martedì 3 agosto 2010

LA PAURA FA NOVANTA MISSION #4

LA PAURA FA NOVANTA MISSIONE inutile che si espleta nel vedere tutte le puntate di halloween dei Simpson. tutte tranne due che non mi va di recuperare.

La paura fa novanta XII
Occhi al malocchio. Lo scivolo è stato posizionate, gli sceneggiatori messi sul bordo... uno ad uno... La storia pare Drag Me to Hell quanche anno prima (quindi sarà tratta da qualcosa che non conosco). Unica cosa carina, il matrimonio ufficializzato da Yoda.
Robot dolce casa Inutile. Come Hal 9000 ma a casa simpson. Ma non ci è piaciuto.

Maghi maghetti Da Harry Potter. Ok. questo è carino, ma solo perché io adoro HP e perché la citazione è molto facile. Alla fine, quando Smitherserpente mangia Burns, ok, quello fa ridere.

La paura fa novanta XIV (la XIII non c'è, non rompete)

La morte impazzita hum.
Frinkenstein hem. no.. non ci siamo. è colpa della TV. paradossale no? La TV ha decerebrato la gente, la gente decerebrata ama Zelig, ride con Zelig, fa fare ascolti se la comicità è derivativa da Zelig. E allora ecco che i doppiatori dei Simpson (le guest star) vengono tutte da lì, o da programmi del genere... ho pena per loro. In questa puntata, nell'originale, c'è Jerry Lewis a doppiare il padre del prof. FRink... in italia, il Mago Forest... hem.
Fermate il mondo, voglio scherzare Altra puntata di Ai confini. Niente di che. ODIO ODIO ODIO quando hanno iniziato a far vedere i simpson grandi, con Bart col codino e cose così.

ODIO

La paura fa novanta XV
La zona Ned La zona morta (che bel film). no, niente... e vi assicuro che non sono io che sono un nostalgico o che per qualche recondito motivo voglio dimostrare che da quando non li vedo più sono peggiorati, o sono migliorato io, o siamo peggiorati tutti.. insomma, vi giuro che ho le migliori intenzioni durante questa missione. tipo uscirne vivo. Qui c'è un esempio di come i simpson sono peggiorati, e il personaggio che ha dato il via a tutto è proprio Homer. Esempio. In una vecchia puntata Homer andava in ufficio e avevano cambiato i cartelloni pubblicitari e lui si faceva tipo ipnotizzare e comprava tutto. Scemo, sì, ma con bella critica agli americani e alle promozioni tipo 99x2 dei supermarket o delle televendite (mi pare che homer comprò anche tutte delle cose via TV). Comunque. La stupidità di Homer è stat per tanto tempo uno specchio della stupidità della società americana (o in generale la società Occidentalizzata e del Consumo). Ora la stupidità di homer non ha più alcun senso. In questa puntata mette in mano una pistola a Flander e la schiaffeggia (la pistola) e fa il balletto cosi tanto per. Insomma come nel fil. lo spiderpork, faceva ridere davvero? ero cretineria, ma dietro cosa nascondeva? nulla.

4 decapitazioni e un funerale Orrenda puntata vittoriana alla Jack lo Squartatore meet Sherlock Holmes. Voci fastidiossisime. Si salva la microcitazione finale a Little Nemo. Retaggi di palati fini.
Nel ventre di Burns Sono andati. Idea Strastrastra usata. Salto nel buio e ancor prima Viaggio allucinante. Se non erro in Futurama l'hanno fatto anche. Completamente persa il senso horrorifico dello special. andiamo alla deriva.

La paura fa novanta XVI

B.artificial I.ntelligence A.I. - no niente. scusate, qui siamo al ridicolo. Ma il finale dell'esorciasta "che c'azzecca?" iniziano a slegare le storie. Nn riescono a tenere insieme le gag, e le mettono una insieme all'altra senza più senso. inizia a somigliare a I Griffin..ahiahia
Sopravviverà il più forte di taglia Runnign Man (caccia all'uomo). Bruttina, facilotta.
Non posso vivere senza te mascherata Giusto perché per la prima volta in uno special PF90 apparre Disco STU! Wiki recita: Ci sono varie possibili fonti d'ispirazione per la trama di questo episodio: * l'episodio The Masks della serie TV Ai confini della realtà; * l'episodio Halloween della serie TV Buffy l'ammazzavampiri; * Pericolo scampato, un episodio della serie animata Due fantagenitori; * The Haunted Mask, un libro della collana Piccoli brividi. Per dirvi quanto è originale la trovata delle mascherate che divantano reali... Ma poi il finale con la morale!!!! Ma che davvero? Mi parevano seri... COme quel telefilm con alla fine la morale con gli attori (estrapolati dai personaggi) che dicevano "cosa abbiamo imparato? che non si corre in macchina. Che non bisogna andare con gli sconosciuti conosciuti.. Che non bisogna giocare con gli AK47 di terroristi kenyoti."...oddio che telefilm o cartone era??!? ditemelo!!!!

