Siccome è Pasqua ho deciso che d'IO da oggi mi riposo la domenica. Mi pare un ragionamente che proprio non fa una piega. E a voi vi metto solo le GIF più belle che ho trovato durante la settimana e che ho conservato pensando "prima o poi mi serviranno". La cartellina è datata 2 Aprile 2012. Ha 893 file... Sarà una lunga estate...
Che bello che è legarsi alle persone che fanno le cose belle. Che tu te ne stai sempre lì pronto a criticare tutto e tutti, a pensare, be' IO questo l'avrei fatto meglio, questa scelta non l'avrei fatta IO, IO ero meglio se lo facevo IO!
Invece quelli del LAGO FILM FEST (che riassumendo è: Festival di cortometraggi da vedere su una barchetta preferibilmente muniti di ragazza romantica e litri di Autan) fanno proprio le cose per bene. Proprio bravi. Quindi C&B è più che felice (oltre di parlare in terza persona) di promuore come e quanto può questo festival che ha veramente un allure internazionale (che è un complimento, per come la vedo io.) Ecco la bella locandina dell'edizione 2012 e un nuovo comunicato che inizia con una frase di Rezza che mi ha fatto ridere.
CINEMA INDIPENDENTE,
A VENEZIA PREFERISCE LAGO
L’attore Antonio Rezza in un video inedito:
“Purtroppo anche quest'anno ci sarà il Lago Film Fest
e dobbiamo cominciare a chiederci il perché”.
Si svolgerà dal 20 al 28 luglio l'ottava edizione del Lago Film Fest, il Festival Internazionale di cortometraggi, documentari e sceneggiature di Revine Lago (TV). Nove giorni dedicati al cinema, alle arti figurative e alle installazioni, lambiti dalle atmosfere suggestive dello splendido lago veneto che da quest'anno accoglie una misteriosa creatura: un mostro di 4 Kg di plastilina ideato da Pierpaolo Febbo e Filippo Fontanel.
Cosa succederebbe se il Lago nascondesse un mostro misterioso?
La risposta è nella nuova immagine del Lago Film Fest, ideata dal duo artistico Febbo e Fontanel, che è ricca di riferimenti all'horror e ai B-movie, e che avrà un sequel, come in una saga cinematografica, nel nuovo trailer del Lago Film Fest.
A lanciare la nuova edizione, inoltre, ci pensa Antonio Rezza, attore e regista tra i più dissacranti e feroci del teatro italiano che proprio a Revine Lago nel 2010 mise in scena il suo spettacolo Pitecus, quintessenza di ironia surreale. In qualità di amico del Festival, Rezza non si è lasciato scappare l'occasione di augurare il suo personalissimo in bocca al lupo a questa ottava edizione con un video d'alta improvvisazione, registrato nel backstage del suo palcoscenico.
“È molto imbarazzante dover presentare l'ottava edizione del Lago Film Fest che si svolgerà a Lago nel 2012 – dichiara Rezza – imbarazzante perché abbiamo già partecipato come giurati nel 2010 e speravamo che questo Festival venisse cancellato dalle iniziative estive. Invece è un festival che resiste e dobbiamo cominciare a chiederci il perché. Perché, un Festival del genere, resiste.” Un Festival che resiste e che si ingrandisce anno dopo anno, riscuotendo successi incoraggianti da parte degli artisti indipendenti di tutto il mondo, eccezionalmente numerosi quest'anno nel presentare le proprie opere al concorso per cortometraggi. Al quartier generale del Lago Film Fest sono infatti pervenuti più di 2000 lavori, provenienti da tutta l'Europa e, oltreoceano, dal Vietnam, Mauritius, Giappone, Cuba, e Uganda. Una quota d'eccezione spetta ai corti firmati da videomaker sudamericani, tanto da conquistarsi una sezione speciale.
Seguiteli su FB e TW perché mettono un sacco di link a cortometraggi molto belli. Vi rimetto di nuovo la locandina, questa volta se ci cliccate vi esce la versione 50x70, hai visto mai che vi viene voglia di attaccarvela in camera!
...forse un pochino sulla font avrei lavorato IO... no no! è bella così! BRAVI!
