La spirale di povertà, violenza e soprusi (sia fisici che mentali) a cui è costretto il (bravissimo, e secondo me anche molto bello)
protagonista di Snowtown è inaudita. Non è un caso che poi - spaccato in due tra l'abbandono di una madre assente, un fratellastro che lo violenta, un padre sconosciuto e la voglia di un qualche calore umano, un qualche senso di appartenenza, una qualche struttura famigliare, pure minuscole, sconvolgenti, sudice che siano - si ritrova a far parte di un gruppetto di assassini, ma non assassini qualunque, i peggiori serial killer che la storia d'australia ricordi, gli Snowtown Killers (appunto).
Il film (come quello precedente) è australiano e in quanto NON-americano non indugia in serial killer furbissimi che fanno quella cosa con la bocca, nè mette in campo il solito agente dell'FBI (donna) che scopre tutto da sola e alla fine nutre pure un po' di rispetto per il killer. No. Snowtown è un film dall'andamento intimo, lento (forse persino troppo), ma inesorabile. Ci sono anche le esplosioni di violenza, ma sono molto peggio quelle con la mano sula bocca a non far uscire l'urlo soffocato di dolore che quelle col sangue e i coltelli.
Attori sconosciuti e speciali per una storia raccontata con una modalità più vicina a Henry Pioggia di Sangue (che per inciso è una bella modalità, che ne dica Moretti), soprattutto tenendo conto che gli assassini, appunto, NON erano esperti d'arte o enigmisti o collezionisti d'ossa o geni del male, erano disperati alla deriva per cui uccidere un vicino di casa e scioglierlo nell'acido equivaleva a lavare la macchina la domenica mattina. Diventa l'unica scelta, quindi, quella di raccontare una storia del genere senza tanti arzigogoli di regia o di sceneggiatura. Così è stato, orribile, vero. Punto.
La scena del serpente, quella dei canguri, quella del cane ci ricordano che siamo e saremo sempre solo animali comandati dai più bassi istinti. Inutile continuare a negarlo a noi stessi.
Il film di Julia Leigh (importante sottolineare il sesso della regista, già autrice di romanzi, non rosa) è una sorpresa ambivalente (nel senso che "eccita" e "disturba" in egual misura).
Raccontare cosa succede nelle stanze ben arredate, piene di mobili antichi e quadri spolverati quotidianamente, e soprattutto cosa succede nelle teste dei loro proprietari, ricalca, per certi versi, la scena che tutti ricordiamo di Eyes Wide Shut, la scena "Fidelio".
Lucy è un'universitaria che si presta a lavoretti saltuari e inusitati (si parte con una deflorazione orale, non quella che immaginate:
E colleziona tempo perso a fare fotocopie... Non è disonorevole donare il proprio corpo e il proprio tempo a chi non lo merita? E per una paga ridicola? In una visione realista della vita, farsi inoculare un sondino per chissà quale ricerca o fare la escort non è ugualmente degradante? Lucy, realista, non disperata, è anche una escort occasionale. La sua doppia (tripla, quadrupla) vita la porta a rispondere ad un annuncio: sarà cameriera in cene speciali (Silver dinner "particolari"), servirà ai tavoli, ma in lingerie:
(non è proprio Downton Abbey; certo poi per tutta la cena: «Scusi, ho ancora fame. Un altro po'. Ancora un pochino... ops... Mi è caduta la forchetta!»).
Inviti a cena con perversione, durante le quali, quasi fosse un Moloko bar miscelato ad un club esclusivo, il mobilio è fatto di persone vere, compresi i quadri:
Non le si richiede nulla se non questo. Spogliarsi, servire e assecondare, nessuna penetrazione, almeno non organica. Ma una volta superato questo confine invisibile, si è già dall'altra parte, inevitabile andare ancora oltre. Emily Browning è il motore del film, la sua bellezza eterea, pallida ai limiti della porcellana e il suo corpo bambinesco, danno a tutte le scene "disturbanti" un alone opaco che nasconde (non del tutto) il coesistere nei clienti delle due deviazione più immorali e inquietanti, la necrofilia e la pedofilia.
