lunedì 4 luglio 2011

Il laboratorio del Dr. Cagari

The Lab
Trama: Frankenstronz!

Che gran mistero sto film. Dice che l'ha prodotto Martin Scorsese... Ma com'è andata veramente? Può esse' che ad un certo punto nell'ufficio di Scozzese sia entrato un tizio con una marea di carte da firmare, in mezzo alle carte il contratto di produzione del film, che Scozzese ha firmato senza accorgersene (un po' come quando parte l'invito a Peter Sellers in Hollywood Party) e si siano ritrovati con il film prodotto.
No perché guarda che un film tanto sconnesso e senza costrutto e BRUTTO difficilmente si trova. A parte che i danni creati da Se7en ancora ne stiamo pagandole il dazio, con tutte 'ste stanza illuminate de merda, con le pareti sudicie e 'sti investigatori che entrano con la pila puntata: ma cazzo accendi la luce no! Ma poi ANCORA con l'assassino che segue un suo piano e i due investigatori che lo seguono... ma non sarebbe tanto questo se fosse anche minimamente fatto bene. Invece è UNO SCHIFO TOTALE.
Ma poi la deriva "frankenstaina" del film fa ridere, con 'sto dottore che crea i frankenstìn e quindi ci dicono che capito il libro era "based on a tre story" (!) e lui cerca chiaramente la perfezione della Creatura e poi la sua creatura più riuscita è una tizia albina tipo Bjork biotecnica che chiameremo... iMozzarella:
Bo. 'na robba brutta che  però ti regala anche 3 certezze:
1) Che Parker Posey mi piaceva un tempo:
Ma poi ho capito perché non ha mai sfondato, perché è davvero un'attrice di merda;
2) Che quando vedi il nome "Micheal Madsen" - ma non vedi il nome "Quentin Tarantino" - sai già che quel film NON LO DEVI VEDERE;
3) Che questa inquadratura:
è © di "Qualcun Altro":
per dire, che ci dovrebbe essere un sito "fuckingyeah" fatto solo di quelle inquadrature:
Ma non lo posso fare io che da questa settimana sono impegnato in tutt'altro. Vi do un indizio:

domenica 3 luglio 2011

Prove di trasmissione

Botox Snatcher

*E siccome IO sono al mare, oggi vi beccate un post scritto UN MESE FA e DIMENTICATO lì, a morire... Poi dici che posto di meno... ma va va...*
Invasion
Trama: Ti entrano dentro senza chiederti il permesso, fanno del tuo corpo quello che vogliono e non pensano ai tuoi bisogni, poi quando hanno fatto i loro comodi si girano algidi dall'altra parte e tu non sei più quella di prima. E dove sarebbe la novità?

Questo è un film sottovalutato. Gli danno ★★★★★, guarda che ★★★★★ sono proprio poche, cioè ★★★★★ le dai al film di Sansone o agli horror proprio quelli brutti. Tu scendi dalle ★★★★★Sarà che nessuno sentiva il bisogno dell'ennesimo remake de L'invasione degli ultracorpi (è tipo la quarta volta che questi bozzoloni provano a ficcarci dentro le loro sonde ma noi siamo molto timidi e non ci lasciamo analizzare dal primo venuto (!). Pure Ferrara l'ha fatto). Eppure guarda un po' a me non mi è dispiaciuto - almeno tuta la prima ora - sarà che la Kidman, che iniziava in quegli anni ad essere totalmente inespressiva per via del botox iniettato in grandi quantità dentro tutta la faccia per via siringa, riesce a rendere benissimo nelle scene in cui deve fare quella "senza emozioni", infatti espressione facciale, zero. 
Forse è anche colpa di questo tipo di baccelli alienati sotto forma di virus virulento che viene battuto da un vaccino, che poi non è altro che paroparo a La guerra dei Mondi (bellissimo! ricordiamolo tutti insieme! quasi che mi va di rivederlo). Poi sai mi piacciono 'sti alieni che arrivano e invece di fare un casino di raggi laser si vogliono tutti bene e firmano i trattati di pace. E noi no! Manco così! Noi guerra e morti accisi dalla bomba.
Certo però Il lieto fine è davvero da pezzenti. Con TUTTI che guariscono e - tada - si scordano pure di essere stati imbozzolati. Ma dai, sai che bello lasciarmo con gli ultrcorpi vittoriosi, o almeno con un finale aperto, sai tipo malattia esentematica, che ok, ce l'hai avuto e ora sei a posto, ma poi il virus ti accompagna per sempre, si è trasformato, e che ne sai che magari ti ritorna, come l'herpes. 
Ma perché a hollywood si sentono così al sicuro con questi lieti finali che fanno solo rabbia? Ma poi quando mai se arrivasse un'invasione aliena tutto sarebbe come prima e-vissero-felici-contenti, MA SAPENDO DI NON ESSERE PIù SOLI!? MA chi l'ha scritto il finale chi? Insomma chi è stato? 
Ma ti rendi conto vero che il mondo andrebbe a farsi fottere se sapessimo che davvero, 'sti cacchio di alieni, esistono. Si minerebbero le fondamenta del genere umano, unico e solo col pollice opponibile. Il bello è che ne rimarremmo sconvolti solo noi, gli altri (gli animali, i pesci, i miei gatti) non sarebbero per nulla stupiti. Noi stupidi e stupiti, loro tranquilli. L'invasione degli ultrabroccoli.