La paura fa novanta XVII

Una vedova allegra ma non blob
pessima. sa proprio di vecchio. Homer cicciobombolo lo abbiamo già visto, e molto più in forma (!)
Devi solo sapere quando è il Golem (che vuol dire? l'originale è You gotta go when you Golem.. che gioca con "go"... ma che non riescono a fare giochi di parole? possono chiamare me, la chiamavamo "La dura legge del Golem")
Vabbè ok, il golem lo amiamo per partito preso (no golem? no terminator... ricordate) però però però, finale pessimo.
Ultimatum alla stupida terra Ok, qui si sono risvegliati, si sono presi a schiaffoni e dopo un weekend motivazionale (avete presente, quelli dove i colleghi di ufficio vanno in una casa di campagna e fanno cose tipo uno si butta da una scala e gli altri lo devono prendere.. lo fanno. davvero.) hanno tirato fuori una sezione di episodio decente, direi carina. ok, bella (8 minuti.)

La paura fa novanta XVIII

L'inizio con le figurine fastidiose che entrano nello schermo e Marge le uccide è BELLISSIMO. è una elle cose che hanno distrutto la TV, e soprattutto il "registraggio". Già uno si faceva il culo per togliere le pubblicità... poi quando sono arrivate le scritte: Domani Il signore degli anelli, dopodomani questo tra poco ques'altro... in pratica l'intero palinsesto mentre uno vedeva tutt'altro. E odiavo anche le voci che durante i titoli di coda (simpson compresi) iniziavano tutti entusiasti a dire "E tra poco Alessia Marcuzzi e Walter Nudo in una nuova scatenatissima puntata di Colpo di Fulmine!"...
E.T. solo quando arrivano gli alieni ognuno col suo mestiere mi ha tirato un sorrisetto. ma quando homer dice "creme brulè o in italiano crema bruschetta".. no.. non si regge.
Mr. & Mrs. Simpson Ma con l'orrore che c'entra la presa in giro di Mr. & Mrs Smith? Boh. niente! Giusto quando homer parla col suo cervello, ma siamo abituati...
La casa dell'inferno I sette peccati capitali di Springfield sono molto carini. Adoro i Sette Peccati, tipo tutti (con preferenze... no.. tutti). L'inferno tipo Bosch è carino. Sì ok, carino...

La paura fa novanta XIX

Trans morfer La "paura" fa 90?? e? Se volevo vedere le prese in giro dei Transformers mi guardavo I griffin... da piangere.
Come far carriera nella pubbli.morte Intro simil Mad Men. Ok classy. (dio quanto mi sento in colpa per non aver ancora visto questa serie. dai. promesso quest'estate invece di fare vacanze mi vedo Mad Men. però dai. il resto che ha d'orrore? Cioè l'idea sarebbe anche carina... però si sono scordati il titolo dello special?! Boh. giusto ci sono i personaggetti famosetti (ecco vedi, la noia mi fa parlare come flanders).
è la grande zucca, Milhouse carini i peanuts. il resto è come Men in black con gli scarafaggi e identico al corto di Mostri vs Alieni (vito per caso). nope. e alla fine Marge che CHIEDE SCUSA??! ma davvero!?!

La paura fa novanta XX

l'intro è molto MOLTO carina (2 minuti)
Dial M for murder or press ok. hitch lo amiamo tutti, quindi un'intera sezione in bianco e nero dedicata ai suoi film. be' funziona.
Don't have a cow, Mankind 28 gialli dopo. ok divertente (ma solo perché AMO il film).
There's no business like Moe Business Sweeny Todd, ma con Moe. niente, già non avevo amato il film, figurati...

E SIAMO ALLA FINE. pensierino, a chiudere. Cosa abbiamo imparato da questa missione inutile? che, duro da ammettere, i Simpson sono morti. Anzi, per rimanere in tema, sono Zombie che gli sceneggiatori tengono in vita per il pubblico del superbowl, per i conti in banca dei dirigenti FOX e di Groening, e per il merchandising.
Addio, Simpson.

PS. vi chiederete perché questo post ricompare. No, non è che siccome i giorni in cui ho parlato sei simpson sono stati i più visitati ever, allora adesso parlere sempre e solo dei simpson, anzi spero di non parlarne mai più. In realtà dovete sapere che i siti sono fatti in una cosa che si chiama tipo html (ho, tutto molto libero!) che praticamente è una roba per autistici fatta tutta si lettere incomprensibili che poi, magia, si trasformano nei siti. siccome quando fai un blog devi fare una cosa tipo "carica immagine", e invece ho scoperto che trascinando le immagini da un sito a dentro il post le prende... faccio così. solo che ogni tanto mi trascino dietro dei pezzi di codice che sfondano tutto. però, guarda caso su SAFARI (apple, steve jobbs, evviva) funzionava tutto e non mi ero accorto del problema, invece su firefox (che è fatto dai frikkettoni) era tutto rotto. Ora dovrebbe andare bene, ma anche voi usate SAFARI e non scassate.