La Browning (infatti io lo dicevo) è davvero bellissima, e, dopo quel guazzabuglio di Sucker Punch, volta completamente pagina e dà una piega inaspettata alla sua giovane (classe 1988) carriera: sceglie di spogliarsi completamente. Nuda. Non è mai una scelta facile per un'attrice, eppure è una scelta che viene richiesta a TUTTE. Alcune lo fanno anche prima di girare il loro primo film. Alcune ne fanno una peculiarità, una dote attoriale, vedi Paz; altre attendono ridicoli pretesti per aggiungere pepe alla loro scialba carriera e far parlare un po' del film che altrimenti sarebbe stato inutile (poi si scoprirà che è ancora più inutile), vedi Jennifer; e poi ci sono scelte del genere: in Sleeping Beauty ci sono molte scene di nudo integrale, e se, durante le cene osé (le oscene), l'intimo provocatore sortisce un qualche "effetto"... ...man mano che la Browning si presta alle deviazioni altrui (come da titolo: farsi sedare per un giorno intero ed essere preda di uomini il cui desiderio è osservare/dormire con/altro che non dico con una ragazza inerme addormentata in un letto) la sua nudità acerba perde completamente di ogni possibile accezione erotica, diventa un manichino in preda agli spasmi altrui, una degradazione disturbante, impossibile leggere un qualche erotismo quando un corpulento e anziano uomo balla nudo con il corpicino inerme della "bella addormentata". Un plauso al coraggio (incoscienza giovinetta?) della Browning, che si dona al film ed è semplicemente perfetta, impossibile pensare che il suo ruolo era stato assegnato a Mia Wachosky, tutta la sensualità costruita alla disperata e non raggiunta con la lingerie cheap (alla pussycat dolls) di Sucker Punch rivela tutta la sua ineleganza, se confrontata con l'etera bellezza della Browning in Sleeping Beauty, valorizzata da scenografie elegantissime a ricordarci che quello è il suo posto. Peccato poi che quel bel mobilio e quelle belle carte da parati broccate coprano perversione e abbietti desideri. Il film non riserva - è australiano, lo sapete come sono, sono riflessivi - scene troppo indulgenti o violente, è uno spaccato conturbante delle stanze private della Buona Società, quella dove ogni pulsione può essere semplicemente comprata, ogni deviazione assecondata: parafrasando "attento a ciò che desideri, potrebbe avverarsi": quando hai avuto (o hai comprato) tutto, inevitabilmente vuoi di più, e quando hai "dato corpo" ai desideri che sono in superficie, inevitabilmente vorrai dare corpo a quelli più in profondità, e così via, fino a scavare nel tuo inconscio e, forse, scoprire di volere qualcuno addormentato, perlaceo e silenzioso nel tuo letto, alla tua completa mercè. Il possesso definitivo. Attento, perché il passo successivo è solo la morte.
Trama: Si torna a OZ, e questa volta urlerete di paura.
Io non so se l'avete mai visto questo film. Questo film è un cazzo di film dell'orrore dall'inizio alla fine. Non parlo solo dell'orrore che può provocare l'idea di fare un seguito di OZ, che comunque Baum ci ha fatto decine di libri a OZ, tanto che era diventato una specie di franchise. Detto questo il primo Oz è, SU TUTTE LE ALTRE, la fiaba preferita di C&B. E voglio dire TUTTE, TUTTE, TUTTE, TUTTISSIME.
E il film, il primo, be' quello è IL film di fiabe in live action. Mi chiedo perché la Disney non fece mai il cartoon di OZ, al suo posto i giapponesi. Non che il primo film non faccia paura eh:
ma il seguito di Oz (che per l'appunto è una produzione Disney) è uno dei più grandi fail che io ricordi a livello di "ehy gente, portate i bambini al cinema, vedrete come si divertiranno!" Ritorno a Oz è una roba alla Shining, cazzo.
Si parte da Dorothy tornata nel Kansas con la zia che la porta da un dottore che le VUOLE FARE L'ELETTROSHOCK (vallo a spiegare l'ellettroshock ad un ragazzino)...
...per poi venir chiusa in una stanzetta che manco penitenziagite...
Dorothy non si sa come (nessun tornado) si risveglia ad Oz, con un gallina (!) parlante in braccio per essere gentilmente accolta dai wheelers (che non sono loro... la gente non stanno bene.) ma sono un aggiornamento delle scimmie volanti versione artisti da strada cirque du freak con le maschere etrusche e i capelli rasta, insomma un casino:
Cristo a me i wheelers rimasero nell'immaginario incubesco per MESI. Paura i wheelers. Ma fosse solo i wheelers... Infatti questi sono gli scagnozzi di una strega che SI CAMBIA LA TESTA A PIACIMENTO (a parte che poi è tutto un gran scopiazzamento, le fiabe). La tipa abita in una Versailles scala 1:100, suona il mandolino (!) e si veste con delle bellissime armature tipo cavaliere dello zodiaco d'oro:
E la scena delle teste che urlano:
Paura Assoluta.
