parlavamo quaggiù nel tempo), sì anche in Four Rooms mi era piaciuta pù la sua di scenetta che quella di Tarantino (bestemmia?). Ok, allora diciamo così: A C&B gli piace Roberto Rodrigueeeeez.
Insomma anche questo Faculty, visto trilioni di anni fa e totalmente erase/rewind, mi pare talmente divertito durante le riprese che finisce che gli perdoni tutto, ma proprio tutto, teste coi tentacoli comprese.
Una cosa in effetti non digerisci però. Ora, voi mi conoscete bene e sapete che non sono uno di quelli che mette foto di donne nude solo per far alzare... i contatti. Non amo questa mercificazione del corpo femminile, lo sapete. Però se tu, in un film ambientato in un college americano, hai nel cast:
La professoressa:
L'infermiera:
La preside:
La studentessa:
tu che fai? gli fai combattere gli alieni? Eh no! E io come minimo mi aspetto un remake di La supplente di lingue! Certo in effetti poi come protagonista maschile metti lui, e va tutto alla malora:

Evvabbè.

Indovina chi ride a cena?

La cena dei cretini

Trama: Aggiungi un posto a tavola, che c'è un cretino in più. (Certo dovrebbero fare le tavolate dei matrimoni proprio).

In attesa dell'immancabile e inutile remake hollywoodiano fuori tempo massimo trovo questo gioiellino teatrale di humour francioso. Un gioiellino, sono film che trovano un tempo giusto (anche il minutaggio breve), interpreti perfetti e delicatezza unica (come Il pranzo di ferragosto, al di qua delle Alpi).
Il bello è che per tutto il film, oltre le risate a denti stretti, ti fai una lista completa di chi inveteresti tu alla cena dei cretini... aaah, quanti ne avrei. Ma proprio potrei fare una cena al giorno per dieci anni. E poi dopo qualche secondo pensi: chissà a quante cene dei cretini mi vorrebbero invitare.
E poi qui nella fottuta blogosfera (si chiama così vero?) c'è un gioco che praticamente è il corrispettivo della cena dei cretini, e cioè quella di andare su alcuni blog e leggere e pensare: ma quanto cazzo scrive male questo? ma è cretino? ma coma si fa a scrivere certe cose. E giù risate. Come si fa? Vedete in alto la voce: blog successivo, provate a cliccare, scommettiamo che trovate un cretino (e se venite dal blog precedente, be' è l'eccezione che conferma la regola). Io poi di blog "cretini" ho i miei preferiti, quelli da sfottere con altri, ma siccome se la fortuna è cieca invece il karma c'ha l'occhio di lince, non ve li do (tralaltro rischio di darvi il vostro stesso link). FAcciamo una prova: questi sono i primi tre "blog successivi" che ho beccato:
http://muddiki.blogspot.com/
http://viaempty.blogspot.com/
http://veritaevita.blogspot.com/
wow, che bottino, due cretini e UN COGLIONE VERO.

E il merito del film sta tutto qui, nel aver saputo "scrivere" un cretino senza scendere nella macchietta alla fantozzi, nello slapstick. Scrivere un cretino, cioè essere talmente non cretini da saper inscenare la cretineria in maniera credibile. Ora mi perso, ma secondo me questi sono gli zenith di scrittura cinematografica. Rendere le emozioni "medie" ad esempio: facile scrivere la rabbia pura, l'amore puro, la tristezza pura. E invece quando riesci a farmi "un po'" d'amore, "un po' di rabbia" quello è l bello. lì si vede se sei bravo vero. Valo lo stesso per la "scemenza", in generale per la bruttezza: saper scrivere talmente bene da saper scrivere male, male vero, non male forzato. (oddio sono entrato in un loop, ora ne esco, speriamo sia riuscito a spiegarmi. mica facile. mi aiuto con un filmatino.
Provate voi a scrivere una cosa così dal nulla. Se ci riuscite, be' altro che oscar, sarete i miei nuovi eroi.

Regalo per voi prima di andare via
(pubblico entusiasta vero)
scappo che Steve Jobs, Bill Gates, Mark Zuckenberg e Larry Page mi hanno invitato ad una cena per parlare di C&B... non sto nella pelle.

Sono Proprio Qoatti Romani

Centurion

Trama: FATECE LARGO CHE PASSAMO NOI,
LI CENTURIONI DE STA ROMA BELLA
SEMO SORDATI FATTI COR COLTELLO,
E LE RAGAZZE FANNO DA MAGNA'.
E LE RAGAZZE FANNO DA MAGNA'.

MA CHE FREGA MA CHE C'EMPORTA
SE IL PITTI AL VINO C'HA MESSO L'AQUA
E NOI JE DIMO E NOI JE FAMO
C'HAI MESSO L'AQUA, ER CULO TE ROMPEMO MA PERò
NOI SEMO QUELLI CHE JARISPONNEMO IN CORO
SO MEJO I FIRME DE CASTELLITTO
CHE DE STA ZOZZA SOCIETà (di produzione)

Ci sta Neil Marshall che fa i film. Prima fa Dog Soldier dove ci sono lupi mannari + soldati che si rompono il culo vicendevolmente. Non male. Poi fa Descent dove ci sono speleologhe + albini che si rompono il culo vicendevolmente. Fico, molto. Poi fa Doomsday dove c'è una fica pazzesca + Malcom McDowell ridicolo in un mondo dove finita l'umanità si è tronati al medioevo dove un po' tutti si rompono il culo vicendevolmente. Una merda. Ora fa Centurion dove ci sta quel pezzo d'uomo di Micheal Fassbender (che è un fico. molto fico in Inglourios Basterd, pazzesco in Hunger) + antichi romani spediti in lande desolate che devono rompere il culo ai Pitti.
Ora, quando io leggo la parola "Pitti", non so perché ma mi viene in mente lui:

Quindi sin dalla prima scena stavo lì a rimuginare un inserimento a sorpresa, tra uno scotennamento e un altro, di lui che arrivava in 500 e pantofoline lillà e cercava di calmare gli animi parlando latino. Quindi la visione tutta del film è stata un po' viziata.