Chicken&Googli

Per la seria Onan i barbaro bicefalo.
Sinceramente, voi ve la immaginate la massaia, il cuoco, lo studente della scuola di cucina, o più semplicemente il giovane innamorato che vuole preparare una cosa carina per la cenetta con la sua ragazzetta, che, tutti insieme, digitano su google "chicken&broccoli" e gli appare questo...
be', io me lo immagino, e mi fa molto ridere.

lunedì 2 agosto 2010

FUTURAMA FOREVER

(cliccaci che vale vederla in grande)
scusate. lo so che divento ridondante. solo che succede questo:
- da una parte C&B ha raggiunto lo zenith dei sui "ascolti" quando ha iniziato a parlare di Simpson. Il che è anche abbastanza preoccupante (EH NO! ADESSO RIMANETE! ADESSO VI LEGGETE TUTTO UN ANNO DI POST! E SI! E CHE ARRIVI, TI COLLEGHI, CHE TE PENSI DE STA A CASA TUA!? senti ok, per capire l'andazzo, leggiti questa, che è la recensione migliore che potrai mai trovare di un qualunque film scritta da un qualsiasi critico per un qualsivoglia giornale: questa è la migliore recensione mai scritta. punto. (me lo decanto e me le suonano). insomma massimi ascolti quando diceva addio ai gialli.
- dall'altra oggi ho visto la nuova puntata di FUTURAMA e sono, di nuovo, rimasto a bocca aperta. No davvero. Sesta stagione, 4 film, serie interrotta e ripresa e oggi, una delle migliori puntate EVER!!! I viaggio nel tempo sono terreno fertile, ma anche strasputtanato. Eppure Futurama, ancora una volta, li affronta con quello che posso solo chiamare Genio (parola pericolossisima, che accosto all'altra odiosa: Maestri). Ci sono mille idee compresse in 20 minuti, roba che ti sembra una puntata che non finisce mai. E anche quei piccolo inside joke che ti sembra di essere l'unico capire (ma li capiscono tutti i nerd come te, solo che pensare di essere l'unico a capirli ti salva dalla cruda realtà: sei un nerd.)

parafrasando lucio: NON HAI MAI VISTO UN'UOMO RIDERE? APRI BENE GLI OCCHI PERCHé SAI, PERCHé TU ORA LO VEDRAI.
(7 secondi di scena: 10 minuti di risate all'isteria (dite che c'entra il caldo?po' esse).

Sceneggiatori Sconosciuti

Persons Unknow - season 1 - ep1/2
Ecco la trama: sette sconosciutisi risvegliano in una sperduta cittadina nel bel mezzo del nulla. Non sanno come ci sono arrivati e non possono andarsene perché tutt'intorno c'è una recinzione
invisibile di raggi che se ti avvicini svieni. Ogni giorno possono mangiare solo e soltanto in un ristorante orientale, nei negozi non c'è nessuno, vivono in un albergo. Qualcuno li sta guardando da delle telecamere tutte intorno. Ne usciranno? E chi ha architettato questa rat trap umana? Mistero.

Allora ricapitoliamo:
- vivi in albergo= ogni mattina letti rifatti e stanza puliti
- cittadina nel nulla= ZERO traffico, nessun problema di parcheggio
- sei sconosciuti da conoscere= ci scappa sicuro il flirt
- barriera invisibile tutto intorno= nessuna preoccupazione di dover trovare qualcosa di diverso da fare, un posto nuovo dove andare
- cibo cinese gratis tutti i giorni
CAZZO! PORTATEMICI SUBITO! me ne frego delle telcamere, dai che quello è il mio posto ideale!

Il telefilm è estremamente banale. Prendete un frullatore e buttateci in quantità casuali: Agatha Christie, Identità, Saw, altri 50 film del genere (dall'orrino Nine Dead a un'altro penoso con Jim "gesùdidio" Caviezel, Il Prigioniero, The Dome di Stephen King, qualche episodio di Ai confini della realtà. Spingere il pulsante su: frappè, mettere su dvd e gustare, aprendo bene la bocca (tanto con gli sbadigli viene bene.)
Continuerò a vedere questa serie giusto perché è estate e non c'è molto altro tranne Sookie di Frutta...
l'orfanotrofio LOST qui si fa sentire. Ma la cosa sconvolgente (che on fa che rimarcare ogni giorno l'importanza che ha avuto LOST nella fruizione e nella scrittura di Serial- TV) sta anche in questa immagine, presa dalla seconda puntata di questo PU
Ora, tu un'immagine così NON la puoi fare. è vietato dalla deontologia seriale. La cosa grave è che di LOST, oltre ad altri mille rimandi (e non solo la base del "sette sconosciuti quindi ognuno con suo passato che scopriremo man mano e poi uno di loro era il cervello dell'operazione (presumibilmente la matta. anzi volete un altra previsione di Cassandro Broccolo: la protagonista, buona tout court, in realtà è dell'organizzazione e alla fine era insieme ai rapitori pur di salvare la figlia. fatte servi.)) ci sono proprio dei topos, insomma oramai sanno che noi siamo la LOST generation e non c'è più bisogno di alieni misteriosi, c'è bisogno invece del sospetto, degli uni contro gli "altri", delle persone di tutti i giorni scaraventati in eventi eccezionali.