Il cinema brasiliano. Uno non ci pensa mai al cinema brasiliano. E dire che insomma anche i brasiliani ci andranno al cinema no? Che non ci possono andare al cinema i brasiliani? Zé Pequeno posso andare al cinema?
Va bene resto. Quindi vediamoci questo film brasilero che parla - udite udite - di viaggi nel tempo. Però si scopre essere una commediola esiiiile esiiile, degna, se non proprio di un cinepanettone, ma al pari di un Immaturi o di un film con Siani (certo tutto il mondo è paese anche nelle locandine: scrittona ROSSA bold ed è subito commedia).
Quindi la storia è quanto di più trito (pensando ai viaggi nel tempo) si possa immaginare: il tipo sta con una tipa nel 1991, si fa lasciare perché pensa solo al suo lavoro di scienziato, inventa per sbaglio macchina del tempo, è fissato con quella data, entra per sbaglio in macchina tempo, torna nel 1991, già che ci sta fa la COSA PIù SBAGLIATA CHE PUOI FARE SE TORNI INDIETRO NEL TEMPO: VA SUBITO DAL SE STESSO DEL 1991 MA CHE HAI FATTO SEGA DURANTE LE LEZIONI DI DOC BROWN? Quindi incontra il se stesso di prima e gli dice "statteaccuorto" anzi "stagi accuorto", tornato nel presente scopre di essere in una situazione mille volte peggio di prima, ricchissimo e potente ma senza amici e con la tipa in carcere (insomma la solita roba) allora TORNA DI NUOVO INDIETRO e rincontra gli altri due se stessi (arisdinghe, anzi arisdinji) e mette a posto le cose.
Insomma anche i brasiliani hanno le loro commediole sceme. Molto lontano da bélese spaziotemporali tipo Primer (film IMPRESCINDIBILE (oltre che incomprensibile) sui viaggi nel tempo. Eccolo tutto:
Certo, se poi immagino uno sceneggiatore che propone ad un produttore italiano qualcosa che anche solo di striscio ha a che fare con i viaggi nel tempo, horror vacui. Se riepilogo credo che gli ultimi ad aver parlato di viaggi nel tempo in italia siano stati loro:
Anzi no, mi sa che sono loro:
Certo io non so qual è il metro di bélesa maschile in Brasile, ma se questo è un sex-symbol:
Tanto da guadagnare a cover di GQ (SghiGù):
(so boni tutti con la manovra "manina su pappuagorji" so boni tutti) Stanno messe male, le ragazze brasiliane. Anzi forse no, guardando meglio la protagonista femminile:
Però forse è meglio non guardarla tanto meglio che non si sa mai cosa può spuntare fuori... Comunque misa che ora zitto zitto recupero la vera serie di viaggi tempo di bélesa:
La gif là sopra mi ha fatto venire l'epilessia e chiudo.
Il salto dello squalo, lo sapete tutti cos'è, giusto? Riassumendo è quando Fonzie, il personaggio più fico mai creato per una serie TV si copre di ridicolo mettendosi un giubottino salvagente sotto il chiodo, due sci d'acqua ai piedi e, appunto, salta lo squalo:
Quando Fonzie salta lo squalo vuol dire che la serie è finita, che gli autori non sanno più che cazzo inventarsi, che l'esagerazione ormai è la regola.
Shameless è partita da subito come una serie esageratissima, già ne abbiamo discusso alla prima botta, ma dove nella prima serie le esagerazioni, i WTF, le robe che "se vabbè" erano tutte funzionali alla storia e al carattere stesso della serie, nella seconda diventano eccessive, fini a se stesse, ridondanti, fastidiose, odiose. Li odi, i Gallagher (e su tutti padre e madre) esattamente per gli stessi motivi per cui li hai amati durante la prima serie: Ma che cazzo! Ma un padre così va arrestato! Non va compatito! (rivolto agli autori che in più di un occasione hanno cercato di farci impietosire di fronte a un padre che vende il figlio per un po' di cocaina, di fronte ad una madre campionessa di abbandono...).
Il fatto è che tutti la vorremmo una famiglia disfunzionale, figurati, ce ne sono di bellissime... e se proprio ti metti a guardare con attenzione l'album di foto di famiglia ti accorgi che in effetti ce l'hai eccome, la famiglia disfunzionale. Ma una cosa è farmi una serie dove l'"amore famigliare" vince sui problemi che la vita si diverte a tirarti contro fortissimo, un'altra è raccontarmi di figli che non prendono a pedate un uomo che usa tutti i risparmi necessari per mangiare per comprarsi una macchina nuova etcetera.