Tanto meglio visto che ci saremmo anche rotti il cazzo di vedere gente in pelli di daino prendersi a sciabolate. Evviva Vollalla, evviva Salmone Cane, evviva tutti gli altri. Però alla fine uno vale l'altro, più o meno, più più che meno. Cioè per far un film del genere (del genere Braveheart reloaded) ci devi proprio mettere impegno, non bastano le fiche (oddio, poi se ti avanzano, fai pure).
Evviva anche il Peter Jackson Way of Live che consiste nel montare un cinepresina su un drone e fare gara a chi lo manda più in alto. Con il risultato che metà del film è così:
E uno si sente pure in diritto di chiedersi: ma come cazzo ci sono finiti lassù. Cioè va bene l'aria fresca e la natura. Però un'ora prima, dove cazzo stavano? Cioè perché sono dovuti arrivare proprio sul cucuzzolo? Paesaggistica altoatesina, su C&B.

FANTASIA AL POTERE • GAS MASK

Qui si apre (e probabilmente si chiude) la rubrica:
FANTASIA AL POTERE (aka YOU THOUGHT WE DIDN'T NOTICE?).
Dove me medesimo gli viene in mente un tema e cerca le locandine con quel tema e le mette tutte di seguito per far capire che non si può in definitiva creare nulla di nuovo. mai.
Fate il vostro dovere di lettori muti parlanti e datemi link se me ne sono scordata qualcuna...








Questo corto non c'entra poi molto con le locandine, ma l'ho trovato per caso e lo metto. Per partorire e subito dopo uccidere la rubrica GET SHORTY.

Scusate. Apro e chiudo anche la rubrica E se voi foste il giudice?, senza motivo, solo perché cazzegg.. lavorando in giro per il web ho trovato questa cosa che getta veramente una luce nera nella già oscura arte italiana di fare i poster cinematografici.
Nel 2008 usciva...
...poi, nel 2010, un giorno in un'agenzia grafica nel BelPaese, invece di fare una cazzo di foto... un bravo grafico scopriva la parola "scontonro" (scritta male però), e le parole "allunga pancia", "incolla testa" e soprattutto "filtro borchia".
Spero vivamente che ci siano dei giudici a lavoro.

Pianto di risalita

Frozen

Trama: Che bella la montagna. Sciare sulla neve. Fare pupazzi di neve. Tirarsi palle di neve. Fare pipì nella neve. Rimanere bloccati su una seggiovia tre giorni a 30 metri d'altezza e poi morire.

Il presupposto di questo film è una delle domande classiche che ogni sciatore si è fatto almeno una volta nella vita. Non esiste un singolo sciatore che non se la sia fatta (forse Tomba, ma quello perché non c'era proprio il concetto di domanda nella sua gamma cervellosa). La fatidica domanda è: "E se in questo istante si bloccasse la seggiovia, cosa cazzo farei?"
Chiaramente cambiano i paesaggi (sempre molto bianchi) e le modalità. Una volta è l'altezza a preoccupare. Un'altra è che ci sono dei pini con dei rami grossi così. Ma la curiosità rimane.

Nel film tre pisquani rimangono per l'appunto bloccati sulla seggiovia. Vedi a farti 'ste domande del cacchio? Quello che abbiamo imparato nei film di survival ai limiti (tipo Open Waters o Canyon per capirsi) è sempre la stessa cosa. Che per evitare di rimanere bloccati sulla seggiovia, in mezzo al mare o nel deserto e morire come dei deficienti veri basta eliminare un elemento dalla vostra vacanza. Agevolo diapositiva:
O molto più semplicemente basterebbe che gli elementi di cui sopra amettessero la verità:

Bene. Presupposti irrealistici a parte (il fatto che ammettano, s'intende), il film raggiunge un buon livello al Manosudometro e nonostante la glacialità del presupposto (tre persone + una seggiovia ferma x 90 minuti) si porta a casa una bella polentone con salsiccia.
Evviva la montagna.
Che poi che vi pensate che sto parlando a vanvera come al solito? NO! Io sì che sono un alpino. Sono stato medaglia d'oro alle Olimpiadi. Sciare per credere, però guarda attenti a vedere questo filmato perché stiamo proprio ai livelli di evoluzioni fuori dal normale, cioè poi vi sentirete inadeguati per il gesto atletico:
(ho tolto il sonoro perché c'erano dei fastidiosi "ah" ripetuti sguaitamente che distrubavano il funambolismo. chissà cos'erano...il vento credo).
Cosa abbiamo imparato dal film? Prendete lo skilift. (anche l'ancora va bene, almeno siete in due e se si blocca puoi mangiarti l'altro.)

Bene. Attendiamo con ansia i prossimi survival ai limiti:



Film veramente allucinanti. Ti fanno capire che puoi rimanere bloccato e morire nei posti che non ti immagini. Attenti.

Certo che poi uno dei ghiaccioli protagonisti negli X-Men faceva Iceman, vedi, chi di neve ferisce... Il plot del film era già nell'aria scema e più scema (c'ho il Jim Carrey period. dura 5 giorni, poi non rompo più i coglioni. per un mese almeno.)