cmq ecco i possibili finali di PU, dedotti da sole due puntate e dalla banalità degli sceneggiatori:
- è tutto un reality show
- è un "servizio" per ricconi che mandano qualcuno con cui hanno ocnti in sospeso in questa cittadina per vendicarsi
- loro sono tutti morti e quello è un limbo

Comunque, a proposito della lezione che LOST ha dato a tutti: è talmente Alta Scuola, che ha invaso anche quelli vecchi:
(grazie per il link)
(dio santo... parentesi che non c'entra un cacchio ma che piace a me. Wonder Year, anche detto Bleu Jeans (non c'entra con Genitori in Blue JEans) oddio.
io lo AMAVO. anzi no io AMAVO la bambina coi capelli lisci neri. Madonna che ricordi.
E lui aveva l'amico nerdissimo.
E poi si davano il primo bacio!! che bello!! che romantico!!
Ma io ero proprio innamorato, tipo che la sognavo e tutte le ragazzine che alla fine mi facevo piacere erano coi capelli lisci neri e la frangetta. ero perso in sogni romantici di bacetti e regalini e andare a scuola insieme tenendosi per mano.
Poi dici che io denigro tutti i film dell'ammore. Certo, perché l'amore esiste solo a 12 anni, finché non scopri quell'altra cosa e alla fine fai tutto solo per qull'altra cosa, mica per l'amore. (sa un po' di humbert humbert 'sto discorso ve'? cio non è che tutte queste cose le facevo due anni fa, le facevo quando avevo 12 anni. vabbè mi avete capito no?)

Ma chissà com'è diventata lei? Chissà se ha mantenuto quella sua freschezza, quella sua innocenza, quel suo fare così fanciullino.
ah. ecco.

La stagione della cacca

Boog & Elliott 2

Trama: orso e cervo tipo Bambi per bambini senza morti e senza qualità.

In realtà avevo tessuto delle pacate lodi al primo Open Season. Non aveva tante pretese e risultava un filmettino carino di animazione 3D. Niente di che, per carità, però dai, qualche trovatella c'era e poi i character li continuo a trovare molto carini.
Il secondo capito, streittoDVD, è brutto. Non ci si poteva aspettare altro. D'altronde questa moda dei seguiti per il DVD è davvero un'operazione criminale... ora finche mi fai Lilo & Sticht 2, passi, devi comprarti la macchina, devi pagare i computer nuovi alla Pixar, devi rientrare dei soldi buttati con quaclche stronzata fatta dalla buena vista...ma CENERENTOLA 2? BAMBI 2? IL LIBRO DELLA GIUNGLA 2? PETER PAN 2? mavvaffanculo.

domenica 1 agosto 2010

Fast Food, Fat Food, Faust Food

Food Inc.

Trama: NON MANGERETE MAI PIù.

Vuole il caso che io sia stato già iniziato agli orrori dell'alimentazione industriale da un altro documentario austriaco intitolato OUR DAILY BREAD, di cui vi agevolo un stralcio. Attenzione è per stomaci FORTISSIMI. Roba da spappolamento del cuore.
Ho avuto l'occasione di scriverne un brevissimo testo dedicato:

Il pasto è finito. Vi siete saziati allo

scoppio. Ora prendetevi novanta minuti

e provate a digerire Our Daily Bread,

documentario dell’austriaco Nikolaus

Geyrhalter. Sarete deportati in gironi

gastronomici di produzione sistematica

e vi verrà insudiciata l’anima dal

passato industrializzato e pigolante del

cibo che avete appena ingurgitato.

Campi di concentramento bovino, ovini

nel braccio della morte, mari di sangue

ittico. Vigilano gli sguardi vuoti

della bestia uomo che, una volta macellato

il cibo, se lo ritrova nei vassoietti

della mensa in pausa pranzo.