Shameless ha "svaccato" nel giro di una serie. Già partiva a bomba verso l'eccesso, ma era sempre giustapposto da un romanticismo naïf di fondo che te la faceva "prendere bene": adesso Frank (che indubbiamente è un personaggio forte, ma che, come facevano notare su Serialmente, è più pesante quando è assente che quando è presente) è protagonista assoluto e il fastidio che provoca è oltre. Troppo oltre. La serie si abbandona qui e lo sapete quando l'ho deciso? Quando mi hanno fatto vedere quel parto in vaginorama con tanto di mille persone davanti - bambini compresi - a guardare. E che è? Uno spettacolo di burattini? Certo vedi alla fine... Goku si scopa Bulma:
Si salva il solito Lip che è un veramente un gran fico. Spero diventi famosissimo. In pratica la cosa migliore della serie sono stati i "previously on..."
Ah. Le fransuà. Je le prend sempr sempr in gìr le fransuà. Purcuà lor fanne le cinemà dell'assion, fann le film de la gent che scapp e che corr, e noi italien no. Ma vù lo sapet che in fond in fond, quand che qualcun pruand in gìr le person l'è purcuà un pochin rosicà.
E infatti un pochino è così. Torno a parlare l'italiano invece del mio fluente francioso perché Polisse è un film che lascia ben poco spazio alla cazzaraggine, che qui Cerlo Verdone e il ragazzino roscio o Arnold Swarzy alle elementari non c'entrano proprio nulla. Polisse racconta - quasi come farebbe un reality show, di quelli fatti bene. Diciamo un documentario va. - la vita "normale" di una divisione per i crimini sull'infanzia della polizia francese: potete immaginare de voi quali sono questi "crimini sull'infanzia". Sì, quelli. E non ce ne risparmia uno: al padre pedofilo al nonno pedofilo alla madre pedofila, dall'abbandono alla compravendita di minori, dallo sfruttamento agli stupri di gruppo. Tutto.
Diciamo che il film funziona TANTISSIMO come monito per il controllo delle nascite: dopo averlo visto non vuoi più sentire parlare di ragazzini/figli, 'ché se pensi che c'è gente vera in giro come quelli che nel film sono solo attori che recitano, ti viene voglia di farti un po' di giustizia da solo, anche se i figli non sono tuoi. Ma per fare giustizia c'è la polizia. Ma fare il poliziotto, a fine giornata, è solo un lavoro, nell'accezione più pura del termine: le ferie, i colleghi stronzi, i colleghi simpatici, svegliarsi, cartellino, ufficio. Solo che se alle poste male che va ti capita la signora stronza o il precisino che ti fa settemila domande, se sei un poliziotto della divisione minorile finisce che devi raccogliere la testimonianza di un bambino abusato dal professore di ginnastica. Poi torni a casa, cena, televisione, dormita e domani uguale.
Quindi, come sapete, io quando vedo questi film la taglio anche un po' corta, perché fondamentalemente il tema è talmente denso e irto di ostacoli che mi cago un po' sotto.
Il film è bello. Francese nel senso buono: secco, coraggioso, sincero. Non memorabile, questo no. Della scuola di La Classe, meno potente però. Fa la sua italiota comparsata Riccardo Scamarcio - che secondo i miei studi approfonditi sul fenomeno Sguardling è l'unico sguardler italiano che mi risulti - che fa la solita figura barbina; inoltre nell'edizione italiana che ho visto si doppia da solo e si doppia male. Certo ce ne vuole ad autodoppiarsi male.
Polisse è l'ennesimo esempio di un cinema a cui noi non arriveremo mai se pensiamo che i nostri corpi di Polizia sono solo la Marcuzzi e la Arcuri Carabbignere, Enrico Silvestin polizziotto e Lorenzo Flahehahrty RIS. Oddio, ammetto che DIAZ mi incuriosisce (e non solo perché ci recita un amico mio). Ecco il trailer:
Clive Owen, tanto per rimanere in tema bei manzi d'uomo, mi piace anche lui tantissimo. Grande grosso e un po' giuggiolone, non è mai riuscito a diventare un vero eroe action e neanche un attorone famosissimo. Ha il suo pubblico. Ha. Il. Suo. Pubblico. Ma alla fine un po' te lo scordi, invece non dovresti,che con quella faccia da uomo vissuto ha più fascino di tanti altri slavatini o cosidetti sex-symbol.