Poi arrivano i compagni di viaggio: un roboto steam punk con dentro Danny DeVito, Jack Lantern (!) malato di mammite (per TUTTO il film chiama Dorothy mamma. Dorothy. Dieci anni massimo. Mamma.) e poi un letto alce volante (e manici di scopa?) e sempre la gallina (!).
A fare la parte di Dorothy ecco un'altra grande scelta della Disney: Fairuza Balk, una che già a nove anni c'aveva la faccia da strafattona - infatti poi è diventata darkettona o peggio:
Occhio lungo la direttrice del cast. Certo, avessero voluto farlo apposta l'OZhorror, ok. Ma così...
A proposito di occhio. Il cattivone di turno è il Re degli Gnomi, che però è fatto di Roccia (secondo me anche il doppiaggio itagliano certi casini) che spia il viaggio di Dorothy con delle stupende guardie in stop motion, Pongo, Didò e Das:
(Labyrinth? La storia infinita? Hello.) E poi c'ha anche l'occhio di Sauron. Massì, calderone, tanto so' ragazzini che cazzo capiscono...
insomma il film è un guazzabuglio di roba senza senso, ma no senza senzo tipo ok, vai con l'assurdità fiabesca, fico, no proprio che stranezza senza senso la fa da padrona, con un notevole buco di sceneggiatura (il famoso Buco dell'OZ) su tutta la storia di OZma (che è la sorella di quell'altra? tutte fissate co sti diademi) e massimo sbigottimento quando, sul finale, il cattivone, che ci hanno presentato come questo Re cattivone che ha DISTRUTTO la Città di Smeraldo solo per qualche pietruzza verde ecco che si presenta con.. con...le RUBY SLIPPERS! Cioè un barbuto vecchio di pietra
cattivo, rosicone, coll'occhio che abbiamo detto, gli scagnOZzi alla mercè, uno che si mangia la gente come fosse Tronky:
porta queste scarpe?!?!
Se questo non è straniante per la mente di un bambino, non so io cosa... Poi per caritàddiddio ognuno si mette le scarpe paillettate che vuole, figurati non è perché uno è un re di roccia degli gnomi che deve mettersi le Dr. Martens, però a 6/7 anni, vallo a spiega'... distraiamoci alzando la gonna a Dorothy va:
E insomma alla fine tutto a tarallucci e vino. Gli buttano un uovo in bocca e quello muore.
Quella l'acqua, questo l'uovo... a OZ incidenti domestici e morti sul lavoro come piovessero.
Return to OZ terrorizza. E mette un'inquietudine impura, perché ti sembra che loro (regista, desingner, tutti) non lo abbiano fatto di proposito. Non è tipo Labyrinth con David Bowie strano, questo sembra proprio che volevano fare un film per bambini e gli siano sfuggiti di mano gli incubi.
Certo fa meno paura di The Wiz:
o meno paura delle stronzate o cazzate che ci stanno propinando ultimamente; e James Franco mago di OZ giovane prima di diventare mago nel prequel come lo vedete? Che è contento di lavorare con Mila Kunis, non di fare OZ, chiamalo strOnZo il rischio Alice è dietro l'angolo. Se Nel fantastico mondo di OZ è un film per bambini allora io mi chiamo con uno di quei nomi assurdi che si trovano solo nelle fiabe come la Storia Infinita tipo Sebastian.
Drew Struzan ha fatto la locandina originale, cogliendo quel certo sguardo doroteo...
OZ. Certo OZ vince su il Paese delle Meraviglie secondo me. I personaggi sono più fichi. Chi vince tra la Strega dell'Ovest e La Regina di cuori? Chi vince tra la violenza di "tagliatele la testa" e quella dell'omino di Latta che si mozza da solo un arto via l'altro?
Favorisco anche roba fatta da me tanto tempo fa, dedicata al mio preferito, appunto TinMan:
Evviva le coglionate web:
Dorothy, la scafatella contadinotta del Kansas, mangia in testa ad Alice, signorinella annoiata del Sussex, quando le pare! Dorothy rules. Chi vince secondo voi tra OZ e Paese delle Meraviglie? Intendo doveste scegliere dove andare a vivere... io OZ, perché...