Food Inc. è invece un documentario USA, che scava nel lardo (adiposo e mentale) del "mangiar yankee", tra fast food allucinanti, grano allucinogeno e industrie che - giuro - mandano proprio ispettori tipo CIA ai farmer che non usano i loro prodotti "gonfiasemi". Entrare nelle pieghe (piaghe) dell'industrializzazione del processo di produzione alimentare è come vedere un film horror che tre volte al giorno (anche di più se consideri gli spuntini) alimentiamo alimentandoci senza lamentarci.
Per carità io sono l'ultimo a poter dire qualcosa, tra le mie tante maleducazioni (politica, sociale, antropologica) c'è (anche) quella alimentare. Sia chiaro non mangio tutti i giorni da McDonald ma in quanto a frutta e verdura sono come un bambino di tre anni, faccio queste facce qui, altro che Broccolo. O Broccollo, se sei in america:
Effetto che i documentari centuplicano, sapere cosa mangiamo, fa vomitare, roba che vorresti rigettare tutto quello che hai ingurgitato negli ultimi vent'anni se solo ci pensi.
è un'unione di fattori: da una parte le scene allucinanti dei macelli (slaughterhouses, non c'è faccia di cuoio qui, casomai facce di messicani cotti dal sole), dove ad esempio oltre alle scene dei pulcini di sopra (non vi dico quelle dei polli ingrassati del doppio rispetto al loro peso normale che quindi non riescono a reggersi sulle proprie zampe) ci sono "i muri della morte" (funzione che tot maiali vengono messi su un rullo, poi passa un muro spinto da un braccio metallico che li spinge tutti dentro un macchinario da cui escono tutti morti. pronti per essere dissezionati in catena di montaggio dai lavoratori massicani clandestini, macellati anche loro, pur se vivi). Dall'altra il sapere che praticamente ogni singolo alimento comprato in un supermercato è geneticamente modificato in un modo o nell'altro (eh, no, cari miei, anche quando vedete la scritta "Organic" sui vostri yogurt, sappiate che la DANONE ha appena comprato quella società che fino ad un giorno prima stava andando così bene sul mercato proprio per i suoi prodotti "organici", e la DANONE, che ora è la proprietaria e la produttrice dello yogurt, si guarda chiaramente bene dal dire che ora li fa lei, facile no?).
Lo avevamo visto anche in Fast Food Nation e in Super Size Me, ma quelle erano quasi commedie rubiconde. Qui si tratta di trattenere da un lato le viscere dall'altro la rabbia.
Disturbo alimentare alle porte, dopo aver visto Food Inc., che gli americani, controsensi viventi, hanno anche candidato all'oscar. Certo è che se poi vai su siti come questi dove trovi cose come queste:
YUMMY!
Sempre a proposito di cibo (vabbè ne avrei un archivio pieno) anche questi bei vegetali freaks del fotografo Uli Wepsthal non sono male:

Ad ogni modo, dopo aver visto questo film, come vi dicevo, sicuramente non mangerete mai più. Il che non è necesariamente un male, alla fine l'unica dieta che funziona è quella di non mangiare. Non vorrete mica diventare tutti come i ciccioni di Wall-E?

A PROPOSITO DI CICCIONI! Ecco a voi un lungo compendio già pubblicato 3 anni e 4 chili fa su Men's Healt.... no, sto scherzando, su un'altra rivista, di cinema.

IL GROSSO GRASSO MONDO DEL CINEMA

Il girovita di Hollywood è largo. Non basta usare gli ultimi buchi della cintura per contenere tutto l’adipe che straborda dalle pellicole cinematografiche e che investe come un blob anche la vita reale di attori, registi e spettatori. Non chiedetevi quante calorie contiene ogni articolo di questo special, non c’è barretta energetica o frullato healty che possa smaltire la cellulite che si accumulerà in voi pagina dopo pagina; di certo a fine lettura dovrete pensare seriamente ad una dieta ben calibrata, ad estenuanti sedute in palestra e a saune purificatrici. Il grasso avanza, e voi non potete farci nulla: lasciate che la pancia si gonfi, sbottonate i pantaloni e mettetevi comodi, ecco a voi lo special di C&B sul cinema ciccione.

HOLLYWOOD FATGRANDI ATTORI o GRASSI ATTORI?

Partiamo da questo presupposto: essere grandi attori vuol dire sacrificio sacrificio sacrificio! E cosa c’è di più sacrificante che mangiare tutti i giorni gustosi manicaretti cucinati da grandi chef? Prima di tutto eliminiamo dai nostri ciccioni preferiti chi semplicemente si trucca da panzone. È troppo facile; bastano cinque ore con Rick Baker, il maestro del trucco ad Hollywood (6 Oscar), e il doppiomento è fatto. Sì, divertente vedere Gwyneth Paltrow zavvorata al terreno sotto il peso di 120 chili, ma sapere che a fine riprese la furbetta si levava il tutone in lattice e tornava ad essere la longilinea silfide che è fa storcere il nostro naso suino! E lo stesso effetto hanno fatto il faccione di Sharon Stone in Alpha Dog, la timida pienotta Julia Roberts ne I perfetti innamorati o la divoragelato Goldie Hawn ne La morte ti fa bella. No, care mie, prendete esempio dagli attori che i chili se li faticano!

