mercoledì 7 ottobre 2015

L'invidia del pixel

Pixels
Trama: Game Over

Come già sapete (se siete stati attenti, ve l'avrò messo almento tre volte in giro negli ultimi 3 anni), esiste questo corto STUPENDO qui:


L'ha fatto anni fa un francese. Bràvo.
Ovviamente una cosa bella non può passare inosservata e ovviamente non può prima o poi essere rovinata da un gruppo di americani idioti capitanati da Adam Sandler.
Lo stesso Adam Sandler che non ne fa una buona da anni e che, ormai ho veramente deciso, è uno delle più grandi piaghe del cinema moderno, altro che salvatore della comicità un po' assurda e diversa; un tempo mi piaceva, lo ammetto... ma ora non lo sopporto davvero più. È compiaciuto nella sua totale fissità, inoltre gli si sta allungando la faccia in maniera preoccupante, no così per dire.
Ma aspetta. Perché prima di parlare (pochissimo ma almeno malissimo) di Pixels, è doveroso citare questa puntata di Futurama
che è importantissima da tenere a mente visto che è del 2002 (il corto è del 2010), e quindi viva sempre Futurama, che appunto, continua a prevedere il futuro anche se è morta e sepolta, purtroppo.
Comunque, oltre a Futurama e a Pixels il corto, per trovare le basi del perché hanno fatto questo film vanno certamente citati Scott Pilgrim, King of Kong, Indie Game e Ralph Spaccatutto (e un pochino Tron Legacy, ma in minor misura per colpa di Olivia Wilde che distraeva dallo sparatutto), tutti film che  negli ultimi anni hanno riportato in auge il mondo videoludico, ma non tipo quando fanno un film da un videogioco, quello non c'entra nulla, no, qui si tratta di usare come protagonisti i personaggi dei videogiochi ma in avventure che coinvolgono anche un mondo esterno al loro, ma indissolubile, quello dei nerd che ci hanno passato l'infanzia, a smanettare sugli arcade, tipo me per capirci.
Già in un'occasione ho fatto la lista delle consolle e portatili passati tra le mie mani, e tenuto conto che non ho mai avuto una PS1 (quindi mi sono perso tipo il passo fondamentale dell'industria videoludica moderna) posso dire di riconoscermi abbastanza in questi sfigati che sanno i nomi dei personaggi dei videogiochi e che hanno finito Monkey Island. Tre volte. A proposito: Pirati dei Caraibi NON È il film di Monkey Island. No, era tanto per ribadire una cosa importante nella vita.
Per fortuna poi - credo proprio perché non avevo la PS1 - mi sono un po' affrancato da questo fatto di stare ore ore ore ore ore a giocare ai videogiochi, ore che interrompevo solo per leggere dei fumetti o vedere dei film che parlavano di fumetti o di videogiochi, film tipo questi:


e mi sono un pochino allontanato dal mondo nerd. Allontanamento aiutato anche dalla scoperta incredibile che c'era un sesso diverso dal mio e che giocare benissimo a Caveman Ugh.limpics poteva essere utile anche in altre occasioni (avete capito questa battuta? benvenuti nei nerd).
Insomma per tanti anni non ho videogiocato e non sono stato nerd. Poi ho fondato ChickenBroccoli e ci sono tornato da campione, nel mondo nerd. Ora ho una PS4.
Comunque, bando alle ciancie, Pixels è una merda quasi inguardabile, e lo è esattamente per i motivi che potete immaginare: Adam Sandler. Già, era al plurale, ma lui è la causa di tutti i mali, infatti ha scritto anche un po' di sceneggiatura, una cornucopia di situazioni imbarazzanti per lui e per gli altri e soprattutto per Serena Williams (già).
Il film è Ghostbusters, con gli alieni che arrivano a forma di vecchi videogiochi a trasformare tutto in quadratoni e quadrettini
e i più insospettabili (nerd campioni di videogiochi) chiamati a fermarli. 
Che poi non ci sarebbe nulla di male, è pur sempre un film da cassetta, non volevamo Tarkovskij, ma neanche questa paccottiglia di cose inutili. Pixels infatti perde quasi tutto il suo minutaggio (manco breve) nei siparietti insopportabili di Adam e compagnia brutta (si è portato dietro il ciccione, per fortuna non tutti gli altri... quelli arrivano domani).
Una quantità di occasioni sprecate da far rabbirividire anche chi con i videogiochi non ha mai giocato, almeno in Ralph Spaccatutto, prima che diventasse un remake della scena di Frankenstein Jr con la bambina, c'erano scene molto divertenti che rispettavano anche le psicologie dei personaggi dei videogiochi. Qui, il nulla, solo una scenetta col cane di Duck Hunt e con quel rompicazzo di Q-Bert (peraltro già sfruttato proprio in Ralph...).
E tutto perché Adam non poteva limitarsi a darci solo videogiochi e inside joke e nerd game e un po' di sana avventura con effetti speciali fichi (quelli sono fichi per davvero), no, lui doveva fare un film "alla Adam Sandler", quelli con quella comicità tutta pause e lui che fa la faccia da cane bastonato sempre più lunga e battibecca con la bella di turno (Michelle - naso di maiale - Monaghan) ma tanto alla fine la rimorchia. Sai che bello.

Un cast sbagliato in quasi la sua totalità (che peraltro spreca senza rispetto due personcine a modo come Brian Cox e Sean Bean); si salva in corner solo il povero Peter Dirklarge, con il personaggio del bulletto nano piccolo corpo gigantesco ego

che però se ti ci fermi un attimo a ragionare è anche un po' offensivo nei confronti dei nani, regista invisibile come certi mattoncini segreti di Mario (che poi è Chris Columbus, quello di Mamma ho perso l'aereo e i primi Harry Potter) uno che dovrebbe saperci fare con un certo tipo di età (9/13), qui asseragliato tra le pose da tranquillone di Adam e quelle da cioccione odioso dell'amico suo, e storia ai minimi storici.
Odio Adam Sandler.

I film di videogiochi li deve fare chi coi videogiochi ci è cresciuto davvero, chi ne ha capito l'importanza, e ne rispetta la profondità. Date tutto in mano a Edward Wright e non se ne parli più.
Per riprenderci da questa visione ignobile, prima di tutto vi metto quello che secondo me è la più divertente interazione uomo-videogioco della storia dell'interazione uomo-videogioco:

E poi alcune cose belle che vanno da fotografie coi personaggi pixelosi in panorami reali (anche queste un po' anticipatorie di alcune scene del film...) 

A una pixel art (lo sappiamo tutti quanto è bella la pixel art, ve lo devo ricordare?) che però non è semplice riproduzione di personaggi in forma di pixel (se volete questo potete anche costruirli da voi, io questa estate me ne sono comprati CENTO), qui si tratta di sognare videogiochi alla Monkey Island ma con i nostri film preferiti; li ha fatti Gustavo Viselner (tutti cliccabili eh):
A schermate "press to start" di videogiochi horror che purtroppo non esistono:
E infine, a vecchi Game & Watch ma cinematografici (anche questi li puoi giocare online, tanto che oggi non abbiamo perso abbastanza tempo):
Ciao. Io vado a giocare a Pacman per sempre. Vedi mai che un giorno possa tornarmi utile in altri frangenti. Nessuno ci avrebbe creduto con Caveman Ugh-limpics, e invece...

1 commento:

  1. Bello quando si parla di videogiochi (Amo tutto quello che gira intorno al mondo dei videogiochi) ma non vedo il perchè di tanto astio, basta con tutte ste polemiche. Che noia!!!

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