OZ è il padre dei Wiz.
[e dopo questa potrei chiudere C&B perché ho raggiunto lo zenith d'idiozia, l'idiozienith. ok. basta.]
Cyclope, Vampire Eric, e la bionda non è che facciano un cattivissimo lavoro attoriale, ma, davvero: what's the point?
Nel suo essere remake pedissequo all'originale perde ogni forza comunicativa di quegli anni e di quegli attori. Davvero inutile.
Oh ma lo sapete chi c'è? DOMINIC PURCELLpurcellpurcell! Che quasi inizio a sopportarlo... qui fa la parte del Rain Man, avrà preso lezioni da Dustin di passaggio per caso sul set?
Daì comunque Hollywood, mo basta co 'sti remake. Come? Ne stai facendo altri mille per i prossimi anni?
Due fratelli (10 e 8 anni o giù di lì) vivono soli, senza padre, con una madre alcolizzata e manesca. Devono accudire un terzo fratellino, poco più che neonato. Una cosa non alla portata di bambino. Infatti l'infante muore. Riuscite a immaginarvi qualcosa di più triste?
Eccola: i due crescono. Il maggiore, che seguiamo per la prima parte del film, è un taciturno anafettivo, con scatti d'ira (tipo prendere a cazzotti telefoni pubblici) e un abisso cosmico nel cuore. Avanzo di galera riesce ad avvicinarsi, poco e male, ad una vicina di casa, l'unica che gli dimostra un qualche sentimento. Purtroppo un suo "amico", obeso perdigiorno e disturbato, una sera strangola la ragazza. Ma viene incolpato lui e incarcerato. Riuscite a immaginarvi qualcosa di più triste?
Eccola: Il fratello minore, che seguiamo per la seconda parte del film, ha un figlio (Martin, indovinate di chi era il nome), la madre del bambino è morta in un incidente stradale e lui è un tossicodipendente incapace di rivestire un ruolo genitoriale, nonostante voglia bene al bambino. La droga è più forte di ogni volontà. Riuscite a immaginarvi qualcosa di più triste?
Eccola: La madre dei due (che i due non vedevano da anni) muore e lascia una considerevole somma ai fratelli. Il maggiore rinunicia alla sua parte, che interamente nelle mani del minore, viene usata per acquistare una partita di droga destinata allo spaccio. La cosa sembra funzionare, giusto il tempo di comprare una bicicletta nuova e la PS2 al piccolo Martin, giusto il tempo di fargli credere che le cose stanno girando meglio. Il padre viene beccato dalla polizia e incarcerato. Le due sezioni del film si sovrapponegono quindi e i due fratelli si ritrovano in carcere. Il minore, in un ultimo impeto famigliare, decolpevolizza il maggiore per la morte del fratellino, tanti anni prima, e abbandona la vita terrena, insopportabile, suicidandosi. Riuscite a immaginarvi qualcosa di più triste?
Eccola: Il maggiore viene scagionato dall'omicidio: la sua mano, ferita dopo il colpo dato al telefono pubblico e mai curata, è talmente malconcia che non solo non gli avrebbe permesso di strangolare la donna, ma gli viene anche amputata. Esce di galera, monco, e, al funerale del fratello, rincontra il nipote, che gli prende la mano (quella rimasta) come a dire che un legame famigliare, anche solo un sentimento, è ancora possibile. Riuscite a immaginarvi qualcosa di più triste?
Io no. Il regista di Festen invece sì, ma per fortuna aveva finito il minutaggio, che se mi metteva un'altra tragedia in un solo film (che oh, non è brutto eh) mi uccidevo pure io.
Vi ho spoilerato tutto il film. Riuscite a immaginarvi qualcosa di più cattivo? Mi merito la tortura del titolo vero? La submarino: in cui la testa viene immersa nell'acqua fino quasi ad affogare.
Trama: ANCHE GLI UOMINI HANNO DEI SENTIMENTI! ANCHE GLI UOMINI POSSONO SOFFRIRE! ANCHE GLI UOMINI HANNO UN CUORE CHE BATTE SOTTO QUEI POSSENTI PETTORALI! E SE QUALCUNO DICE CHE NON È VERO LO PRENDO A CALCI IN FACCIA!
