lunedì 24 settembre 2012

L'Amour est declaree

La guerra è dichiarata
Trama: La parola tumore esiste.

Ho aspettato tantissimo. Ho aspettato tantissimo tutto. Alla fine ho deciso e ho scritto di questo film. In effetti non ho ancora scritto, per ora ho scritto l'incipit, non lo so proprio cosa scriverò tra tre, trentatré, trecentotrentatré righe. So che però ho iniziato. C'è voluto molto sforzo, ma eccomi qui.
A parlare di questo film. Francese nell'accezione più "francese" che c'è ("delicato", "intimo", "trasognante", "elegante"...), e che parla di quella cosa impossibile che abbiamo ridotto a tre letterine messe di seguito. Una A. Una M. Una O.
Mettiamo subito le cose in chiaro: La guerre est declaree è un film da 10. 
E lo sai quali sono i film da 10, quelli che arrivano al massimo dei voti? Non sono MAI i film perfetti, quelli dove tutto funziona, dove il regista è perfetto, gli attori sono perfetti, la storia è perfetta, e tutto insomma è perfetto. I film da 10 sono SEMPRE quelli che parlano SOLO a te.
La guerra è dichiarata, già dal titolo, mi ha detto cose. So per certo (ne ho parlato per giorni, non parlavo d'altro per giorni) che a molti non ha detto nulla, o ha detto cose diverse a persone diverse. 
Ad esempio la prima scena: Romeo (!) e Juliette (!) si incontrano ad una festa, lui lancia una nocciolina in aria verso di lei, lei la prende. L'amour. L'amour quello dei francesi che corrono per la strada tenendosi per mano, andando sulle giostre, baciandosi tutto il giorno:
video
Quindi questa scena esiste? Nella realtà intendo; è questo che ci chiediamo tutti sempre, no? Esiste l'Amore? Io dico sempre di no, e lo dico perché . Ma dai, ammettiamolo una volta (e che non ricapiti più!)... lo sapete cosa? 
Esiste. 
Esiste nella misura in cui la parola noi esiste. Nessuno corre a perdifiato col sorriso a 32 denti e urla sulla giostra e si fa gli scherzi e si bacia tutto il giorno. Eppure tutti corrono a perdifiato col sorriso a 32 denti e urlano sulla giostra e si fnno gli scherzi e si baciano tutto il giorno. Solo non con queste modalità. Il concetto conta, non la modalità.
La guerra è dichiarata è un film, la scena iniziale è un film, mettersi a fare i cristi sulla punta di un transatlantico è un film, arrivare in limo col mazzo di rose rosse è un film, correre sotto la pioggia per dirti "vuoi NON sposarmi mai?" è un film, ma quelle sono traduzioni visive di quello che tu spettatore senti dentro.
Ecco perché i film dell'Amore esistono. Sono visualizzazioni di "cose" (mi disturba chiamarli "sentimenti") che TUTTI provano. Come IT con la Paura, solo che invece del pagliaccio coi denti insanguinati c'è Amelie Poulain.
 IT = Paura : Amelie = Amore
E allora questo è film da 10. Perché per ME è un film da 10.
Dove al 6 ci arriva perché è un film bello oggettivamente. 
Il 7 è che la storia dei due protagonisti, tragica, densa, pesante, è trattata con una dignità e la capacità di non piangersi addosso davvero rara; un andamento IMPOSSIBILE a volerlo immaginare girato da una troupe italiana, con Accorsi e la Pandolfi isterici genitori di un bambino col tumore.
L'8 lo raggiunge per due scene bellissime. La prima, in cui la ferale notizia fa il giro della "famiglia" (dove per famiglia ci sono gli amici, i parenti, i cari). Una scena che per tensione e potenza non ha nulla a che invidiare a quelle americane che ci piacciono tanto.
E poi quella sospesa, onirica e un pochino assurda in cui i due, di punto in bianco, iniziano a cantarsi (a distanza però) una canzone d'amore. Se solo noi nella realtà potessimo iniziare a cantare le cose che pensiamo. Sarebbe tutto più facile e bello e il ritmo della nostra esistenza sarebbe più semplice.

Il 9 è perché da oggi organizzerò SOLO Feste Open Kiss. (Per sapere cosa sono citofonare Ciebbì).
Il 10, il punteggio massimo, è per il motivo per cui questo film assume un'importanza (oggettiva anche questa) fuori da comune: i due protagonisti sono, lei, anche la regista e la sceneggiatrice del film, e, lui, il suo ex-compagno. E la storia raccontata nella pellicola è una storia vera, la LORO storia vera. Riscritta, rigirata, rivissuta... non so se capite l'implicazione: rivivere il tumore di un figlio a pochi anni di distanza da quando lo hai vissuto per davvero. E allora va bene pensare che la finzione filmica di un ragazzo e una ragazza che si innamorano, che corrono per le strade, che vanno sulle giostre (o che vanno in giro in motorino a odorare l'aria e il collo del tuo amato che sa di buono, il collo dell'amato sa sempre di buono, anche se è appena uscito da un silos di fertilizzanti agricoli:
diventa la reale immagine di un Amore - che ora è finito, i due si sono infatti separati - ma che è stato così intenso forte unico (e tutti gli Amori sono sempre unici, non esiste mai meglio, peggio. Esiste Unico.) da essersi trasformato nella capacità di creare, di nuovo insieme - diversi ma insieme - un film da 10.
L'ultima volta che un film mi ha parlato così, che mi ha fatto pensare che la parola Amore esiste, era circa 12 anni fa, ed era proprio Amelie (che vabbè, in effetti quello ha detto tanto a molti). Poco dopo distruggevo le cabine del telefono con la cornetta e se sentivo anche solo una nota di quella cazzo di fisarmonica mi volevo ammazzare, poi dopo altro tempo non più. Oggi mi sento quella musichina e la fischietto.
Questo per dire che un film da 10 porta con sè anche un certo carico di paura, di incoscienza (non si dà un 10 senza un bel po' di incoscienza), perché che ne sai, magari tra tre, trentatré, trecentotrentatré giorni lo odierò con tutto me stesso e se rivedo quella faccia strana della protagonista o quel fico del protagonista che cammina a ralenti mi vorrò strappare la testa dal collo come fa il pagliaccio IT. Non lo so. Perà c'è sempre quel se che ti fa dare 10 a un film: e se non succede? E se non lo odierò mai?
Intanto mi rivedo Amelie:

Che è stato un film da 10. Che è stato anche un film da -10.000.000. E ora è un film da 7. C'est la vie!

2 commenti:

  1. ...non pensavo un tuo post potesse farmi commuovere... forse saranno gli ormoni del periodo pre mestruale, ma, vorrei essere sotto le copertine con una tazzona fumante accanto e gli occhi incollati a questo film... come nel peggiore dei cliché!

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  2. per me è stato un film da 9, però la tua rece quasi quasi mi ha convinto ad alzarglielo :)

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