Certo lui non è che si sta impegnando ai massimi livelli (lo abbiamo visto prendere a botte internet e prendere a botte Jason Stazzam, ma ha perso entrambe le volte. Non è che si sceglie avversari facili pure lui).
Quindi questo è un horror che segna definitivamente l'ennesimo trend che C&B ormai più che un cineblog sta diventando un trend-de-la-creme dei film per quanti trendS becca l'anno: i due trendS già nelineati in questi primi tre mesi del 2012 sono "Regazzini" e "Padri" (certo, c'è il nesso). Quindi per "Regazzini" andate qui e seguite i vari link, mentre per "Padri" ecco alcuni titoli: Beginners, We Bought a Zoo, Paradiso Amaro, Molto Forte eccetera, Dream House... Padri che si scoprono padri, padri che si scoprono gay, padri che si scoprono pazzi.
Senza spoilerare troppo questo film fa parte dell'ultima categoria (uops).
Horror che deve molto a Del Toro e in generale al modo di fare horror all'europea (tanto che il regista è spagnolo, già trovato in 28 settimane dopo): quindi più che horror diciamo fiaba dark, con tanto di rami attorcigliati che si muovono da soli, gente senza tratti somatici, grandi inquadrature al nero C100%M100%Y100%K100% che stai lì e ti sembra di vedere qualcosa AIUTO! C'è L'UOMO NERO! E no, era solo quel cacchio di appendiabito... comunque parlando di uomini neri e cercando Intruders su gughel esce questo:
Quindi paura dell'uomo nero meets mostro nell'armadio meets dissenatori (inciampo del film è il CGI fatto male) meets risoluzione non-horror.
Onestone, niente che finirà negli annali dell'horror, ma si fa guardare. E poi c'è Clive Owen. Tanto basta, alle volte.
La locandina là sopra è inguardabile, con la dodicenne di 3/4 sexy e Clive che la cinge sembra un remake steam di Lolita. Meglio l'altra anche se già vistona mille volte:
Certo come mostri del sonno vincono sempre e solo mostri & compagine:
Aspetto il seguito (di Monsters & Co.) con molta... paura.
Di questo film parlammo molto tempo fa, e solo per un motivo, Vincent Cassel.
Vincent Cassel è definitivamente l'uomo più FICO dell'universo conosciuto. Prima di tutto è il brutto più bello che esiste, o il bello più brutto, dipende da che parte lo vedete. Se questa non è bellezza allo stato dell'Arte dell'ingegneria del corpo umano, io non so proprio cos'e:
Ma la cosa che Vincent Cassel ha e fa sembrare tutti gli altri uomini del globo dei poveri derelitti che trascinano i loro corpi sfatti e inutili un passo dopo l'altro fino alla tomba è la sicurezza di sè. La sicurezza di essere così brutti da fare il giro completo e diventare l'uomo più bello della Terra. E quando hai questo tipo di sicurezza puoi farti brutto quanto vuoi, sarai sempre bellissimo:
Questo tipo di sicurezza si rispecchia anche nella carriera. Oltre a essere capace di fare film pazzescamente belli, con una classe che... che:
Vincent, l'uomo brutto più bello del mondo, non si è MAI scordato da dove veniva: dal cinema underground, o meglio da quel cinema fatto da gente giovane che prima di tutto se la divertivano poi facevano il cinema. E ancora oggi - a 46 anni portati che mi basterebbe che il mio mignolo ci arrivasse con lo stesso fascino a 46 anni - Vincent fa film assurdi che da uno così ben voluto pure da hollywood non te l'aspetteresti proprio.