Il mio corpo non è un tempio, è una fisarmonica


Che molti attori trattino il proprio corpo come un tempio si sa: e giù personal trainers, ritocchi chiriurgici con bisturi magici e abiti su misura. Ma usarlo come un sacco da riempire e svuotare a piacimento è tutto un altro paio di maniche. È il metodo Stanislavsky portato all’estremo. Immedesimarsi talmente tanto nel personaggio che dimagrire e ingrassare diventa un assoluto (e se ti va bene vinci anche l’Oscar: che è così smilzo ma dicono pesi molto, un finto magro!). Robert Deniro, per assumere l’imbolsito physique du rol di Jack LaMotta in Toro Scatenato, ingrassò 25 chili. Si trascinò per mesi problemi di colesterolo. Ma è lo stesso Deniro a far davvero paura in Cape Fear – Il promontorio della paura, trasformando il suo corpo in un impressionante fascio di muscoli tatuati. Ed è il primo di una lunga lista. I 15 chili presi da Renee Zellweger per riempire le larghe mutande di Brigdet Jones la rendono la chubby (paffutella) più pagata di Hollywood. Insomma, non è un problema di guardaroba: Nicholas Cage prende 12 chili ne Il ladro di orchidee, Sylvester Stallone riempie con 20 chiletti giusti giusti la sua divisa in Copland. Ma a grassi ingrassi corrispondono dimagrimenti allucinanti: le riprese di Cast Away si fermarono più di otto mesi per dare il tempo a Tom Hanks di perdere il doppio mento da middle class americana messo su per le riprese della prima parte del film. In Italia la linea diventa ossessione e crimine in Primo Amore di Matteo Garrone, dove assistiamo alla dieta forzata e paranoica della bravissima Michela Cescon. Ma c’è un attore che negli ultimi anni ha fatto del suo corpo una vera e propria altalena, è Christian Bale: muscoloso yuppie newyorkese in American Psycho, irriconoscibile freak da circo (li chiamavano gli uomini-stecchino) ne L’uomo senza sonno e, alla fine, fichissimo supereroe notturno in Batman Begins.

La vita non è un film

Ci sono attori invece che ingrassano e dimagriscono… non certo per esigenze di scena. Siamo abituati ad attori sempre in forma, a fisici statuari su riviste patinate. Ma a volte i ritocchi in Photoshop non servono a nulla. Le pappagorge che circondano visi rubicondi sono difficili da eliminare con un click di mouse. Attori come John Travolta, Katleen Turner, Kristie Alley ne sono i portabandiera: è facile passare da sex-symbol e flaccidi pachidermi, una bevuta di troppo lì, una corsetta in meno là e il grasso è fatto. Ma meglio di tutti lo sa Marlon Brando; com’era triste a fine carriera vederlo imbolsito su divani sempre troppo piccoli dare consigli d’amore a questo o quel giovane attore; proprio lui, l’uomo che su quella motocicletta fece girare la testa a tutte le attrici di Hollywood. Ma ad Hollywood tutto, anche i difetti, possono rappresentare una fonte di guadagno: se oltre alla pancia vanti anche un cervello bello pienotto puoi fare della tua “nuova” grassezza un business. E se proprio John Travolta rinasce grazie ad una maglietta oversize macchiata di sangue in Pulp Fiction, Kristie Alley diventa una star televisiva nella serie Fat Actress. Insomma il confine tra finzione e realtà, quando parli di cinema, è labile come le stringhe di una pancera troppo piccola. E in italia? Un solo nome: Bud Spencer, da campione di nuoto negli anni ’50 a pachiderma tiraschiaffi in più di cento film.

Rubicondo simpaticone/Terrorizzante ciccione


Gli spettatori amano i ciccioni su grande schermo, questo è certo. Che essi siano simpatici mattacchioni o folli deviati in una quantità impressionante di film potrete affezionarvi al grassone sfigato, divertirvi del cicciotello simpatico o terrorizzarvi del folle obeso. Questa è una realtà sin dai tempi del muto. Oliver Hardy (Ollio per l’italia) usava la sua panza gonfia per scatenare delle rocambolesche gag e il suo visone rubicondo era una maschera comica unica, unita perlopiù al segaligno faccino di Stan Laurel (Stanlio). Di attori grassi e simpatici ne riempiamo gli otri, due stelle brillano più di altre nel firmamento della commedia americana: James Belushi (ieri) e Jack Black(oggi), che in tempi diversi hanno sfruttato la stessa straripante fisicità, fregandosene del loro culo grosso e peloso, trasformando ogni loro film in un grasso successo. Ma l’adipe fa anche paura, e tanta. La paura recondita di non essere accettati da una società che anela alla perfezione che manco le statue greche. Quanta paura farebbe fasi comprare un palloncino da Peter Lorre nei panni di M – Il mostro di Dussendolf? Vorreste mai essere gli scrittori preferiti di Kathie Bates in Misery non deve morire? O i vicini di stanza di John Goodman in Burton Fink? Noi no!

