sabato 3 luglio 2010

ATTENZIONE! ATTRAVERSAMENTO DUGONGHI!

Long Weekend

Trama: Madre Natura vs Jim Caviezel 2 a 0

Questo film mina seriamente la base stessa di tutta la mia esistenza. Mina l'essere C&B. Mette addirittura in dubbio l'utilità di vedere qualsiasi film, in generale. Perché questo film è, davvero, il più brutto film del mondo (almeno oggi). E allora tu stai lì a vederti film sconoscituri, trovati chissà dove, girati chissà quando, recitati da chissà chi, sperando di (ri)trovarti una perla rara, un film che mai e poi mai avresti pensato esistesse. n film che vorresti essere l'UnICO ad averlo visto. e poi.. niente.. poi arriva Jim Caviezel e mando tutto a puttane come al solito.
Trattonsi di coppia alla deriva che va alla deriva a fare campeggio (!) e lui fa surf mentre lei si masturba (!). Sporcano, buttano bottiglie in mare e investono canguri, quindi Madre Natura si incazza e manda il suo esercito di dugonghi assassini (no. davvero. c'è un dugongo. assassino. davvero.) E tu per tutto il tempo preghi quasi che alla fne loro siano morti sin dall'inizio, almeno per poter liberare i bronchi con un "evvabbè". Invece no. Invece lo spirito di Greenpeace aleggia nell'aria e lancia uova di aquila in testa ai protagonisti (!). Non so, fosse stato scritto da un operatore ecologico con gravi turbe psichiche con tesserino del WWF, sarebbe stato meglio.
E poi Jim Caviezel. Jim Caviezel... Jim Caviezel. Io l'ho sempre sospettato che tu eri un coglione. Una mezza calzetta. Già ti ho sbeffeggiato un pò... ma. Qui hai esagerato. Io non ho MAI visto nulla di così imbarazzante per un attore che ha recitato in grandi produzioni americane. Jim, ti prego. Adesso basta. Fallo per l'amore di Gesù.

Cercando in rete notizie di questo film ho trovato due colpi di genio (che potrebbero, se mi andasse, aprire un epico discorso sulla critica cinematografica, cioè sul fatto di INVENTARE stronzate su film orrendi... però non mi va.) vi copio/incollo due recensioni, una è quella veritiera, l'altra è un delirio bamboccione di parole grasse per un film che.. insomma. c'è un dugongo, mannaro, un dugongo che uccide... un dugongo.