Uno di questi film è, appunto, questo Our Time Will Come (che oddio, proprio così underground non è, visto che il regista è Romain Gravas, il figlio di Costa-Gravas. altro della cricca di Kim Shapiron, pure lui figlio di un artista famoso, insomma tutti figli di gran papà, ma almeno tutti molto belli), dove tanto per imbruttirsi un po' di più, Vincent pensa bene di presentarsi così:
Ma il processo che lo porta a diventare uno pseudo-malato terminale (sempre bellissimo) è proprio quello che questo film ci racconta.
Si parte dall'essere rossi di capelli. Strano presupposto, no? Eppure è proprio il rosso il colore dominante del film (già il secondo quest'anno). Rosso nella locandina, rosci entrambi i protagonisti del film, rossa la macchina, rosso il sangue, rossi gli irlandesi.
Tutto un po' assurdo, o meglio, grottesco: proprio come l'andamento del film, che in verità non lo so se mi è piaciuto tanto o anche no. Di certo mi sono lasciato trasportare dal fascino inarrivabile e wannabe di Vincent e da alcune scene così esagerate da rimanerci straniati, a metà tra il divertito e il WTF. Ma la follia è propedeutica: di follia di parla, nel film, di una folie a duex (è proprio il caso di dirlo) in cui uno psichiatra rosso di capelli (Vincent psichiatra sui generis, e siamo già a due pure di questo) prende "in cura" un ragazzo disadattato rosso di capelli: il resto è una sorta di road movie con un viaggio straniato nella costa nord della Francia e incontri vari ed eventuali che ha come meta finale l'Irlanda, viaggio che porterà i due in cielo (vedere per credere). Il perché della meta gaelica è presto detto:
Un film imperfetto, innegabile il contrario, ma magnetico come lo è lo sguardo stramboide del suo protagonista, Vincent Cassel, l'unico uomo talmente metrosessuale che fa fremere anche me, quando lo vedo. Poi certo, forse aiuta la sua fantasia in fatto di letto, un vero mentore, c'è tutto da imparare. Ad esempio in questo film inventa una pratica che in effetti - oltre a farti pensare che FARE L'ATTORE È BRUTTO! È VERAMENTE UN MESTIERE DURO - ti fa capire che tanto bene di capoccia non ci sta proprio, anche se è solo un film. Ecco di cosa parlo:
Tetè flambé!
Comunque, a parte la pratica da piromane sessuale, da notare come in una sola scena Vincent: 1) si vendica delle tante scene in cui la sua italica mogliettina si fa mungere da gente che passa di là (a conti fatti l'UNICO vero neo nell'altrimenti intonsa carriera di Vincent. Ma come cazzo fa a starci da 20 anni?); 2) ci fa conoscere le bellissime doti attoriali di una certa Camille Rowe. Io non credo vi dica nulla questo nome. Ma conosco un modo perché da oggi in poi il suo nome vi dirà molte cose. Molte molte cose. Molte molte molte cose:
Molte molte molte molte molte moltemoltemotlemotemotemtetetl
Guarda la ragazza è brava, è la prima cosa che si nota. Comunque non state a storcere tanto il naso perché lei è brava e voi no. Che io durante il film mi sono pure dovuto vedere il pisello di Vincent, che è brutto. E la ragazza che manco mi ricordo più come si chiama ma che volete che conti un nome quando c'è l'amore appare sì e no due minuti, certo sono due minuti di bravura, ma... Comunque non è brutto ciò che è brutto, ma è brutto ciò che piace.
A me questo film è piaciuto, ma forse è brutto. A proposito, C&B è bello.
C&B RESUSCITA! C&B QUELL'ALTRO CI HA MESSO TRE GIORNI C&B DODICI ORE!!!
C&B ZOMBI! C&B NON CHIUDE! C&B V'HO RACCONTATO UN SACCO DE FREGNACCE!
C&B RIAPRIRE! PESCE D'APRIRE!!!!
Comunque mi sembra scherzone pienamente riuscito ho pure fatto uscire un lurker dalla sua tana che è come far uscire me di casa...
[E La volete sapere una cosa assurda. Oggi sono stato tranquillissimo, senza l'ansia di vedere un film. Ma non preoccupatevi, domani si ricomincia - che vivere senz'ansia (senzansia) non è vivere. E sarà pieno di film, di gif animate, di opinioni arroganti, di sguardling time machine ma soprattutto.... pieno di foto di donne francesi nude (ma è colpa loro che si spogliano...]