sabato 2 luglio 2011

WEEKEND CON IL CORTO#14






venerdì 1 luglio 2011

Il giustiziere delle botte

Bronson
Trama: 30 anni di isolamento. 30 anni.

Che film. Fanno bene i più (sin dalla locandina) a paragonarlo ad Arancia Meccanica. Certo, si scomoda di nuovo la Storia del Cinema, ma davvero per la prima volta il paragone - o perlomeno la strizzata d'occhio - non è del tutto azzardata. L'andamento grottesco, la vita carceraria contrappasso dell'incapacita quasi biologica di vivere inquadrati nella società (società folle quanto quella di un manicomio criminale), un personaggio (vero, vivo, realmente "impossibile"), questo qui sopra, che riesce a sentirsi vivo solo chiuso nelle quattro mura di una cella.
Ma sono le scelte stilistiche che davvero lo accomunano al film di Kubrick. La musica classica e l'ultraviolenza, il carattere grottesco del protagonista e i suoi pezzi di teatro tra Artaud e il vaudeville, uno che sta decisamente "fuori" di gulliver.
Bronson è il detenuto più famoso d'Inghilterra. Ha passato 35 anni in carcere, di cui 30 in isolamento. Vi rendete conto? Stare con voi stessi per TRENT'ANNI. Credo si possa formare un mondo, si possa creare una nuova lingua, una personalità che vada oltre la pazzia. Una volta ha organizzato una rivolta - nel film si vedono le immagini di repertorio - talmente costosa in quanto a danni che la soluzione è stata... rimetterlo in libertà. Per poi, figurati, tornare in carcere pochi mesi dopo.
Un film davvero diverso, denso, muscolare (l'interpretazione di Tom Hardy, ai limiti della metamoforsi, è pazzesca, una di quelle che ti ricorderai. A tratti mi ha richiamato alla memoria quel giovane e pingue Eric "Chopper" Bana, ma dieci volte meglio), che definisce un modo di fare bio-pic ben lontano dai canoni hollywoodiani del "santo" o "diavolo". Da vedere.
Il regista al momento è uno di quelli che tutti stanno leccando, lucidandolo come il next big thing. La trilogia Pusher mi riprometto di recuperarla, dopo questo Bronson (uscito da noi tipo con 4 anni di ritardo, vabbè sempre meglio che 30) c'è stato Uollala Rising che continuo a ricordare come un esperimento noioso, e tutti aspettiamo Drive. Poi però, dice, farà Wonder Woman. Ahi. Comunque Bronson è troppo lui:

giovedì 30 giugno 2011

Non si esce fichi dagli Anni80

Take Me Home Tonight
Trama: Cosa resterà di quegli Anni80? Speriamo niente...