Coppia in crisi decide di trascorrere una vacanza riparatrice in una spiaggia incontaminata; ma, complice una serie di minacce provenienti dall' ambiente circostante, la situazione potra' soltanto peggiorare, per poi finalmente degenerare in maniera drammatica.
Ecco l'apocalisse è arrivata, ma diversa da come ce l'aspettavamo: il riflesso di una natura violentata che si ribella un'ultima volta per non morire. I Spit on Your Grave in chiave ecologista? Forse, ma la visione di Long weekend (versione nuovo millennio) è di quelle che non ti lasciano per molto molto tempo. Magari il film neanche ti piace, forse non arriva a toccare i canonici tasti della tua fantasia, il mostro sbavante, la bella in pericolo, benvenuto in America alieno del cazzo, ma ti resta appiccicato dentro, non è sudore, ma clorofilla, amico mio, il sangue delle piante. La parola Apocalisse deriva dal greco ἀποκάλυψις (apokalypsis), composto di apó ("separazione"a) e kalýptein ("nascosto"), e non è in caso i protagonisti siano sul baratro del divorzio. La disgregazione della coppia, l'eutanasia di un amore, come recitava anni luce un bel melodramma di Enrico Maria Salerno, è quindi al centro di una tragedia dai toni apocalittici; l'io, l'essere umano visto come fulcro dell'universo che ha nell'amore, nel suo unire lo yin e lo yang dei sessi, la sua stabilità e diventa catastrofe solo nella mancanza di esso. Di segnali biblici il film è denso: la fuga dell'uomo in una via percorsa da serpenti richiama il paradiso terrestre, e in quest'ottica la ribellione del creato nei confronti dell'uomo è punizione verso la tracotanza, l'hubris dell'essere umano che si è fatto beffa dei doni di Dio violentandoli, non rispettando le leggi di un Eden che non ci siamo mai accorti non abbiamo mai abbandonato.
La chiave religiosa di Long weekend viene confermata da un fatto lasciato in secondo piano, ma importantissimo, l'aborto che la donna non ha confidato al marito che annienta un'idea cattolica di matrimonio visto soprattutto come procreazione. La settima profezia e i suoi mari di pesci morti, Fellini e quel leviatano dagli occhi di bambino che Marcello vede sulla spiaggia prima di allontanarsi, la preveggenza dell'apocallisse di M. Night Shyamalan (anche lì come qui una coppia in crisi, anche qui come lì è la natura a giocare un ruolo regio di sterminatore), il cinema è un riverbero di un mare in tempesta, il suo essere parte di un tassello che porta inequivocabilmente al concetto di Cinema in senso assolutistico dove nulla si perde e tutto fa parte di tutto. Certo che davanti a Long weekend ci troviamo un po' spaesati come davanti a quel mare di tenebra che segnava la catarsi di Liza e John ne L'Aldilà.
(questa è ad opera di tale Andrea Lanza di horror.it. credo sia in realtà Jim Caviezel che ha tradotto suoi pensieri in libertà con Google Strumenti per le Lingue) Le stronzate messe in fila nelle righe precedenti puzzano come una turca già da sole, per come sono scritte, poi se penso che sono "dedicate" a questo film... ma cazzo, guarda che l'Apocalisse è una cosa seria! mica la puoi chiamare in causa così, per un film con Jim Caviezel che lancia una bottiglia in mare e poi prende il fucile gli spara contro (!) (vabbè, creiamo qualche precedente va).

poi c'è: The best actor in this movie and most rational character was the dog. You would never know by watching this movie that Jim Caveizel is an established actor. There is no real logic as to why the couple decided to stay and camp except for the Peters' stupidity. I would not call this a movie where nature strikes back, I would call it a movie where a moron angry at his wife makes a lot of boneheaded decisions. Nothing about the other campers is explained. All we know about them is that the parents seem to quarrel. So is this nature striking back at unhappy couples, or people that disrespect nature. The explanation of what this movie is about really stretches logic. The only parts of it that ring true are that there are people and they are out in nature. I found this movie extremely boring and a grand waste of time.
Che invece è una recensione perfetta.

Insomma, ricordate che c'è un dugongo assassino... io non ci dormirò stanotte per colpa del dugongo assassino...
Cos'è un dugongo ? Ecco un dugongo:

Questo film, come on bastasse è un remake. Ma poi, il casino totale lo si vede anche dalle settemila locandine che girano:
versione "come quella prima ma la terra s'è inclinata come sto fatto?"
versione "proviamo a mettere una cosa algida magari i tedeschi pensano che si tratti di una cosa tipo killer spietato che a loro alla fine la gente con gli occhiali neri e i fucili gli piace sempre"
versione "venite a visitare le meraviglie naturali del Grande Parco Naturale D'Abruzzo, l'unico con orsi veri"
versionne "aspetta! idea! cambiamo il titolo al film, magari non se ne accorgono e lo vedono due volte"

ma poi non dite che non vi voglio bene. Ma lo vedete quanto tempo vi faccio risparmiare!

AAAH! UN DUGONGO!!!

2 commenti:

  1. Finito adesso di vederlo.
    Finisce male. Non nel senso "non c'è lieto fine". Finisce male nel senso "abbiamo finito i soldi, trova un qualcosa per smettere di girare".
    Un'ora e qualcosa di vita persa. Maledetta Rai4.

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  2. Ma la domanda è: il cane è rmasto sulla macchina?????

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