Ciccioni all’amatriciana


Roma caput mundi… o caput grassi? Roma ha una tradizione attoriale davvero strabordante. Sono molti i grandi e grossi attori capitolini. Primi tra tutti (questione di peso) i fratelli Fabrizi. Aldo e Lella riempirono con le loro pance moltissimi film, passando dai drammi postbellici di Roma Città Aperta per lui alle grasse risate dei film di Verdone per lei; e non è certo un caso che per molti anni uno dei ristoranti più famosi della capitale sia stato proprio quello gestito dalla Sora Lella, i migliori bucatini all’Amatriciana di Roma. Ma di attori di peso Roma ha riempito i suoi film: lo scurrile Mario Brega, la verace Rossana Di Lorenzo, la cocainome (in attesa di giudizio) Nadia Rinaldi, tutti caratteristi rubicondi che hanno fatto del proprio girovita il loro punto di forza. Lo sanno anche Carlo Verdone e Renato Pozzetto che in 7 chili in 7 giorni fondano una discutibile farm con il solo intento di far dimagrire ricchi obesi e ingrassare il proprio portafoglio: tutto finirà, come si dice, a tarallucci e vino! Roma è la capitale della gola? Forse… di sicuro è la capitale del bucatino da distruggere perché ha provocato, come insegna Nando Meniconi.

AFROAMERICAN FAT

Il cinema afroamericano (cioè con protagonisti prevalentemente di colore) sembra avere particolare simpatia per il grasso corporeo. Portabandiera di questa ridancianità facilotta è di certo Eddie Murphy. A partire da Il professore matto, l’attore dalla risata più fastidiosa del mondo non fa altro che calarsi in gigantesche tute di lattice che lo trasformano in enormi e famelici personaggi (non importa se uomini o donne) in grado di riempire l’intero schermo! Oltre al professore Krumple, Eddie è diventato l’intera famiglia di quest’ultimo (nonna compresa) con un colpo di ala fritta di pollo, e lo scorso mese è arrivato nei cinema Norbit, ennesima grassa trasformazione del ridarolo Murphy. E via per una sequela di attori di colore che si calano nei larghi panni di nonne ciccione o eroi televisivi di altri tempi (Martin Larence in Big Mama, Kenan Thompson in Fat Albert). Ma non è sempre l’uso del make-up a fare un ciccione. Innumerevoli attori afroamericani uniscono movenze appesantite a quintalate di bravura: avete presente Queen Latifah o Forest Withaker? Non passano certo inosservati! Staremo a veder come se la cavera Mo’nique nel prossimo film ciccio afroamericano: Phat Girlz, ciccione in cerca di successo!

Mangerete fino a scoppiare

La gola è uno dei sette peccati capitali. Magari sembra quello più divertente, meno punibile, in fondo cosa vuoi che sia una forchettata in più? Ma nel cinema i golosi la pagano spesso molto cara. In Se7en, John Doe, assassino seriale in vena di misticismo purificatore, sceglie un cicciobombo di periferia e lo fa mangiare fino a scoppiare… letteralmente. Ma non è l’unico obeso che paga caro il suo peccato. I fantastici Monty Python ne Il senso della vita ci regalano uno sketch davvero esplosivo. Un gigantesco bombolone entra in un ristorante e inizia un pranzo luculliano che finirà con un piccolo piccolissimo pasticcino, la famosa goccia che fa trabboccare il vaso e che lo farà defragrare con un sonoro BUM! Ma non solo i ciccioni vengono puniti da misteriosi assassini, a volte anche gli chef pagano cara la loro capacità culinaria. In Qualcuno sta uccidendo i più grandi cuochi d’europa, (1978, Ted Kotcheff) il panzuto Robert Morley e altri famosi cuochi internazionali vengono massacrati a suon di sufflè e pasticci come in un contrappasso dantesco. La loro colpa? Cucinare troppo bene, ovvio! Ma il film che più di ogni altro trasforma il cibo in arma allucinante è di certo La Grande Abbuffata di Marco Ferreri. Quattro amici decidono di fuggire dalla noia di una vita troppo sciapa e trasformano la loro apatia in istinto suicida; i quattro troveranno la pace del senso (il gusto) mangiando fino a morire in un banchetto dionisiaco che si trasforma portata dopo portata in un quadro di Bosch.

Attori in carne (molta) e ossa (grosse).

E per finire, come dimenticare tutti quegli attori che non hanno bisogno di diete massacranti o ingrassamenti da tacchini del Ringraziamento per essere quello che sono di natura: dei grassoni. Si ha sempre bisogno di un attore ciccione, fa sempre la sua grossa figura. Prendi un gigantesco John Candy e mettilo accanto a un segaligno Steve Martin, la coppia comica è bell’e pronta. Fai passare un tranquillo week end di paura a Ned Beatty con le brache calate, e quell’urlo non telo scordi più! Ma soprattutto in un gruppo di ragazzini alla ricerca di un tesoro (chiamiamoli Goonies) metticene uno con le ditina cicciotelle e le braccette rotondette e stai sicuro che queste parole ti accompagneranno per tutta la vita: “Ma la cosa più cattiva è stata quando ho fatto una poltiglia che sembrava vero vomito, la sera sono andato al cinema e ho nascosto la poltiglia nella giacca. Sono salito in galleria e poi ho cominciato a fare dei versi così: BLUAA – BLUAA - BRUAA AAARGH... e ho versato quelle roba sul pubblico che stava di sotto. E allora è successo il vero finimondo!”