Furbo è furbo. Tanto furbo quanto lo è The Help, questa volta accontenta i maschi, e proprio come quello anche se capisci che è stra-furbo, lo accetti, te lo vedi, e ti piace pure, visto che il film è gasantissimo lo stesso. Oh, uomini poderosi che danno sonore mazzate a uomini mastodontici, sarà sempre una cosa bella da guardare. L'importante è non fare la mossa IndianaJones:
Ecco, in Warrior ci sono tanti combattimenti, anche alcuni come quello qui sopra. Ma con una regia un po' meglio. E poi ci hanno messo anche la storia.
Ci sono due fratelli (proprio come in The Fighter (ma quello era un peso massimo a livello cinematografico, qui siamo delle parti di pesi medi), tutt'e due figli dello stesso padre (che mica è detto) allenatore e alcolista (un Nick Nolte che ancora non è uscito molto bene da sè stesso): quindi ci immaginiano sedute di allenamenti quando i due erano ragazzi che in confronto gli allenatori di Mila o di Pat la ragazza del baseball o di Mark Lenders erano Padre Pio, San Francesco e Gesù Cristo. I due prendono strade diverse non si vedono per anni uno va alla guerra l'altro va alla famiglia e blablabla. Si ritrovano fratelli e avversari sul ring/gabbia di un torneo chiamato SPARTA (per dire) di arti marziali miste, un'antichissima arte del combattimento che in pochi ancora praticano, insegnano, rispettano: l'antichissima pratica del "darsi un fracco di mazzate che manco la tana delle tigri". Insomma il film è un film di botte molto forti ma con una storia sotto i lividi e gli occhi pesti; che poi la storia sia triturata come un'orecchio nella bocca di Mike Tyson, vabbè. Fratello buono vs fratello ancora più buono, vinca il più bono. C'è un cuore che batte nel petto di noi maschi - e voi femminelle, che state tanto lì a decantare Gosling, dovete ammetterlo che se arriva Tom Hardy (e ricordiamo che Tom Hardy in Warrior sta messo così:
e vi dice "Guarda che io sono anche bravo. Ho fatto Bronson!"... vi piove sulle scarpe. Dai. Ammettetelo. Che poi se andate in giro con Tom Hardy e arriva uno che vi guarda un decimo di secondo di troppo e lui gli fa: "O. Te. Coso. Che stai a guarda' la donna mia?" voi siete contente. Dai. Ammetetelo. Tom Hardy, che pezzo d'uomo. E che grande attore. Infatti Tom Hardy è il prossimo Bane, serio e cazzuto, non come quel ranocchio pompato di Schumacher, quello vero, quello che usa Batman come un punching-ball. Ma il bello di Tom Hardy è che non è un uomo tutto muscoli e niente arrosto, non è come ConanDrogo o come Stazzam, lui è un guerriero ma sa anche piangere. E quando lo fa non si nasconde dietro un dito, no, lui te strappa er core dar petto, non come quei ridicoli del permio Vis Roboris. Tom Hardy è il primo attore che dopo averti spaccato il grugno a te e a Batman, si mette a piangere come un vitello e rimane potentissimo lo stesso! E lo sapete il bello di Tom Hardy qual è? Che Tom Hardy se gli gira ti fa pure uno sguardling che levati!!! Evviva Tom Hardy! Secondo me Tom Hardy se si mena con Ryan Gosling Tom Hardy vince. Fuck Yeah!
Ha ragione di esistere un film che racconta di un pazzo il cui unico sogno nella vita è prendere della gente e unirla chirurgicamente bocca-ano e creare un centipede umano? Agevolo diapositiva:
Non solo ha ragione di esistere, ma c'è già, di tratta di The Human Centipede, 1. Visto e molto apprezzato [a costo di essere preso per matto] da queste parti.
Ha ragione di esistere anche un seguito? Sì, anche lui ha ragione si esistere.
Il seguito di Human Cetipede è quanto di più distante si possa immaginare se si pensa al primo, che aveva un'atmosfera pulitina e non indugiava più di tanto in scene gore o splatter (bastava da sola l'"idea" di poter fare un centipede umano con la pratica pazzochirurgica sopra illustrata) a far ritorcere le budella e a far far brutti sogni. Quando poi arrivava la scena del «Feed Her!» si raggiungeva l'apice dello schifo e si ringraziava di aver iniziato la visione a stomaco vuoto. Un protagonista algido e schizzato e una villa tirata a lucido immersa foresta (nera) tedesca come teatro dell'orrore, una messa in scena da telefilm esteurpeo.