Ammirevole. Davvero. Una pellicola che ricalca a mo' di carta carbone le commedie Anni80 piene di Belle in Rosa, di Risky Business, di Donne Esplosive, di Club delle Punizioni, di Compleanni da ricordare, di Teen Wolf. E lo fa nel migliore dei modi: l'azione infatti si svolge in pieni Anni 80 (e giù yuppies, lacche per capelli, maniche delle giacche tirate su, RayBan Wayfarer neri) ma, e qui la scelta azzeccatissima, i protagonisti sono post-ventenni NEGLI Anni80. NON sono teenager al college (che ti fa venire in mente Notte prima degli Esami, brrr) ma neanche vanno ad una festa dei dieci anni dopo e ricordano "com'eravamo" nei favolosi Eighties. No, loro sono adulti, lì, nel bel mezzo degli Anni80, e devono affrontare le scelte di una vita, solo che è il mondo intorno a loro ad essere terribilmente immaturo e ridicolo (se non sono ridicoli gli Anni80 non so davvero cos'altro!). Insomma un viaggio nel tempo (che vanno un po' di moda i viaggi nei favolosi Eighties) davvero ben riuscito, perché sceglie bene gli anni dei protagonisti e gli anni dell'ambientazione. E anche far svolgere tutta l'azione in una sola notte è proprio una cosa So 80's".
Non preoccupatevi, non ci ho capito niente neanche io, so solo che il film è davvero carino.
Perfettissimo il protagonista - Topher Grace, che uno dice ecchillè? Quello di Spiderman 3, sì vabbè ma poi? - e invece qui è STRAPERFETTO! PAre davvero uscito da un film di Huges. Invece, peccato, sprecata la presenza di Anna Faris, che giusto ieri ne apprezzavamo le grosse doti. Di bravura.
Certo, quando si parla di Anni80 - tralasciando le mille filippiche nostalgiche del "ti ricordi gli Exogini", ti ricordi i programmi TV eccetera, vince sempre la musica. La musica Anni80. Dai ammettetelo anche voi che su iTunes c'avete la cartellina ANNI OTTANTA. E quindi ecco le canzoni del film, sé plù fasil:




(no, dico, a proposito di roba che resterà...)


Che poi, per capirla, come operazione:
E a vincere è sempre Anna.
Certo, pensa se Chicken&Broccoli era un blog sito creato negli Anni80. Era così:

mercoledì 29 giugno 2011

Giovani D'arco

Martyrs
Trama: Estetica e estasi del dolore.

Ora, andare a scomodare la Storia del Cinema è sempre un'operazione da fare con le pinze. Eppure in Martyrs - un film che, appunto, martorizza lo spettatore con una violenza pornografica allucinante - è lampante l'omaggio a questo pezzo di Storia qui:

Ed è talmente palese che la tematica "mistica" diventa indispensabile all'economia del film tutto, nonostante l'andamento spezzato in due tronchi bel distinti (difficilmente un film ha una prima parte e una seconda parte così delineate, e ci sono pure la prima parte e la seconda parte della prima parte e la prima parte e la seconda parte della seconda parte, chiaro?), e nonostante uno "spiegone cattoallucinatorio" (che arriva un po' in maniera estemporanea circa a metà film) che a qualcuno farà storcere il naso. Però non è che si può sempre solo fare la famiglia di redneck che coltiva zucche, scopa maiali e ammazza la gente, eh.
Non è una visione da fare a cuor leggero, per carità, ma di certo è una di quelle visioni che ti restano, come dire, nella retina.
Il cinema horror francese era tipo fucina di titoli, ora mi pare che si siano fermati. Stesso dicasi per il paella horror. Fusse ca' fusse che la palla ce l'avevano passata a noi? Ma noi eravamo girati dall'altra parte?