Ah, quanto mi piace riciclare i lavori già fatti. Così vi do da leggere e invece ho fatto solo copia incolla. Quasi quasi mi vedo quel film con Steve Buscemi che fa il gambler di las vegas solo per mettervi tutto lo specialone sui film di bari e carte. Rileggendo il corpulento e didascalico articolo riscopro che il tono è un po' accondiscendete e nazionalpopolare, però può interessare ai dietologi. Negli anni poi ne sono usciti fuori altri e mi accorgo ora che ci sono alcune mancanze:

X-FatMan

Adorabile cicciopanda

Mangia cara, mangia...

Ciccia bastarda

Ve ne vengono in mente altri? Attori de panza, intendo... DAI!

Don't STOP eMOTION

Wallace & Gromit – La maledizione del coniglio mannaro

Trama: Wallace & Gromit (ma sono un po' gay vero?) alle prese con un'orda di conigli impazziti. Total beauty.

Come sapete C&B osanna la stop-motion come tecnica d'animazione sin dalla notte dei tempi, sin dai tempi in cui non esisteva C&B, sin dai tempi in cui non esisteva il lavoro, sin dai tempi, addirittura, in cui non esisteva internet (università e la sua tesina sulla stop-motion).

I vari Wallace & Gromit sono tra i primi capolavori assoluti in stopmotion nuova generazione (ogni corto un oscar, ogni scena una classe tutta inglese). Insomma l'equivalente della Pixar per quanto riguarda la stop-m (dove Nightmare before christmas è meglio, ma La sposa cadavere fa cagare). Ma bando alle cianciche, la verità è che la stop-motion vince sull'animazione 3D perché è VERA. è come avere degli attori in plastilina. E se da una parte ti immagini gli studi Pixar, sì, ok, fichissimi con la gente che va in giro in monopattino da una parte all'altra e le riunioni con gli storyboard e le visioni di prova, sai anche che, sostanzialmente, ci sono solo cento persone davanti a cento schermi di computer (potentissimi per carità, ma sempre computer sono). dall'altra parte (quella della stop-motion) sai invece che quando vedi un film a passo uno ci sono i set, quelli veri, ci sono mille pupazzi, ci sono le teste con tutte le espressioni o la plastilina da modellare con lo scheletro di metallo dentro (e quanto è bello in W&G vedere le impronte digitali sui corpi dei protagonisti. Insomma, nulla togliere al lavoro di pixar &co, ma non avete come l'impressione che siano più "veri" i film in stopmotion? io sì.

Think Tank

Fish Tank

Trama: Tu stai fuori dall'acquario (Fish Tank) e vedi tutti questi pesci che si affannano per andare da una parte all'altra, però tanto prima o poi sbattono la faccia sul vetro. Non fosse che non ti serve, diresti che ti senti mancare l'aria.

Sostanzialmente funziona così: la suburbia (americana, inglese come in questo caso, francesi delle benlieue, italiana) è un microcosmo assestante. Microcittà ai margini che solo al livello di toponomastica fanno parte di una data città ma in realtà non sono nè una provincia ne una parte integrante del tessuto urbano, sono, appunto, periferie, limbi sospesi tra il "fuoricittà" e il "centro". Tutte le vite che si incrociano e la voglia di tutti, dal primo all'ultimo, è quella di scappare.
Fish Tank non racconta nulla. Racconta di una ragazza che va di qua e dillà per strade bruttissime, incontra gente bruttissima, vive esperienze bruttissime (mai urlate però, di quelle sommerse che fanno schifo ma che non sembrano vere tragedie) e sbatte la faccia contro muri di vetro durissimi, e per questo è arrabbiatissima. Personalmente non amo i film di "suburbia" che in pratica (facendo conto che un film è una sequenza di numeri da 1 a 10) partono da 4 e finiscono a 8,2, di punto in bianco. Raccontano quindi una parte di vita che serve a inquadrarla tutta, senza un vero finale (anche se in questo caso, una sorta di finale c'è, ma un po' stiracchiato).
Insomma, sono io a non amare questo genere di film, ma non si può riconoscere che il sentimento di inquietudine traspare e quello di "essere in trappola di una vita che non ho scelto" pure. Purtroppo come spettatore non amo pensare che vedrei le stesse identiche cose anche se andassi a sedermi per un paio d'ore su una panchina della periferia di Manchester, o a Tor Bella Monaca (in questo probabilmente, seduto per due ore su una panchina a guardare e basta) verrei preso per un poliziotto e menato, o per uno spacciatore e menato lo stesso, dai poliziotti).

Ho fatto l'errore scriteriato di vederlo in italiano, mal mi colse.

Questa è la nuova dei Blur, che ormai fanno canzoni che sembrano quelle dei Gorillaz che ormai fanno canzoni che sembrano quelle dei The good, the bad & the queen che ormai fanno canzoni che sembrano quelle dei Blur, tutte belle comunque.