Il film ha riscosso un tale successo nell'hype internettiano che da cucire la bocca di una bella ragazza al culo di un cinese a queste coglionate web o maschere di Halloween o giochi elettronici:
...o la presa per il culo (!) di South Park:
c'è voluto un attimo.
Il centipede umano è stato quindi, dal popolo web, degradato a macchietta, a maschera di carnevale, a "film assurdo su cui riderci sopra haha che ridere la scena della cacca". E questo è stato l'errore. Tom Six, il regista, ha fatto tesoro di queste prese in giro e ha cercato di farci capire che Il Centipede Umano è tutta un'altra cosa. Abbiamo riso della sua creatura, ci siamo detti "che cazzo di idea, 'sto regista si deve far curare" e abbiamo chiuso la pratica con un "vabbè, è un film".
La risposta di Six è un seguito che si dichiara sin dalla sua apertura come un'invasione di campo, dalla sua realtà ci porta fresco fresco il centipede nella nostra realtà: THC2 ci comunica subito che abbiamo scherzato col fuoco, che la vita vera è ben altra cosa, e che se ti guardi allo specchio, caro fan di THC1, tu che ti mascheri da centipede, te lo tatui sui piedi o che lo prendi in giro, c'è il rischio che l'immagine riflessa sia questa:
Si passa dai colori algidi a un bianco e nero sporchissimo; da location patinate e, per l'appunto, chirurgiche, a capannoni sudici e appartamenti degrada(n)ti; da un medico (almeno medico!) ex-nazi a un obeso ritardato e - questo il vero twist del film - si passa dalla finzione filmica alla realtà: la prima scena del film è l'ultima del precedente, e con noi la guarda il protagonista, su un computer, presumibilmente l'ha scaricato, è un vero fan del primo film, talmente appassionato da avere un album con tutte le foto di scena, da avere contatti con la vera casa di produzione del primo film, da avere un centipede vero (l'insetto) in un teca, talmente appassionato da voler ricreare un centipede umano privato nella realtà (e riesce pure a metterci l'attrice vera del primo film, promuovendola a primo "testa" del centipede, l'amore si sa), la nostra realtà, quella dove THC 1 è solo un film, ma con la voglia di andare oltre, non tre ma dodici corpi uniti bocc.ano. Insomma, THC2 è meta. È l'Effetto notte dei centipede umani. Inizia la mattanza, e non risparmia nessuno, donne gravide (ma non preoccupatevi, diventeranno madri prima della fine del film, anzi no!) omaccioni tatuati, gente che passava di lì. Una volta rapiti i 12 "vagonicini umani" inizia l'operazione, e qui il film diventa un porno, un porno di violenza, di schifo, un Serbian Film. Il problema, e questo è il messaggio di Six, è che quello che vedi nei film non è quello che succede nella realtà, Six ci lancia questo messaggio chiaro e forte: "bambini, non fatelo a casa il centipede umano!".
Nel costruire il suo centipede il pazzoide di turno sparge tutto il sangue che non abbiamo visto nel primo, muoiono come moscerini le sue vittime, urlano, si ribellano... e quando - questo era il macabro e malato fine ultimo - anche il nostro protagonista riesce a concludere il suo centipede privato e vuole finalmente vedere se tutto funziona (cioè se il grande intestino fa il suo dovere) ecco che scopre che forse collegare le labbra di quello dietro al culo di quello davanti con la sparapunti non è stata una grande idea, l'esplosione intestinale è roboante. La scena raccapricciante (e l'unico tocco di colore). Sommosse intestinali sullo schermo, maelstorm digestivo dentro noi, cloaca maxima. Eppure questo seguito ha il merito di "continuare un discorso" diciamo che la bocca di questo secondo centipede è unita al culo del precendente. E non è finita qui, arriverà il terzo... prevedo (come fu per Scream) un film che racconta il set di un film tratto dalle gesta di un pazzo che ha creato il centipede umano, come in "quel" film.
Proprio come nel primo ci sono alcune avvertenze da seguire nel caso vogliate proprio vedere THC2:
• Fatelo a stomaco vuoto;
• Non fatelo nel caso non conosciate bene i vostri compagni di visione;
• Non fatelo nel caso abbiate invitato una ragazza a casa e sperate di metterle la lingua in bocca;
• Non fatelo se non avete visto il primo;
• Non fatelo. E se proprio volete vederlo, che dire... in bocca al culo!