Marilyn Mansion

La coniglietta di casa
Trama: Da Playmate a Sorority

C'è una quinta di motivi per vedere questa scemenza:
1) Perché Hugh Hefner sembra un vecchio porco, in realtà è un'icona americana a cui si deve MOLTO di più che l'aver inventato IL giornale delle donnine nude.
2) Perché Anna Faris è IL talento comico degli anni 2000, talmente brava che poi ad un certo punto guardi il film e dici: ma guarda tu, talmente simpatica e brava che non mi ero accorto che è un pezzo di... attrice:
3) C'è l'effetto farfallina come quando vedi Ghost World e dici "Ma quella è Scarlett Joahnsson? Ma che davero?". Qui però ci sono Emma Stone:
Che mostrano le loro grosse doti nascoste. Parlo di recitazione chiaramente.
4) Perché c'è la best line ever:
5°) L'ho già messe.

martedì 28 giugno 2011

SIAMO SERIAL • Il Morbo di Pattinson

TRUE BLOOD - Season 04 E01
Del perché DEVONO SMETTERLA di fare film/serie tv/libri sui vampiri, anche solo per un quinquennio basterebbe. Il tempo di farle crescere abbastanza, le tredicenni che la notte abbracciano il cuscino e ci si strusciano il cinto pelvico.
Del perché questo post si chiama "morbo" ma andava bene anche "morto" e non andava bene per nulla "morso". 
Del perché la prima puntata di True Blood (che ricordiamo tutti racconta le mattacchione avventura di Sookie che lo sookia a destra e a manca:
è INGUARDABILE! 
True Blood ha il merito (conquistao eoni fa) di aver sdoganato la copula sudata nelle Serie TV. Quella proprio istintiva e sensuale. Non algida come in Nip/Tuck, non mattacchiona e onnivora come in Californication, quelle di True Blood erano passioni fisiche e incontrollabili. Ogni Serie TV ha qualche merito di sdoganamento, quella di True Blood era questa. Ma dove sono finite quelle belle scene di tensione erotomane? Nel nulla, nel circolo per nulla vizioso di una season premiere talmente brutta da sembrare un mix di Streghe e... non so... non riesco a trovare qualcosa di più brutto. Ormai (ma già dalla scorsa stagione) i personaggi se ne vanno in giro spaesati ognuno per i fatti propri (qui si raggiunge il parossismo con Tara - quella con la sindrome della negra incazzata per ricordarci - che pigli e  si trasferisce per andare a menare le donne e poi leccare le ferite inferte. Micidiale.)
Insomma, i vampiri, Twilight in primis e a cascata tutti quei prodotti pro-teen sono stati davvero, ma davvero deleteri, sono riusciti a rinvigorire il tema vampiresco per deviarlo totalmente verso una versione filmata di Cioè.
Come dite? Non è vero niente? "Evviva Vampire Eric che è un fico evviva i vampiri nerboruti evviva i vampiri ma che ne vuoi sapere tu broccolo del fascino vampiro loro sì che sono romatici ma se vogliono anche passionali". 
Ma voi avete presente i danni che hanno creato?

Invece il perché alla fine mi vedrò pure 'sta serie, quello non c'è.

Robert DeNigro 4 - La fine

Manuale d'amore 3
Trama: inenarrabile.

L'unica cosa che almeno mi ridà forza dopo queste due ore del PEGGIOR cinema itagliano (e quando dico peggio intendo peggio) è che almeno il film è andato MALISSIMO.
Finché Scamarcio scopa la Solarino e la Chiatti mostra il culo che tanto solo quello c'ha. Sticazzi. Finché Verdone fa Verdone appesantito e ormai perso pure lui nel Nulla Pneumatico dell'età che non perdona. Sticazzi. Ma, poi ad un certo punto arriva... De Niro. 
Ora, non so se avete presente... De Niro
No perché De Niro, ecco, uno dice...
Poi, non è che De Niro... 
E invece ora c'abbiamo 'sto De Niro qui, impelagato nei film itagliani e con quel certo non so che di malsano:
(Strano per la Bellucci no?E uno pensa che non lo avrebbe detto mai in tutta la sua vita, per quanto ogni uomo invecchia e in vecchiaia si sa, ci si rincoglionisce. Ma qui è proprio il caso di urlarlo fortissimo: AH DE NIRO! MAVVAFANCULO!